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- Non s'invecchia con l'avanzare dell'età, ma quando si smette di ridere -

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domenica 4 marzo 2012

TOTO', L'UOMO E L'ARTISTA (3^ ed ultima parte)


Bisogna dire che se il consenso popolare nei confronti di Totò fu  - ed è tuttora - straordinario, la stampa non gli risparmiò critiche, anche piuttosto dure. Erano gli anni in cui imperava la critica neoilluminista. L’accusa più ricorrente che veniva rivolta all’artista era quella di girare film leggeri e disimpegnati, dotati di un macchiettismo deteriore ed una sceneggiatura volgare. Totò era dipinto come un attore caotico, individualista, privo di una coscienza politica e dotato di una vis comica fine a se stessa.
"E’ veramente doloroso constatare - scriveva La Voce Repubblicana, nel 1954 - come la comicità di certi film italiani sia ancora legata a sorpassati schemi appartenenti al più infimo teatro di avanspettacolo"
E l’Unità di quegli anni rincarava la dose: “Gli spettatori non sono fortunati, costretti ad ingerire prodotti così squallidamente raffazzonati, così privi di spirito e d’ogni luce d’intelletto umano”.
Gli autori di questi articoli avrebbero rinvenuto certamente la luce dell’intelletto, se i film di Totò fossero stati tinti di satira politica e avessero sventolato la bandiera della contestazione. 
Questi signori però ignoravano, o fingevano di ignorare, che un artista non può piegarsi ai dogmi di questo o quel partito e neppure è obbligato a crocifiggersi a un’ideologia. Egli è padrone di esprimersi come crede, perché l’arte è sinonimo di libertà. 
L’ideologia passa, perché col tempo può rivelarsi illusoria e fallace, l’arte invece rimane, specialmente se è universale. Gli ideali politici si possono esprimere pure nel chiuso dell’urna elettorale, senza farne necessariamente una missione e  renderla di pubblico dominio.
Naturalmente, è lodevole che un’opera d'arte sia improntata ad elevati valori umani e sociali  e offra un contributo al progresso civile ed al riscatto dei  diseredati  (vedasi ad esempio l’impulso impresso in tal senso dai capolavori del neorealismo) ma non è giusto "accanirsi" su un artista solo perché realizza film leggeri e d'evasione.
I film di Totò venivano tanto apprezzati all’epoca (in Italia e all'estero) perché erano divertenti e popolari, qualità che, paradossalmente, hanno sempre fatto storcere il naso alla critica radical shic, tutta protesa verso il cerebralismo e preoccupata di rappresentare soltanto gli intellettuali e i dissidenti.
Pasolini, che non era certo un reazionario, dichiarò: Nel fondo di Totò c'era una dolcezza, un atteggiamento buono e al limite qualunquistico, ma di quel tipico qualunquismo napoletano che non è qualunquismo, ma innocenza, distacco dalle cose ed estrema saggezza”.
Bisogna dire che da alcuni anni la critica ha riabilitato l’artista partenopeo. L’Unità del 12 luglio del 1992  riporta un articolo a piena pagina nel quale è scritto che "Totò era più grande di Charlot". E' evidente che si tratta di un eccesso giornalistico, perché non si può passare da un estremo all’altro con tanta disinvoltura, e poi perché il confronto è improponibile, in quanto si tratta di due artisti con caratteristiche differenti. Chaplin fu protagonista del cinema muto e poi autore di film d'impegno sociale. Totò, anche se dotato di straordinaria vivacità creativa, fu prevalentemente interprete. Egli non puo' essere considerato ne' meglio ne' peggio di Chaplin, per il semplice fatto che si tratta di due personalità distinte ed a se stanti. 
Se esaminiamo i film girati da Totò, ci accorgiamo che il suo contributo al progresso non è programmato ed organico come quello del collega inglese, ma si sostanzia nello sberleffo ai fanfaroni, nell'invenzione di gag che a volte fanno il verso ai cosiddetti ceti benpensanti e nella creazione di un linguaggio nuovo e divertente. 
Nonostante la generale rivalutazione, vi sono ancora degli irriducibili che considerano la sua opera una sorta di macchiettismo qualunquistico, consolatorio e fuorviante.
Costoro evidentemente non conoscono gli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia europea degli ultimi cinquant’anni: il crollo del muro di Berlino, il superamento dei blocchi contrapposti, le delusioni prodotte dalla Sinistra,  etc. perciò si attardano a ragionare ancora in termini classisti ed a operare delle distinzioni fruste e obsolete.  
Che l’arte debba essere indipendente rispetto alla politica non è una novità; lo dichiarò Vittorini all’epoca nella nota polemica con Togliatti. Secondo lo scrittore siciliano, la politica ha il diritto di subordinare a sé l’arte solo quando opera cambiamenti qualitativi all'interno della società, e questo accade raramente, in momenti eccezionali, cioè rivoluzionari. In tempi “ordinari” deve lasciare che l’artista sia totalmente autonomo.
Totò non nascose mai un certo affetto per la monarchia, ma si trattava di un sentimento epidermico, emotivo, non di una convinzione radicata e profonda. Nessuno può dire con assoluta certezza per chi votasse, neppure sua figlia Liliana, o la sua amata compagna Franca Faldini.  
Una cosa è certa: se fosse stato un simpatizzante del regime, i fascisti non gli avrebbero tirato contro una bomba, all’uscita del teatro Valle, né gli avrebbero dato la caccia per deportarlo al nord.
Come tutti i grandi artisti, egli era inclassificabile; incarnava la storia e i caratteri degli italiani: la fame, la miseria, l'ignoranza, la rassegnazione, la sfiducia, ma anche la ribellione, l’energia e il coraggio che nascono a volte dalla disperazione e possono trasformare improvvisamente gli uomini in eroi.
Totò non poteva essere altro che se stesso, cioè un clown imprevedibile e disarticolato, oppure lo scugnizzo irriverente che si fa beffe di tutti: potenti e non potenti, ricchi e poveri, nobili e plebei, rimanendo fedele solamente a se stesso e all’irrefrenabile umorismo che era in lui.
Il 14 aprile del 1967, l’artista ebbe un malore e dovette interrompere la lavorazione del film e nella notte di sabato 15 aprile subì un grave infarto.
Il giorno dopo, intorno alle tre e mezzo del mattino, dopo un susseguirsi di vari attacchi cardiaci, si spense.
Due giorni dopo, la salma fu trasportata nella chiesa di Sant'Eugenio, in Viale delle Belle Arti. Sulla bara, la bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso. 
Nel pomeriggio la salma giunse a Napoli, accolta da una marea di folla. Fu Nino Taranto a tributargli un accorato e toccante elogio funebre.
Un lunghissimo applauso lo salutò per l’ultima volta, poi il suono delle campane scandì il rito della sepoltura che si svolse nella cappella De Curtis al Cimitero del Pianto, presso Capodichino.
Totò rimarrà per sempre nella memoria della gente, anche quella che apparentemente lo snobba, perché, in un   mondo funestato da odio, guerre, bassezze, egoismo e miseria, egli seppe offrire delle occasioni per far ridere, superare così l'amarezza e riacquistare un po' di fiducia nella vita. 
Nigel Davemport

