L' A N G O L O ..D E L.. S O R R I S O

- Non s'invecchia con l'avanzare dell'età, ma quando si smette di ridere -

Lettori fissi

mercoledì 19 novembre 2014

"Django Unchained" [Seconda parte]

Molto rumore per... nulla
- - -
Come è stato accennato inizialmente, Django Unchained ha suscitato delle reazioni alquanto controverse, che hanno diviso l'opinione pubblica tra favorevoli e contrari. 
A questi ultimi appartiene Spyke Lee, il noto regista afroamericano, che quando uscì la pellicola dichiarò: “Non andrò a vederla, sarebbe una mancanza di rispetto verso i miei antenati”.
Ennio Morricone, che nell'occasione compose un brano ad hoc, in un'intervista disse che la violenza del film gli faceva impressione.
Lo stesso Jamie Foxx, protagonista di Django ritiene che il cinema influenzi il modo di vivere delle persone e lo slittamento della prèmiere, deciso dopo la strage di Newton e costata la vita a ventisei studenti, sembrerebbe dargli ragione.
Ma a parte la violenza, che infastidisce soprattutto per la gratuità e noiosa ripetitività con cui è rappresentata, nel Django di Tarantino vi sono limiti di carattere narrativo, limiti su cui convengono anche i suoi estimatori più convinti. 
Ad esempio, le ricostruzioni d’ambiente sono poco accurate; la palingenesi di Django, da schiavo a pistolero è troppo repentina; anche Schultz, con la sua pedanteria sembra più il grillo parlante che il consigliere discreto del suo pupillo. Insomma,  il tanto osannato Christoph Waltz esibisce lo stesso sorriso sardonico, che aveva come ufficiale tedesco, in Bastardi senza gloria.
Nella seconda parte del film, l'azione rallenta, specie quando il racconto cede il posto a lunghe ciarle; inoltre la scena del KKK, la lotta fra mandinghi e la sequenza con Franco Nero son sembrate superflue quasi a tutti. 
Così, una vicenda che si sarebbe potuta raccontare in due ore, finisce per durarne quasi tre.
Alcuni ritengono che gli eccessi del regista d’oltreoceano abbiano una vena ironica e servano a esorcizzare la violenza vera, ma francamente una giustificazione simile sembra un controsenso.
Intervistato sul perché i suoi film presentino tanta brutalità, il regista ha detto: “La violenza fa parte di questo mondo e io sono attratto dall’irrompere della violenza nella vita reale. […] La violenza della vita reale è così: ti trovi in un ristorante, un uomo e sua moglie stanno litigando e all’improvviso l’uomo si infuria con lei, prende una forchetta e gliela pianta in faccia. È proprio folle e fumettistico, ma comunque succede: ecco come la vera violenza irrompe irrefrenabile e lacerante all’orizzonte della tua vita quotidiana. Sono interessato all’atto, all’esplosione e alla sua conseguenza.”
Effettivamente, la violenza è una presenza fissa nella vita reale, ma il fatto che Tarantino ne sia tanto attratto nasce probabilmente dalle sue frequentazioni giovanili con le sale cinematografiche di Los Angeles, dove si proiettavano pellicole di scontri e kung fu e dove alla tenera età di nove anni vide: Delivrance, un film vietato ai minori, la cui storia è incentrata su un sanguinario vampiro “Billy the kid” che tiranneggia la città di Delivrance, arrivando ad uccidere anche i bambini, pur di creare il suo regno del terrore.
Sia chiaro, nessuno intende additarlo come inventore della violenza, essa purtroppo esiste da sempre e con l’andar del tempo si è diffusa in tutto il pianeta come un cancro pressoché inestirpabile.
Naturalmente, il regista del Tennessee tiene l'occhio puntato al botteghino, ha capito che oggi vanno di moda le storie a "tinte forti", perché solo così si riesce ad attirare l'attenzione di un pubblico sempre più stordito dal bombardamento mediatico.
Molti definiscono Tarantino un artista post moderno, che non intende rassicurare lo spettatore o offrirgli punti di riferimento. 
Un critico, che non ha firmato il proprio pezzo, si è avventurato addirittura in un parallelismo fra il regista d'oltreoceano e Pasolini, scrivendo "Se visto con distacco, Tarantino è il miglior interprete della degenerazione e del danno della civiltà dei consumi".
A parte queste considerazioni un po' azzardate, se non proprio risibili (perché nessuno va al cinema per sentirsi rassicurato; e perché fra Tarantino e Pasolini c'è un abisso) è certo che oggi il Cinema è in crisi per diverse ragioni, fra cui la realizzazione di pellicole vuote, insensate e prive di qualsiasi luce poetica, come quella in questione. 
E' il cinema del nichilismo e carnevalismo, che contribuisce a peggiorare le cose, segnando il passaggio della Settima Arte verso un nuovo sotto-genere: il cine-game.

