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lunedì 2 settembre 2013

"GOODBYE MISTER HOLLAND" - La musica nel cuore

Scrosci di pioggia, acqua fra balzi e sassi, stormir di fronde, mandrie al galoppo, usignoli che cantano, rombi di tuono, ecco i suoni della natura che l’uomo, sin dai tempi più remoti, ha cercato di imitare, utilizzando strumenti appositamente ideati e dando così origine alla musica, un’attività in continua evoluzione, col suo linguaggio, le sue potenzialità e le sue regole precise, tanto da essere considerata attualmente sia arte che scienza.
Di musica, o meglio della vita di un insegnante di musica, parla il film: Good Bye mister Holland, prodotto negli U.S.A. nel 1995, per la regia di Stephen Herek, che si presta a varie interpretazioni e pertanto ancora oggi è oggetto di dibattito.
La trama è la seguente: Glenn Holland (Richard Dreyfuss) sogna di diventare un affermato compositore ma, per vivere, deve insegnare musica agli svogliati studenti di un liceo statunitense. L’uomo vorrebbe abbandonare l'incarico e dedicarsi esclusivamente alla composizione, ma le necessità economiche, dovute alla nascita del figlio Cole, lo costringono a restare al proprio posto.
Col passare del tempo, la sua dedizione professionale, unita ad un'intelligente apertura verso forme di musica più vicine ai giovani, gli consentono di raggiungere degli apprezzabili risultati didattici, anche con “soggetti difficili”, come ad esempio la clarinettista Gertrude Lang (Alicia Witt) destinata comunque ad una luminosa carriera politica.
La prima esibizione dell'orchestra scolastica si rivela un successo, tanto che Holland è chiamato dal direttore del liceo a formare una band.
Un giorno, Iris (Glenne Headly) la moglie di Glenn, si accorge che Cole, il figlioletto che ormai ha compiuto tre anni, è sordo e ciò complica ancor di più la vita dei coniugi.
A questo punto è bene fermarsi, per non svelare troppi particolari della storia e togliere al lettore il gusto di scoprirli attraverso la visione del film.
Esso, classificabile come commedia sentimentale, si segnala sia per la quantità degli argomenti trattati che per le reazioni emotive che suscita nello spettatore.
Apprezzabile l’obiettività con la quale viene descritto il vissuto di una famiglia con un bambino sordo: il primo impatto col medico che, per favorire l'interazione sociale, suggerisce di ricorrere alla comunicazione orale, ponendo il divieto assoluto di assecondare il linguaggio dei segni usato dal bambino. Anche il disagio psicologico dei genitori, che stentano a comprendere la propria creatura, è descritto in modo rigoroso e veritiero.
Il film mette a confronto il mondo sonoro del protagonista con quello silenzioso del figlio; sembra che questi due mondi non possano incontrarsi mai, ma alla fine, grazie al comune interesse per la musica, riescono a trovare un punto di contatto.
Dal 1995 ad oggi, la critica più intransigente, quella cosiddetta “radical shic”, si è sbizzarrita a demolire “Goodbye mister Holland”, definendolo una riedizione camuffata del più noto "Goodbye Mr. Chips”, considerato a sua volta un film buonista e strappalacrime.
Ad esprimere una simile posizione sono quei critici realisti, disincantati e forse persino un po’ “cinici”, sempre pronti a stroncare tutto ciò che s’ispira ai sentimenti e al comune buon senso.  
Ma quello che conta, nel film in questione, non è stabilire se sia troppo sentimentale e toccante, ma in che misura possa incidere nella coscienza collettiva.
Questo è il criterio che distingue un’opera d’arte da un prodotto dozzinale e scontato: la capacità di lasciare una traccia ampia e duratura.
“Goodbye mister Holland” possiede questa qualità, perché al di là delle difficoltà umane e professionali che riguardano il personaggio principale ed il modo attraverso il quale egli riesce a superarle, contiene degli aspetti molto importanti, in primo luogo il dissidio esistente fra sogni e realtà e poi la questione dell' abolizione della musica dal programma scolastico, a seguito della riduzione dei fondi.
Il nucleo della vicenda non è la frustrazione di svolgere un mestiere piuttosto che un altro (che pure è un problema avvertito da molti individui) non è il percorso di un ragazzo sordo che riesce finalmente a comunicare, e nemmeno la delusione di un individuo che deve andare in pensione anticipata, ma ciò che il destino ci riserva mentre siamo impegnati a fare altri progetti.
Nella pellicola, come si è accennato, c’è il problema dell’abolizione della musica dalle materie di studio, allora viene da chiedersi: per quale motivo gli amministratori decidono di cancellare proprio quella? La risposta a tale interrogativo la fornisce lo stesso Holland, durante l’animata discussione con i suoi superiori.
Egli fa capire che la musica viene considerata una disciplina superflua, in quanto non ha un ritorno economico immediato, mentre altre materie, come ad esempio: la ginnastica, il calcio e il baseball, sì. Nessun amministratore scolastico si sognerebbe mai di eliminare tali attività dal programma, per non correre il rischio di vedersi svuotare di colpo l’istituto! Dunque, nella storia in esame, si decide di cancellare la musica, ma si fa capire pure che è una soluzione sciagurata, perché la musica accompagna da sempre la vita dell'uomo, è uno straordinario veicolo di comunicazione, di espressione delle idee e dei sentimenti ed è anche uno strumento di formazione, in quanto concorre allo sviluppo emotivo, affettivo e sociale dell’individuo.
Questo è il vero messaggio che il film intende trasmettere, per cui, quando Holland affronta la discussione con i vertici dell’istituto, contribuisce a chiarire un equivoco ancora radicato nella nostra società: la musica non va intesa soltanto come prodotto consumistico e commerciale, teso ad arricchire l’industria del divertimento, ma soprattutto come attività creativa, ovvero come esercizio del “fare”, piuttosto che del “fruire”.
Holland  ritiene di essere un fallito, perché non è riuscito a sfondare come compositore, ma le circostanze dimostrano che sbaglia, perché ha saputo trasmettere nei suoi allievi l’amore per la musica, svolgendo perciò una funzione di pubblica utilità, invece di perseguire un interesse egoistico e individuale.
Dunque, i critici che hanno storto il naso, definendo “Goodbye mister Holland” una pellicola  buonista e priva di valore sociale hanno commesso un errore.
Il film tratta, è vero, di sentimenti, ma è anche realista, in quanto tocca un tema molto sentito fra gli insegnanti e buona parte dell’opinione pubblica: la pari dignità delle discipline scolastiche.
Sinora, la scuola statale italiana ha saputo resistere alla tentazione di risolvere i problemi di bilancio, eliminando le materie artistiche dai programmi di studio, ma la scuola privata, che deve sottostare a pochi vincoli, potrebbe farne tranquillamente a meno. 
La musica, come ci insegna la pellicola di Herek (e tanti altri lungometraggi esistenti sull'argomento) non è soltanto creazione estetica, passatempo o ristoro per la mente, ma una delle forme d’arte più alte ed edificanti che l'uomo ha a disposizione per avvicinarsi a Dio.
                                     A.M. (Nigel Davemport) 