® Tutti i diritti sono riservati

32 commenti:

  1. Un'altro bellissimo articolo Nigel.
    Totò non poteva essere apprezzato della critica del suo tempo, così succede ai grandi.
    Come ben dici , l'arte è libertà d'espressione ed il suo valore sta nella capacità di trasmettere, emozionare, divertire anche a distanza di tempo.
    La critica serve piuttosto al lato economico, ma Totò credo che si sentiva appagato vedendo le risate del pubblico e l'affetto.
    Grazie, davvero interessante e piacevole lettura.
    Buona serata e buon inizio settimana, un abbraccio.

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    1. Ciao Gabry,
      so che potrò sembrare ripetitivo e retorico, ma i tuoi commenti profondi e circostanziati mi sorprendono sempre.
      Grazie!

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  2. Ciao Nigel, Toto' rimarra' sempre un grande nonostante tutte le critiche vere o fasulle, forse non e' stato capito all'inizio o se si fosse schierato da qualche parte, avrebbe avuto piu' successo, ma con la sua personalita' indipendente e umana si fece amare dal pubblico piu' popolare e genuino meno calcolatore, forse... era uno di loro in cui si identificavano...
    lo amiamo ancora oggi a distanza di tempo, anzi scopriamo anche di piu' il suo valore, grazie anche a te che gli hai dedicato tre post, ho scoperto cose nuove ed inedite, quindi non mi resta che farti i miei sinceri complimenti, per questi post interessantissimi, scritti con dovizia di particolari da una persona che lo ammira davvero, si sente in sottofondo, la nostalgia e la passione che ti ha portato fino qui alla fine di questo racconto, ciao bravissimo, buona serata rosa a presto.))