                                      Nigel Davemport

[Tutti i diritti sono riservati]
             

50 commenti:

  1. Caro Nigel ,anche in questa seconda parte ,la tua recensione risulta completa ed esaustiva a prescindere dal personale gradimento o meno del regista e del suo stile artistico.
    Un caro saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Cetty,
      grazie per l'assidua presenza e l'acuto commento.
      Un caloroso saluto e a presto.

      Elimina
  2. caro guardiano sei grande
    hai un modo di scrivere inimitabile...mio padre dice che gli ricordi tanto andrea barbato ;))
    kiss ;)*
    ciauuu
    esmeralda

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Vale,
      "grande" è un aggettivo che non merito, meglio sarebbe dire che la mia scrittura è passabile.
      Il confronto col compianto maestro di giornalismo mi onora, per cui ti pregherei di ringraziare tuo padre, ma francamente mi sembra eccessivo .
      Bacioni.

      Elimina
  3. Beh! ora quasi quasi non mi piace più 'sto Tarantino!

    ...ma poi, toglietemi una curiosità: "Perché Antonio continua a citarlo come "...il regista del Tennessee..." o "...regista d’oltreoceano..."? ...e perché fa riferimento a sue "...frequentazioni giovanili con le sale cinematografiche di Los Angeles..."?
    MA...ANDAVA FIN LAGGIU' AL CINEMA...LUI CHE E' DI TARANTO?

    Scusa Antonio, volevo "spruzzare" un pochino di humor! E' un po che manca... ma questo non toglie che il tuo "saggio" su Tarantino resta davvero ben fatto e non toglie nemmeno che alcuni dei suoi film ...continueranno a piacermi... anche se un pochino sono d'accordo con te.

    Un cordiale saluto a te.
    Un abbraccio a Giovy
    Un saluto a tutti i lettori dell'angolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Occupo io lo spazio per la risposta, prima che qualcun'altro lo faccia per scrivere che è "stupida" la battuta, ma mi è venuta e l'ho scritta... però, dai...Pino! è davvero stupida..

      Elimina
    2. Caro Pino,
      se davvero le mie (modeste) riflessioni hanno suscitato in te la voglia di riesaminare alcuni film, in generale, allora vuol dire che non ho lavorato invano ^__*
      Grazie per l'attenzione e il simpatico commento.
      Un caro saluto

      Elimina
    3. Pino, io ho pensato che gli da così fastidio definirlo regista che non ama nemmeno scriverne il cognome (italiano). Ahahah scherzo NIgel! A me la battuta su Taranto e' piaciuta. Mi ha ricordato le cozze tarantine che adoro... Buona serata!

      Elimina
    4. E' piaciuta anche a me, gentile amica, perché, nonostante non sia d'accordo con voi, vi stimo, amo le cozze e l'ironia ^___*
      Buona serata, con relativo abbraccio.

      Elimina
    5. @ Pino
      Grazie,
      ricambio i saluti e l'abbraccio ;-)

      Elimina
    6. @Mari - Grazie...era davvero stupida però!...

      @Giovy - Ma daiiii non anticiparlo anche tu il Natale! Già ci pensano gli iper e i centri commerciali! ...stai bene però vestita da "Babba" Natalae! ...ahahah... è la stessa foto dell'anno scorso?

      Un saluto a tutti.