® Tutti i diritti letterari riservati

37 commenti:

  1. ciao Nigel, grazie, una recensione molto accurata e accattivante, chiara e poliedrica, questo film fa affiorare molti problemi e possibili discussioni, bella storia che colpisce gli animi sensibili e non materialisti, son d'accordo, la musica fa parte della nostra vita, non si puo' farne a meno, andrebbe valorizzata come materia educativa, ciao bravissimo, buona giornata rosa.)a presto

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    1. Ciao Rosa,
      grazie per l'affettuosa attenzione ed il commento intelligente e articolato.
      Un abbraccio e rileggerci e risentirci presto!

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  2. una recensione di alto giornalismo
    come tu sai fare caro guardiano
    sai divertire ed emozionare e mi hai fatto venire voglia di vedere il film!
    baci ;-)*
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Ciao Vale,
      sempre affettuosamente partecipe. Grazie!
      Baci...baci e baci ;-)

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  3. Sull'articolo non posso pronunciarmi, ma consiglio vivamente di vedere il film.
    Affettuosi saluti alla cara Rosa e a tutti i lettori dell'Angolo!

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    1. ciao Giovy, grazie, saluti anche a te a presto rosa, baci.)

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  4. Un'ottima recensione associata al dialogo in una vastità di temi che sottolinei egregiamente!
    Mi chiedo, però, ma quanti insegnanti di musica nelle nostre scuole l'amano così tanto da coinvolgere gli studenti?
    E in quante scuole la musica può esser "studiata" al fine d'esser "compresa ed amata" in una giusta dimensione?
    Spesso, l'ora di musica e la materia stessa è quasi considerata "superflua" e non che l'educazione fisica non lo sia altrettanto, visto in che modo viene insegnata!
    Forse sto uscendo dal seminato relativo al tuo post ma quando si parla di materie "artistiche" di quelle che educano la vita ad entrare nelle emozioni, io credo che non si faccia mai abbastanza!

