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domenica 9 novembre 2014

ll Cinema di Stanley Kubrick (Prima Parte)




Sembra che negli ultimi tempi lo sport più diffuso fra taluni esponenti della nuova generazione sia il "tiro all' anziano", intendendo per anziano tutto ciò che non è recente e ha superato una certa età. 
Così, ad esempio, alcuni sostenitori del cinema contemporaneo hanno cominciato a bersagliare gli autori del passato, a partire da Stanley Kubrick che come suo esponente più apprezzato, è diventato l'obiettivo clou, ossia il monumento-simbolo da abbattere.
E' chiaro che simili operazioni, oltre che sterili, sono alquanto avventate, ma taluni cinefili, nell’ansia di ripudiare il «vecchio», rifiutano di esaminarlo con la dovuta attenzione e così trasformano un maestro indiscusso della settima arte in un dilettante.
Nonostante i tentativi di scalfirne l'immagine, Stanley Kubrick rimane il rappresentante più autorevole del cinema di tutti i tempi; egli ha attraversato tutti i generi, toccando le più svariate tematiche e approdando a risultati di altissimo livello estetico e contenutistico. Nessun altro è riuscito a fare altrettanto.
Il regista neworkese è uno sperimentatore nel senso più autentico del termine e nel corso della propria carriera ha girato tredici film e tre cortometraggi, uno diverso dall'altro ed ognuno di essi rappresenta una pietra miliare nella storia del cinema.  
Per comprendere a fondo i film di Kubrick, non basta vederli, bisogna assimilarli e farli diventare parte di sé, della propria cultura, delle proprie idee, giacché sono intrisi d'acume ed offrono una chiave di lettura della realtà circostante.
Nulla di quello che ha realizzato è banale o scontato, ma, per quanto profonde, le sue opere sono chiare, lineari e intelligibili, comprese quelle che contengono aspetti simbolici ed onirici e che per essere decifrate richiedono soltanto un po' d'attenzione in più. Kubrick ha sempre avuto rispetto per il pubblico e non ha mai creduto nel cinema criptico e d' èlite.
Sue opere prime sono Paura e desiderio (1953) e Il bacio dell’assassino (1955) storie drammatiche, girate con sapienza,  che già testimoniano la voglia di sperimentazione che anima il giovane regista.
Segue Rapina a mano armata (1956) un noir ben realizzato che tratta di una rapina in un ippodromo finita nel sangue. Qui Kubrick fa ricorso ai cosiddetti "flashback", ovvero salti all'indietro nella narrazione, che consentono allo spettatore di notare le conseguenze delle azioni criminose compiute dai vari personaggi, in modo da distinguere meglio la linea di demarcazione fra bene e male.
L'anno seguente gira Orizzonti di gloria (1957) considerato all’unanimità un capolavoro del cinema antimilitarista. La pellicola dimostra che il sacrificio e l’onore dei soldati possono venire offuscati dalle mire di grandezza e dalle ambizioni personali dei propri superiori. 
La vicenda si svolge durante la Prima Guerra Mondiale, presso il fronte franco-tedesco; qui il generale Mireau riceve l’ordine di attaccare una postazione nemica pressoché inespugnabile. Nonostante l’impresa non abbia alcuna possibilità di successo e possa costare la perdita di un altissimo numero di vite umane, Mireau, spinto dal miraggio di una promozione, dà il via all’operazione, ma gli uomini del battaglione al suo comando, non riescono a raggiungere l'obiettivo, per il massiccio fuoco di sbarramento nemico e sono costretti a ritirarsi, provocando la reazione sdegnata da parte del generale. Questi, deluso nelle proprie aspettative, decide di dare una punizione esemplare, che sia di monito a tutto l'esercito, e così processa e manda a morte, per codardia, tre soldati scelti a caso.
Memorabile l'interpretazione di Kirk Douglas, nella duplice veste di colonnello del reggimento e avvocato difensore dei soldati accusati. Nell'occasione, l'attore statunitense fornisce una delle prove più misurate e convincenti della sua lunga e brillante carriera. 