      Elimina
    7. Ciao Pino,
      non anticipo il Natale, ma dopo che il Guardiano, arrabbiato per la storia di "Django", ha buttato dalla finestra tutti i vestiti, mi è rimasto solo questo da mettere.
      E' vero: è la stessa foto dell'anno scorso, comunque grazie per l'approvazione ;-)
      Alla prossima

      Elimina
  4. Molto interessante il prosieguo del tuo articolo Guardiano....anche se, come affermi tu, il film, in questione, per attirare l'attenzione del pubblico, contenga scene forti, visto che il settore della cinematografia è in ribasso, come moltre altre cose dell'epoca....
    Grazie guardiano.
    Saluti a tutti, silvia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Silvia,
      alla fine del gioco, quello che conta è battere cassa! ^__*
      Grazie dell'attenzione e del garbato commento.
      Un caro saluto e a presto!

      Elimina
  5. Vedo e leggo che in questa seconda parte, dopo aver preso la rincorsa nella prima, cali la mannaia a totale massacro (manco fossi un novello Quentin.. ahah), ma veniamo ad una possibile difesa: il film scorre via con dissennato piacere, e stavolta gran parte del merito è da ascriversi a quel marpione del Dr. King Schultz, un gigantesco Christoph Waltz (si, sono uno di quelli che lo osanna..eheh..), protagonista di un allegro cinemare dialetticamente raffinato, gustoso contraltare alla ruvidezza bovara (punto di forza sciupato, invece, col noioso e monocorde Landa di Bastards), il tutto agghindato da una colonna sonora che mischia e sovrappone apparentemente senza senso (ho trovato, forse, solo il pezzo di Elisa più adatto ad un remake..chessò, di Biancaneve) scoprendosi malleabile ad ogni fotogramma e rendendo vivibili e giocabili schiavi e razzismo alla faccia del - da te appunto citato - Spike Lee, evidentemente troppo incartato nel suo inside style.
    E c'è un cinema del dettaglio che, oltre a fare verso e cenno a mille richiami cinefili, indugia certosinamente piazzando flashes di in­serti virtuosi anche in pieno delirio registico, e quasi sempre a stemperare la tensione che monta, come la preparazione dei due boccali di birra da parte di Waltz, o il membro del Ku Klux Klan cecchinato da Django a distanza proibitiva, la registrazione dell'atto di vendita di Broomhilda con barrylyndoniano lume di candela o il sangue che (quando non sgorga gianni&pinottescamente) macchia in delicato contrasto i candidi fiocchi di cotone, e tra gli svariati rimandi non escluderei una strizzatina d'occhio a I soliti sospetti quando Stephen/Samuel L. Jackson abbandona la stampella e si mostra in posizione eretta di fronte alla Fine imminente.
    Le sparatorie a cartone animato col sangue che tracima lo schermo difettano probabilmente della spiccata intuizione creativa persa nelle memorie di fiction pulpiane, dove il genio non era distillato come in un discorso del Dr. Schultz ma irrorato come le sacche di plasma plastico che tsunamano le pareti della tenuta di Calvin Candie (un buon Di Caprio ma troppo relegato nella tontaggine di chi pensa di saperla lunga, almeno fino alla disottenebrazione del carognesco servo Stephen), ma per ravvisarvi segnali di porn e grandguignol gratuiti come in un Saw qualsiasi, permettimi di insistere fino allo stremo, ce ne vuole. Vi è mancato il distacco, concordo col critico non accreditato. Tarantino a questi livelli è solo un piacere. E Pulp Ficton, per tornare a bomba, uno tra i Cinque Migliori Film di Sempre. Un carissimo saluto Nigel.. e a presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Franco, per ora ci divide solo Baricco. Per il resto approvo e condivido il tuo commento. Pulp Fiction the Best!

      Elimina
    2. scusate franco e mariella se dico pure la mia...ma alla fine è tutta questione di gusti..perché che il film di django non abbia tutto questo valore artistico il guardiano l'ha dimostrato eccome...
      ciauuu ;))
      esmeralda

      Elimina
    3. Ma certo Esmeralda. Sono gusti e soprattutto punti di vista. E sia quanto indicato da Franco
      Che quanto detto da NIgel sono validissimi. Poi ognuno il film in questione può guardarlo e farsene un parere personale. Abbraccio :-)

      Elimina
    4. Mariella ma tu l'hai visto Lezione Ventuno di Baricco?!? Grande cinema... ;)

      Elimina
    5. Franco: io ho visto "La Leggenda del Pianista sull'Oceano". Grande film, grande regista, grandissimo attore protagonista.
      Che ti basti eh!!!