    Un abbraccio Nigel, a te e tutti i lettori dell'Angolo

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    1. Ciao Elisena,
      innanzitutto grazie per la partecipazione e l'interessantissimo commento.
      Ti rispondo subito perché in questo momento la mia "connessione volante" sta funzionando abbastanza bene.
      Il tema "insegnamento" richiederebbe molto più spazio di quanto ne possa occupare qui, per ragioni di tempo e di "misura".
      Sostanzialmente, sono d'accordo con te: per amare una disciplina (qualunque essa sia) occorrono docenti capaci di motivare adeguatamente gli allievi. Non sempre si ha la fortuna di trovare operatori della scuola in grado di far questo.
      Tuttavia, si può tranquillamente affermare che oggi, specialmente gli insegnanti di materie artistiche, pervengono a risultati veramente apprezzabili; lo testimoniano le tante mostre pittoriche organizzate dagli stessi allievi a fine d'anno e la nascita di tante bande musicali, che onorano la Scuola e stanno a dimostrare la sua efficienza.
      Un cordialissimo saluto.

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  5. Caro Guardiano, dalla tue recinzione si capisce che deve essere un buon fil pieno di e mozioni, sicuramente se mi capita lo andrò a vedere.
    Caro amico spero che vacanze vadano bene.
    Un abbraccio forte.
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso,
      sarei contento se riuscissi a vederlo, anche attraverso un dvd.
      Le mie vacanze-lavorative son cominciate abbastanza bene ;-)
      Grazie della visita, un saluto e un abbraccio.

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  6. Ciao Antonio, una bellissima recensione, dove emergono ampiamente i punti dolenti delle nostre scuole.
    La musica per molti è ritenuta forse una materia superflua, io ritengo invece che la musica sia importantissima nella crescita di ciascun individuo, perchè trasmette emozioni e stimoli intensi.
    Si pensi che la musica di Mozart viene anche usata   per curare alcuni casi di epilessia  con risultati soddisfacenti, per non parlare poi del miglioramento QI intellettivo e le capacità di calcolo o visive, di chi l’ascolta.
    Posso testimoniare che la musica per mio figlio è importantissima, direi essenziale, non potrebbe farne a meno, e così tutte le persone con problemi come questo bimbo sordo del film.
    Mi piace moltissimo la frase con la quale hai chiuso questo capolavoro di recensione, e che condivido: “e forse il mezzo attraverso il quale si manifesta la voce di Dio”
    Grazie per le scelte che ci proponi, sempre basate sui giusti valori e sentimenti umani.
    Spero di vederlo presto anch’io.
    Un serena giornata a te Antonio e tutti gli amici di questo blog

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    1. Buonasera Betty,
      sono lieto che le mie (modeste) riflessioni ti trovino d'accordo e sarò ancor più lieto se riuscirai a procurarti il DVD della pellicola in parola, che - ti assicuro - merita, anche per l'ottima interpretazione degli attori, fra i quali Dreyfuss, che ha fornito una delle sue migliori prestazioni.
      Un affettuoso saluto a te e famiglia.

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  7. Complimenti per la recensione caro guardiano e grazie per la tua presenza nel mio blog.
    Un carissimo abbraccio.
    Miky

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    1. Ciao Miky,
      grazie della garbata visita e dell'attenzione.
      Ricambio l'abbraccio.

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  8. Ciao Nigel! Ho visto questo film molti anni fa, ma l´ho vista diverse volte, quindi la ho molto presente e la posso commentare. Lasciatemi aggiungere che, in coincidenza con quello che dici, esistono alcune materie insegnate nelle scuole dei ragazzi, che sono "discriminate" ad essempio: l'arte in relazione alla attività fisica, e poi, questa differenza, si trascina alla vita stessa. E cosí che oggi, tra gli adulti, molte discipline artistiche sono considerate un' hobby '. Per alcuni é 'molto difficile capire che "dipingere", per esempio, non è solo qualcosa che si fa quando si è annoiati! Letteratura, musica, pittura, disegno ... sono discipline che riempiono lo spirito, e un artista che sia raggiunto la cima in uno di questi, non é un delirante che non ha niente altro da fare! Abbiamo ricevuto gran parte della storia passata attraverso gli artisti e le loro opere! "La Polonaise" di Chopin, o "Guernica" di Picasso, non solo una canzone e una pittura, rispettivamente. Io penso che, come autocritica, tutto ciò che accade ha anche a che fare con alcuni metodi cattivi o bassa capacità di insegnanti in una serie di casi. Qualcosa come questa succede a questo professor Holland, un tipo moderno, che prende la sua esperienza personale (un figlio sordo) e applica nuove tecniche a una professione che lui ama: la musica! Grande articolo. Abbraccio!!