Con Spartacus (1960) interpretato ancora una volta da Douglas, Kubrick ripercorre le eroiche gesta del famoso gladiatore romano, cimentandosi nel film storico, d'ambientazione classica. 
Nella pellicola è possibile distinguere i segni di un travaglio creativo connesso al concetto di modernità, concetto che si svilupperà in maniera ancor più evidente nei lavori successivi. La pellicola contiene importanti riflessioni sul fine ultimo del potere politico ed adombra il tema dell'omosessualità, che diverrà piuttosto ricorrente, anche se  molto controverso, dagli anni Ottanta in poi.
Tratto da un romanzo di Vladimir Nabokov, Lolita (1962) è la storia dell'insana passione fra un insegnante di mezza età ed un'adolescente. La trama è la seguente: il professor Humbert, cinquantenne divorziato, lascia l’Europa e si reca in America per tenere una serie di conferenze. Trova alloggio presso la signora Haze, vedova ancora piacente che mostra subito un forte interesse per lui. La donna ha una figlia sedicenne, Lolita. Nonostante la notevole differenza d'età, Humbert se ne invaghisce immediatamente e decide di sposare la vedova, per restare negli Stati Uniti e non staccarsi dalla ragazza. Dopo pochi mesi dalla nozze, la signora Haze muore travolta da un' auto, così l'insegnante rimane solo con Lolita. Tra i due nasce un'intensa e morbosa relazione. La ragazza però, sia perché oppressa dalla gelosia del patrigno, sia perché attratta da Clare Quilty, un ambiguo commediografo, fugge da Humbert. Questi la ritroverà soltanto dopo quattro anni, sposata a un coetaneo ed al sesto mese di gravidanza. Il professore allora si reca a casa di  Quilty e lo uccide a revolverate, ritenendolo colpevole di avergli portato via la ragazza. L'uomo finisce in prigione, dove morirà poco tempo dopo, per trombosi cerebrale.
Quello che molti considerebbero la vicenda di un maniaco che insidia un' adolescente, nelle mani di Kubrick diventa un'importante testimonianza sulla fragilità umana e sul bisogno di sentirsi giovani, in barba alle convenzioni della società ed alle inesorabili leggi del tempo.
Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, la Lolita di Kubrick non ha nulla di erotico o «hard», ma presenta sequenze lecite, misurate ed a tratti persino poetiche. I momenti d'intimità fra i due amanti sono solo adombrati, in tal modo l'autore riesce a dominare l'impulso censorio che si agita nello spettatore, rendendolo persino indulgente nei confronti dello sciagurato professore. Così, una pellicola, che ieri scandalizzò molti benpensanti ed oggi potrebbe essere accusata di pedofilia, si consacra opera d'arte.
Grottesco, ma piuttosto realistico, Il Dottor Stranamore (1964) è una storia sui generis, in bilico fra dramma e satira, che riesce a rendere palpabili le paure della gente comune, all’epoca della guerra fredda fra USA e URRS.
La storia parla di un generale di nome Ripper il quale, convinto di un complotto sovietico in atto lancia un'offensiva di aerei bombardieri. Il presidente, allarmato, fa attaccare la base; Ripper si suicida e subito dopo viene recuperato il codice per richiamare i bombardieri alla base, ma il maggiore King Kong si rifiuta di obbedire. Il consigliere militare del presidente, l'ex-nazista dottor Stranamore, elabora una strategia di sopravvivenza, mentre la Terra esplode.
Nonostante il tono  leggero, il film è  un appello lanciato a tutti i popoli affinché respingano il fanatismo e il militarismo, evitando così il rischio di distruggere l'intero pianeta. E' un appello serio e accorato, pronunciato però con ironia, così da una parte si sorride, ma dall'altra si riflette con una certa angoscia. Riuscito ritratto di un'epoca e di uno scontro tra ideologie inconciliabili, il Dottor Stranamore descrive in chiave umoristica ciò che è stato un dissidio tra due grandi potenze, un dissidio che, sebbene in forme meno accentuate, dura tuttora.    