      Elimina
  6. Ciao Franco,
    comincio col rispondere a te ( e gli altri amici non me ne vorranno) riconoscendo la forza e l'intelligenza del tuo parere, ma non opporrò ulteriori argomentazioni, per sostenere la mia posizione, se non quelle esposte, limitandomi ad aggiungere, che a me i film di Tarantino non lasciano nulla di nulla ^__*
    Un caro saluto e tutta la mia stima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni film, come ogni opera d'arte, suscita emozioni soggettive. Arduo cavarne qualcosa di obbiettivo. L'importante però, è che non ci tocchiate Pulp Fiction, a Mariella e me, perché siamo pronti a difenderlo contro ogni tentativo di eventuale denigrazione ;)) un caro saluto!

      Elimina
    2. Non te lo tocco, ma SICURAMENTE non è fra i migliori cinque di tutti i tempi

      P.S.
      Ho giusto un biglietto di sola andata per la Patagonia...
      .
      .
      ^__*

      Elimina
    3. A parte la Patagonia.. ma le mail ti arrivano?!? ;)

      Elimina
    4. Ciao Franco,
      ho appena risposto alla tua mail e ribadisco che le tue mail mi giungono regolarmente, io rispondo regolarmente, ma a questo punto devo pensare che sono le mie che non ti arrivano ^__*

      Elimina
  7. Caro NIgel, accurata analisi del film. Sempre seguendo il tuo punto di vista. Che sai non corrisponde al mio. Nulla togliendo alla tua bravura di critico. Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so, cara Mariella, che abbiamo opinioni diverse, ma tengo a precisare che il mio punto di vista, specialmente sul film in parola, è anche quello di molti suoi sostenitori ^__*
      Abbraccio pienamente ricambiato.

      Elimina
  8. Io sono stata un'entusiasta del film, ma dopo aver letto questo post devo ammettere che la storia della vendetta trascina e suggestiona al punto da far dimenticare che è violento e pure un po' pacchiano ;-)
    Un caro saluto a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La prossima volta Giovy, te ed io andiamo al cinema a goderci un "bel" film del regista del Tennessee e NIgel lo lasciamo a casa a godersi un bel documentario sui leoni africani ;) abbraccio!

      Elimina
    2. Andare al cinema con te sarebbe sicuramente interessante, cara Mariella, ma per onestà devo aggiungere che di Tarantino ho visto già tre film: "Bastardi senza gloria"; "Kill Bill" e "Django"; i primi due non mi sono piaciuti, mentre ho apprezzato moltissimo il terzo.
      Naturalmente potremmo attendere l'uscita di una nuova pellicola o ri-vedere "Pulp Fiction".
      Al rientro però troverò le mie valigie già piene, fuori alla porta!
      Bacione.
      Ahhhhhhhhhhh ;-))

      Elimina
  9. Ciao Nigel, mi sono divertito non solo a leggere la tua critica ma i commenti che sembra come un sasso in un vespaio, ironicamente parlando, a me piace vedere la reazione delle persone quando si dice qualcosa che sfati un loro idolo, un personaggio politico una volta disse che anche se si parla male di lui, purchè se ne parli, come il caso di quel famoso Cavaliere,(non so se era del webb) comunque è bello leggervi.
    Un saluto a tutti, ma propri a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Gaetano,
      prima di tutto, lasciami dire che la tua assiduità è davvero encomiabile.
      Ho piacere che abbia gradito l'articolo, per i commenti, anche se dissenzienti, devo dire che sono apprezzabili e appartengono ad amici molto in gamba.
      Un cordialissimo saluto.

      Elimina
  10. Come sempre Tarantino riesce a dividere i cinefili. Ho letto la recensione che hai fatto ma prima di esprimermi sul film
    devo vederlo, solo allora potrò dire se ne è valsa la pena.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno Xavier,
      innanzitutto grazie della visita.
      Sì, sarò lieto di conoscere anche il tuo parere, dopo la visione del film.
      Un caro saluto.