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  9. Ciao Patzy,
    i tuoi entusiastici commenti, assieme a quelli degli altri cari amici dell'Angolo, mi confortano un po', in quanto credo che proporre degli argomenti seri in uno spazio scanzonato e ironico come l'Angolo comporti il rischio di annoiare.
    Come ho accennato in un precedente commento, il tema "arte" richiederebbe molto più spazio di questo, perché effettivamente è una materia discriminata, e questa non è una sensazione, ma una certezza.
    Molti pensano alle cose concrete e, in un'epoca tutta rivolta alla new economy, sembra quasi ridicolo prendere le difese dell'arte.
    Eppure, se uno ci riflette, è proprio la creazione artistica, ovvero un puro parto dello spirito, che rende l'essere umano più evoluto rispetto alle altre creature viventi.
    Un cordialissimo saluto!

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  10. Comincio col dire che la musica è una forma di comunicazione mondiale ed interculturale,infatti non ha bisogno di alcuna traduzione ed è immediatamente percepita in qualsiasi latitudine.E' stata una delle prime forme espressive (sebbene inizialmente in modo infantile) dell'uomo e rappresenta in sintesi il corpo e l'anima: possiamo dire che è nata con l'uomo nelle forme primordiali.
    Nella mia scuola abbiamo avuto la grande fortuna di avere un collega musicista straordinario che è riuscito a formare un'orchestra scolastica (con umili strumenti) di grande competenza
    tecnica ed a far acquisire padronanza anche a ragazzi che non avevano mai preso uno strumento;tutto ciò con abnegazione ed amore per la musica ,ma sopattutto con grande disciplina.
    Ascoltare le loro esecuzioni era una forte emozione.
    Non voglio dilungarmi molto,ma condivido l'idea del grande supporto delle materie cosiddette tecniche e non "rilevanti" ai fini dell'importanza della formazione culturale e sociale degli adolescenti.
    Apprezzo la recenzione del film .
    Ti auguro una buona settimana


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    1. Buonasera gentile amica,
      ti ringrazio per la visita, l'attenzione e l'articolato e interessante commento.
      Ignoravo fossi un'insegnante, ma ho apprezzato molto la tua preziosa testimonianza.
      Saluti cordialissimi e a rileggerci.

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  11. Ciao Guardiano sono ritornato più stanco di prima ma sono tornato, e passo per lasciarti un cordiale saluto
    Tiziano.

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  12. Ciao Tiziano,
    bentornato, un caro saluto e a rileggerci!

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  13. Musica e disegno, considerate discipline di poco conto, hanno un grande valore per la formazione artistica degli studenti...

    Ottima recensione del film, caro Antonio.

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    1. Ciao Gianna,
      perfettamente d'accordo con te, anche perché nella vita ho incontrato più pittori e musicisti, che ingegneri e informatici ;-)
      Un cordialissimo saluto.

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  14. Caro Nigel,
    secondo me non si da molto ai giovani, è sono d’accordo con Gianna il disegno e la musica sono discipline che non sono molto apprezzate, ma che nella vita di ognuno di noi rappresenta la realtà, la gioia di vivere, il mondo stesso… per me la musica non è solo arte è passione è voglia di raccontare e raccontarsi.
    Ancora grazie vedrò il film, mi ha commosso tanto leggere la tua bellissima recensione!
    Complimenti
    Un abbraccio affettuoso

    Antonella.

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  15. Buonasera Antonella,
    mi fa piacere di aver suscitato in te la voglia di vedere il film, in fondo questo è lo scopo dei miei (modesti) articoli: condividere delle esperienze - nel caso specifico, la visione di un film - discuterne, fare in modo che non rimangano degli atti consumistici fini a se stessi.
    Grazie della visita e del bel commento.
    Un caro saluto.