                 [Continua...]

                                   Nigel Davemport                                                                                             
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NOTA BENE: i diritti letterari sono riservati

25 commenti:

  1. Da anziano mi unisco all'appello. Ho letto con piacere e interesse, anch'io apprezzo molto.

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    1. Buonasera Costantino,
      innanzitutto bentornato e grazie dell'attenzione che hai riservato alle mie (modeste) riflessioni.
      Un cordiale saluto e a presto.

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  2. Quelli delle nuove generazioni non sono assolutamente un grado di valutare il genio visionario di Kubrick. La sua ricerca estetica e fotografica. La sua continua esplorazione. L'evoluziome.L'armomia tra immagini e musica. Grazie Nigel, aspetto il resto. E Alex.

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    1. Naturalmente era evoluzione e armonia.

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    2. Cara Mariella,
      il tuo acuto intervento conferma che ho fatto bene a dedicare un po' di spazio a quello che considero un genio impareggiabile del cinema.
      Conto di pubblicare la seconda ed ultima parte del post e sono certo che non gli farai mancare la tua gentile attenzione.
      Un caloroso saluto.

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  3. bello e interessante la forma è scorrevolissima
    sei un grande...anche io adesso attendo il resto
    baci a te e buona domenica a tutti; )*
    esmeralda

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    1. Ciao Vale,
      grazie per l'immancabile e affettuosa presenza.
      Ti aspetto per la seconda parte dell'articolo.
      Tvb

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  4. Ciao Nigel l'argomento lo hai trattato da maestro, i film di una volta, ti lasciano una buona storia ed un insegnamento e ti viene voglia ogni tanto di rivederli, mentre quelli odierni a volte non hanno una buona trama, sono pieni di effetti speciali e non ti danno niente, poi kubrick ha fatto scuola a quelli dopo di lui, mentre registi contemporanei, a mio avviso lasciano pochi insegnamenti.
    Ciao e buona vita.

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    1. Caro Gaetano,
      mi fa veramente piacere sapere che condividi le mie opinioni su Kubrick.
      A rileggerci per la seconda ed ultima parte dell'articolo.
      Un amichevole abbraccio.

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  5. Molto interessante questo tuo articolo , su un indimenticabile e versatile cineasta, che ha affrontato
    argomenti cinematografici di notevole e variegato rilievo....
    Buon inizio di settimana, guardiano, e un caro saluto,silvia

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    1. Ciao Silvia,
      sono lieto che il mio (modesto) articolo abbia incontrato i tuoi gusti.
      Grazie della garbata visita, un caro saluto anche a te e a presto!

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  6. Kubrick è uno dei miei registi preferiti, il modo in cui ha usato la telecamera, la musica e particolareggiato le scene per creare una storia completamente sua è unico ed è stato eguagliato davvero da pochi registi (due di questi, che piacciano o no, sono per esempio Tarantino e Almodovar).
    Aspetto la seconda parte, dove si parlerà anche di Shining, Arancia Meccanica, Full Metal Jacket e 2001 Odissea nello spazio che sono le mie quattro pellicole preferite!
    Un abbraccio

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    1. Buongiorno Melinda,
      so quanto sei appassionata di cinema, dunque la tua visita e il tuo intervento mi rendono particolarmente felice.
      Fra non molto, lasciando naturalmente prima spazio ai miei amici collaboratori, pubblicherò anche la seconda parte dell'articolo, che contiene delle riflessioni sui film da te citati.
      Spero solo di non deludere le tue aspettative... ^__*
      Saluti cordialissimi e grazie!

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  7. Caro Nigel complimenti per il post completo ed esaustivo ,che ci ha portato in maniera piana e scorrevole ad approfondire la conoscenza del bravo ed apprezzato regista.
    Bravo come sempre, ti auguro una buona settimana

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    1. Ciao Cettina,
      i tuoi giudizi, sempre competenti e generosi, mi lusingano.
      Grazie della gentile presenza, amica mia, un caro saluto e a presto!

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  8. Apprezzo tantissimo questa dedica a Kubrick. Ci sono pellicole del sommo che amo a dismisura, e altre che rappresentano svolte pazzesche per l'invenzione Cinema. Barry Lyndon su tutti. ;)

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    1. Ciao Franco,
      sono lieto di avere tanti "colleghi" che amano Kubrick.
      Auspico che voglia onorarmi ancora della tua presenza, quando pubblicherò la seconda ed ultima parte dell'articolo, Barry Lindon compreso, naturalmente ^__*
      Un caloroso saluto.

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  9. Ciao Nigel,complimenti per questo tuo articolo ,su un grande Regista come Kubrick , descritto in una forma leggera e con dovizia di particolari.
    Buona settimana
    Rakel

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    1. Ciao Rakel,
      veramente gentile a prestarmi la tua attenzione.
      Ti ringrazio per il generoso commento e spero che voglia tornare a trovarmi/ci.
      Ti auguro una serena serata.

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  10. Un affettuoso saluto a tutti i lettori dell'Angolo,
    augurando loro buona settimana ;)

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  11. Leggerti mi incanta sempre...Hai dedicato un bel post a Kubrik ed ai suoi film. Grazie per la condivisione.
    Un abbraccio ed un saluto a te e agli amici dell'Angolo

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  12. Ciao Francy,
    grazie per l'affettuosa presenza, ho apprezzato molto il tuo intervento.
    Un caro saluto e a presto!

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  13. Ho letto con interesse e piacere questa tua recensione Nigel. Sintetica e analitica, allo stesso tempo, istruttiva, profonda.
    E'sempre una delizia leggere le tue recensioni riguardante la settima arte e, scusami per questo commento un po tardivo, ma volevo degustarmelo con calma il momento.
    Kubrick mi piace molto e rimane uno dei preferiti. Ricordo bene Spartacus che impressionò la mia infanzia e Odisea Spaziale 2001.
    Un abbraccio e grazie.

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