      Elimina
  11. Buon giorno Nigel.
    Ho letto i tuoi due post con molto interesse.
    Il tuo modo di scrivere così fluido e colto, mi ha fatto intendere molto bene il modo tuo di considerare Tarantino ed il suo Django.
    Molti la pensano come te ed è più che giusto avere opinioni diverse, basta che siano costruttive.

    Premetto che questo film l'ho visto come minimo 5 volte in maniera completa. Mi piace moltissimo e ti spiego il mio perché.
    Per me non è un film western.
    È soltanto il racconto di un periodo dove l'ambientazione, l'abbigliamento e gli atteggiamenti, dovevano essere inevitabilmente essere messi in scena in quel modo.
    Senza inutili e poetiche interpretazioni.
    Proprio per questo mi è piaciuto.
    La cruda realtà di quello che accadeva in quel periodo storico sono rappresentate in ogni scena di Django.
    Tarantino ha sempre esaltato le realtà, forse eccedendo certo, ma l'eccesso a volte è reale.
    Ammetto che ciò che non ho amato è l'esagerata violenza e forse ci sono dei vuoti nelle sequenze, però non essendo esperta non posso dire se ciò fosse giusto o meno, solo dico che l'ho notato anch'io.
    Queste sono le mie ragioni per cui continuo a guardare questo film, anche affascinata dai colori e dai risvolti psicologici di questo, per me, capolavoro.
    Mi fermo qui, spero di essermi spiegata.
    Ringrazio te e ringrazio anche Pino che ha salutato tutti i lettori, per cui ricambio di cuore.
    Ciao Nigel e buona giornata a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentilissima Pia,
      è difficile far cambiare idea a una persona così entusiasta di un "prodotto".
      Cosa replicare, se non invitarti amabilmente a rileggere il mio (modesto) articolo e a riflettere su una contraddizione abbastanza evidente: come fai ad affermare che "non hai amato l'esagerata violenza" che " ci sono dei vuoti"... e poi a definirlo un capolavoro?!
      Sia ben chiaro: anche a me si torcono le budella a vedere certi soprusi, specialmente nei confronti della gente più "esposta", ma c'è modo e modo di impostare una storia di riscatto!
      Sono convinto che ti sei fatta suggestionare dal desiderio di vendetta, come tanti, e non hai considerato che il film, per il modo irriverente e pacchiano in cui è stato fatto, non può lasciare NIENTE.
      Un caro saluto e grazie.

      Elimina
  12. Mio carissimo Nigel,
    hai ragione, dal tuo punto di vista possono sembrare contraddizioni, però se noti bene ho anche detto che non conosco il loro modo di lavorare e forse anche questi vuoti e questa eccessiva violenza hanno un loro senso.
    Caspiterina però, non avevo intenzione di irritarti...uffi!
    Adesso ci vuole proprio un forte abbraccio 🙆 ed anche un bacio 😘, tie`.
    Grazieeee...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Pia,
      discutere con persone garbate e affettuose come te è sempre un piacere, dunque, tranquilla, non c'è alcuna irritazione da parte mia e spero vivamente di non averti dato quest'impressione.
      Sta di fatto che mi sono imbarcato in un'impresa alquanto ardua, giacché siete tanti ad inneggiare a questo "Django", compresa la mia metà.
      Mi sembra di essere a "Uno contro Tutti", una vecchia trasmissione di Mediaset.
      Mi spiace doverlo ribadire, ma la violenza è giustificata soltanto quando è legittima difesa, e poi io non attribuisco alcun valore artistico a questo film ( e di arte un pochino m'intendo) se non quello di essere una "pellicola ruffiana e populista, con ingredienti forti, ma internamente vuota e molto vicina al videogame.
      Un cordialissimo saluto e un abbraccio.

      Elimina
    2. Vabbeh!...Antonio...
      Allora mi prendo del populista, visto che anch'io ho affermato che mi piace questa pellicola vuota senza alcun valore artistico, intrisa di ingredienti forti e che è quasi un videogame!... anzi no quest'ultima affermazione no! odio i videogame! (e ora dimmi che sono anche contraddittorio...)