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    1. Rosa,
      di te non mi meraviglio più, ormai sei una certezza.
      E' anche grazie alla tua partecipazione così assidua e sincera se continuo a scrivere, pur se comincio a domandarmi a quanta gente possano interessare certi articoli così lunghi ed "impegnativi".
      Comunque, grazie di cuore.

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  3. caro guardiano
    ancora una volta la tua penna riesce a incantare
    difficilmente si potrà scrivere dell'altro su questo grandissimo artista che è stato totò
    meriti un bacio :)*
    ciauuu

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    1. Cara Esmeralda,
      la premessa che ho fatto per Rosa vale anche per te.
      Sei una fedelissima dell'Angolo e di ciò non finirò mai di ringraziarti.
      Un abbraccio.

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  4. Puntuale con il tuo appuntamento Caro Nigel...sai l'ultima puntata e' sempre piu' triste!!!!!Concordo in pieno con tutto quello che hai scritto....Le critiche con lui sono state poco clementi,pero' lui non e' mai stato un burattino di nessuno,non si e' mai fatto imboccare discorsi o quant'altro lui era Toto...o lo si amava o lo si odiava....ha portato avanti il suo pensiero "fregandonese" di tutti e di tutto e il tempo gli ha dato ragione....
    Indipendentemente dalle critiche, che mentre ti uccidono, poi osannano ,io Lo amo per quello che riesce a trasmettere a me...non occorreva Toto' a salvare il Mondo o a cambiare il modo di fare politica!!!!
    IO non sono una Critica ,secondo me e' piu' difficile far ridere la gente che far piangere...Toto'con la sua semplicita' e' riuscito ad entrare nei cuori di tutti senza distinzioni di classi sociali...il suo linguaggio e' universale....E poi io non li trovo cosi' banali e privi di contenuti i suoi film...affronatano comunque tematiche odierne e poi non dimentichiamoci la cosa piu' importante....E' STATO,ALMENO FINO AD ESSO,IMPOSSIBILE IMITARLO.....TOTO' E' UNICO!!!!!!!!
    Grazie caro...buon inizio settimana e alla prossima....
    Ora ti lascio devo far dormire le piccole...domani si iniza una nuova settimana!!!!!Raffaella!
    Buona vita e grazie per i consigli......

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    1. Puntuale anche tu, cara Raffaella!
      Anche se sei una patita di Totò ed avevi tutto l'interesse ad approfondire la sua biografia, ti ringrazio per l'entusiastica partecipazione.
      Un caloroso saluto!

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  5. Questa terza puntata è da gustare per bene, ora non mi sento di leggere tutto ma domani me la voglio gustare davvero.
    Buona settimana caro GHuardiano.
    Tomaso

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    1. Amico mio carissimo,
      spero che possa tornare davvero a leggere questo post, che potrebbe essere di tuo interesse.
      UN abbraccio.

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  6. come dimenticare questo meraviglioso artista, che tanto ha dato alla cultura italiana. Bello il tuo blog, mi associo volentieri.
    spery di "babà che bontà"

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    1. Ciao Spery,
      grazie dell'attenzione e benvenuta all'Angolo del sorriso, un blog di mattacchioni, dove ogni tanto si può pure riflettere.
      Un cordiale saluto.

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  7. Qui hai superato te stesso, Nigel! E mi hai fatto vibrare il cuore. Aggiungo solo che per me Totò é quanto mai attuale perché i suoi sberleffi ai fanfaroni e agli ipocriti sono immortali.

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    1. Caro Adriano,
      la tua presenza mi lusinga e mi onora.
      Sono contento che l'articolo sia stato di tuo gradimento.
      Un (virile) abbraccio ;)

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  8. L'arte rimane!! La vera arte è immortale.
    Nel suo modo macchiettistico di ironizzare la vita ed i comportamenti sociali credo che a suo modo abbia fatto politica, pur senza schierarsi esplicitamente. Nel senso che se avesse citato nomi o situazioni oggi andrebbe interpretato da chi non conosce la storia, invece la sua vis comica è sempre attuale, perchè certi problemi ed aspetti della società non mutano nel tempo.
    Complimenti per questo lungo omaggio a Totò che ho gustato in tutte le sue parti!!

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    1. Ciao Rita,
      hai ragione: Totò ha fatto politica, l'ha fatta a modo suo, punzecchiando gli sbruffoni, taluni esponenti dell'alta borghesia parassitaria e i politici in generale, che alla fine si rivelano più dei chiacchieroni che delle persone concrete e consequenziarie.
      Grazie per l'immancabile ed affettuosa partecipazione.
      Un salutone e a presto.