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  16. Molto interessante e approfondita la tua recensione a questo film, e soprattutto valide le considerazioni , di cui ti sei fatto portavoce, sull'importanza della musica, grande mezzo di comunicazione, nelle varie situazioni
    della vita...
    Ti auguro una bella sera, Guardiano del Faro e ti saluto con simpatia, silvia

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    1. Buonasera Silvia,
      una visita davvero gradita, la tua, ché sei una persona sensibile e profonda.
      Grazie per l'attestazione di simpatia, che ricambio, saluti cordialissimi.

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  17. UNA RECENSIONE CHE FA SUBITO VOGLIA DI METTERSI A GUARDARE ^_^
    BRAVISSIMO GUARDIANO!!!!

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    1. Ciao Piero, che bella sorpresa!
      Spero che abbia trascorso un buon mese di agosto, lavorativo - lo so - ma soddisfacente.
      Un cordialissimo saluto e a rileggerci.

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  18. ciao guardiano, che interessante recensione, sai non ho mai visto questo film e mi hai incuriosito parecchio :)
    se apri un blog con recensione dei film ti seguiro' di sicuro ;)
    ti auguro una felice serata :)

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  19. Ciao Nanussa,
    sei davvero gentile ad affermare quello che hai scritto. Non credo che aprirò un blog riservato alle recensioni di film, visto che c'è qualche testata giornalistica che talvolta mi fa l'onore di ospitarle, ma certamente ti terrò informata di tutte le mie future "fatiche" ;-)
    Grazie per la gradita visita e cari saluti.

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  20. un angolo che sa sorprendere una recensione che incuriosisce, un insolito Guardiano.
    Complimenti amico del faro

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  21. Ciao Betty,
    bentornata, spero che le tue vacanze siano andate bene.
    A dire il vero, l'Angolo ha pubblicato già qualche articolo del genere, giusto per alternare un po' il suo tono ironico e scanzonato con argomenti più seri.
    Un cordialissimo salto.

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  22. Ciao carissimo,
    inutile ribadire che nella tua come sempre profonda e sentita disamina del film in questione (che ancora non ho visto, come vedi passo poco tempo davanti alla tv ^_^ ), ciò che ha catturato maggiormente la mia attenzione è la frase finale: "...il mezzo attraverso il quale si manifesta la voce di Dio", dove però sostituirei "il" con "un", ma questa è solo una mia umilissima considerazione.
    Perchè è davvero così: TUTTO ciò che tocca le corde del cuore e lo fa vibrare, emozionare, gioire, sorridere, è opera di Dio...
    ...e sono sicura che lo è anche la fortissima voglia che m'è venuta di visionare quello che x me, pur non possedendolo ancora, è già uno dei capisaldi della mia pur stringata videoteca, che grazie alle tue recensioni posso "rimpinguare" di dvd di livello ^_^

    * Grazie, e un carissimo abbraccio x te *

    M@ddy

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  23. Buonasera Maddy e bentornata!
    Ero certo che la mia (modesta) recensione avrebbe acceso in te un certo interesse per il film. Mi auguro che tu possa vederlo quanto prima, cosi potremo discuterne, magari attraverso uno scambio epistolare.
    Al momento mi fermo qui, ringraziandoti per la gentile attenzione.
    Un caro abbraccio.

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  24. Ben ritrovato Nigel. Sono, come sempre, deliziata . Dai alle tue recensioni un fascino particolare, quello della tua anima sensibile di artista e della tua elevata coscienza. Raccontando degli altri viene fuori la ricchezza del tuo mondo interiore, e ti si legge con piacere ed interesse.
    Metti accento sui veri valori della vita, sveli aspetti essenziali, sei il vero critico di arte perché la lettura della tua recensione desta l'interesse e la voglia di andare a guardare l'opera.
    Sulla musica e il suo senso hai parlato tu in modo esauriente, come sull'arte d'insegnare, che non è solo fredda rappresentazione di concetti, ma coinvolgimento dell'allievo in maniera completa.
    Un abbraccio, buona giornata di sole.

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  25. Ciao Gabry,
    ad essere sincero aspettavo il tuo commento, mi mancava la tua lucidità, la tua capacità di leggere fra le righe e dunque di penetrare nei meandri dei miei pensieri.
    Sono felice di leggerti e spero di scambiare presto due chiacchiere su Skype.
    Grazie del garbato commento e dell'augurio.
    Anch'io ti auguro una bellissima giornata di sole.
    Un caro saluto.

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    1. Ciao Nigel, che piacere ritrovarti.
      Certo che dobbiamo sentirci, per raccontarci le avventure di quest'estate e riprendere il discorso della gioiosa congiura, qui sull'Angolo, senza di quale non posso fare al meno.
      A presto, allora.

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