      Un saluto.
      Ciao

      Elimina
  13. Caro Pino,
    non mi sarei mai permesso di darti (o dare a chicchessia degli amici lettori) del "populista".
    Semmai tu (come gli altri) saresti vittima di un meccanismo narrativo, ben noto nell'ambito della psicologia dello spettacolo, che suggestiona, attrae e rende alquanto acritici.
    Sappi che la prima volta che ho visto il film, dopo il primo quarto d'ora, ho abbandonato la sala e sono andato via, lasciando la mia metà a sciropparsi tutto il polpettone, che invece l'ha lasciata entusiasta ;-(
    Dopo, naturalmente, mi son fatto un dovere di visionare la pellicola due volte!
    Un saluto anche a te e a presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene! ...non mi volevi dare del populista, ma vedo che hai rincarato con un "acritico" e individuo suggestionabile attratto da "meccanismi narrativi" (come se non avessi delle mie precise preferenze o idee in proposito!)
      Sai a non tutti piace il "polpettone"!
      e hai fatto bene ad abbandonare "la tavola"!

      Non capisco però, perché hai avuto l'esigenza di riassaggiarlo altre due volte!

      Un cordiale saluto.
      Ciao

      Elimina
    2. PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
      .
      .
      .
      ^___*

      Caro Pino,
      penso proprio che sia meglio finire così questo faticoso thread, con la tua finta polemica e questo mio altrettanto finto pernacchio.
      BUONA SERATA E GRAZIE PER L'ATTENZIONE A TUTTI!

      Elimina
    3. AHAAHAHAHAAHHHHH ....non ce l'ho fatta a ....fartela! Eh? Però ammettilo che al primo commento un po lavevi pensato che mi ero offeso davvero!

      Ciao Antonio.
      Un saluto a tutti... e datemi una mano anche voi a far tornare ...il nostro goliardico guardiano...

      Elimina
  14. Stavo passando da queste parti per dare un salutino a tutti gli angeli del sorriso .ma questa volta gli angeli erano un pò diavoletti ,leggendo i vostri commenti .....certamente non tutti debbono avere la stessa opinione....
    Caro Nigel ciò che hai scritto ,fa molto piacere leggerlo ,perché tu scrivi magnificamene bene ,le tue parole scorrono chiare come in un ruscello di montagna ...
    Io non sono molto al corrente sulla cinematografia ,ma lo stesso ho trovato molto interessante leggervi ...
    Un caro saluto a tutti ...Ciao...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera Bianca,
      considero un onore la tua presenza qui... e lo dico senza retorica.
      Grazie per la gentile attenzione.
      Un caro saluto anche a te e a presto.

      Elimina
  15. Non ho mai visto questo film.. mi sa che lo devo aggiungere alla lista dei film da vedere assolutamente!
    Un saluto e a presto... Dream Teller ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Dream,
      se vai a vederlo, fammi il favore di tornare a leggere il mio post, quello che ho scritto dovrebbe risultarti ancora più chiaro.
      Grazie della visita e a presto!

      Elimina
  16. Buonasera Nigel, mi ripeto , non amo questo genere di films.Il tuo articolo così ben descritto e articolato mi ha chiarito un pò le idee ,quindi continuo a sostenere che queste pellicole non hanno nulla di educativo ,forse i registi non si rendono conto che di violenza e crudeltà ne respiriamo abbastanza nella vita di ogni giorno.
    Se poi è questo il filone che tira,allora hai ragione interessa " Il botteghino".Il parallelismo tra Tarantino e Pasolini a mio avviso non regge.
    Buona serata
    Rakel

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rakel,
      innanzitutto, lasciami dire che la tua presenza qui sta diventando una gradita consuetudine ^__*
      Per quanto riguarda la tendenza del cinema contemporaneo a proporre contenuti sempre più forti, concordo in pieno.
      Naturalmente, i sostenitori di Tarantino diranno che "Django" piace perché è ironico e originale, invece io penso sia un enorme pasticcio, con tutti gli ingredienti della sceneggiata.
      Un cordiale saluto.

      Elimina