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  9. Ciao amici Sorrisini....ho pubblicato il vostro gradito premio....con immenso piacere!!!!!!
    Un grazie di cuore a tutti voi....
    Buon inizio settimana e buona vita!!!!!Raffaella

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  10. Amico mio,

    posso assicurarti che sento i brividi percorrermi la schiena...
    ...la tua stesura è superba...
    ...Totò era, è e sempre rimarrà un Artista con la A maiuscola, la sua anima aveva le ali, ma forse ha fatto spiccare il volo all'anima altrui molto più di quanto fece con la sua...

    Grazie, di cuore!

    Abbraccione con affetto!

    M@ddy

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    1. Ciao Maddy,
      la tua affettuosa presenza illumina questo blog. Grazie di cuore, lo dico senza retorica.
      Un salutone e a presto!

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  11. Un post barboso, per di più scopiazzato qua e là da Internet. Fanno bene i lettori a ignorarlo.
    ;)

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    1. Egregia signora,
      la sua malvagità non ha confini.
      Lei non perde occasione per dileggiarmi e sminuirmi agli occhi dei miei lettori!
      Visto che non crede alle mie capacità, la prossima volta, la scriva lei un'esegesi e così staremo a vedere se ne è capace!
      Nessun saluto.

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  12. Ciao Nigel,sono tornata giusto in tempo per leggere l'ultima parte del tuo bellissimo trattato su Totò.Sono venuta conoscenza di fatti che ignoravo, di un personaggio da me molto amato Grazie,complimenti ancora
    Buona serata.....
    Lella

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    1. Ciao Lella,
      grazie, è un piacere vederti qui!
      So che sei una cara amica di Rosa e questo ti rende ancora più gradita.
      Un cordiale saluto e alla prossima!

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  13. squallidi loro che non capivano l'artista Totò...buona settimana !

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  14. Ciao Tina,
    grazie per la gradita visita e buona settimana anche a te!

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  15. Caro Guardiano, grazie a ciò che scrivi, sto imparando a conoscere questa grande persona, che vedevo solo come comico. Come i grandi personaggi ha conosciuto critiche negative, ma solo col tempo e con persone che come te le apprezzano e sanno tanto su di loro, si può capire come sono grandi persone e non solo personaggi.
    P.S. sto guardando 'uccellacci e uccellini'....grande!

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  16. Ciao Cinzia,
    sono contento che i miei articoli ti stiano aiutando a conoscere meglio Totò, così come sono lieto di sapere che stai visionando "Uccellacci e uccellini", un film abbastanza impegnativo, dai risvolti marcatamente simbolici, che richiede un po' d'intuito e magari la consultazione di qualche buona recensione.
    Ti ringrazio per la simpatia che stai dimostrando per l'Angolo e ti lascio un caloroso saluto.

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  17. Ciao Nigel Carisismo Stimato Amico Mio
    in queste sole parole hai magistralmente condensato l'essenza del grandioso Totò "privo di una coscienza politica... egli seppe offrire delle occasioni per far ridere, superare così l'amarezza e riacquistare un po' di fiducia nella vita.

    Grazie, Grazie per essere ritornato ancora in questa vita con grande sincero amore e con grande spontane passione e soprattutto con un spontaneo spassionato libero sorriso che ci mostri dal tuo radioso viso.

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  18. Caro Raffaele,
    ancora una volta confermi la tua notevole sensibilità per le cose dell'arte e la tua grande simpatia per L'Angolo, perciò ti ringrazio.
    Un affettuoso saluto.

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  19. Ciao Nigel, come vedi ho accettato il tuo invito di leggere anche la terza puntata. Da un certo punto di vista è vero che in quel periodo i film americani tenevano tutti gli schermi, ma cosa si pretendeve dal cinema italiano, dopo una guerra che ci aveva ridotti sul lastrico (anche oggi senza guerra, purtroppo). Ma questo è un blog allegro e quindi bando alle malinconie.
    Chi in quel periodo faceva film, diciamo di ingaggio politico, veniva messo al bando od addirittura ucciso. Nessuno mi toglie dalla mente che Pasolini sia stato assassinato da una banda di fanatici e, del resto, a poco a poco, sta uscendo la verità. Nei film di Totò c'era un messaggio nascosto e solo chi lo percepiva poteva apprezzare l'opera che in modo generale sembrava fatua. La tua trilogia ha la stessa raffinatezza dei suoi film.
    Un cordialissimo saluto.

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  20. Ciao Elio,
    grazie della visita e del circostanziato ed interessante commento.
    Un caro saluto.

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