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lunedì 1 dicembre 2014

IL MIO INCONTRO CON TOTO'


Mi è sempre piaciuto molto passeggiare; da ragazzo, mi facevo certe scarpinate da fare invidia a un maratoneta.
A volte, all’uscita da scuola, mi veniva una gran fame ed allora correvo dal pizzaiolo all’angolo e, con gli ultimi spiccioli destinati al biglietto dell’autobus, compravo una focaccia calda e la divoravo in tre bocconi.
Poi, per tornare a casa, ero costretto a farmi otto chilometri a piedi, ma la cosa non mi pesava e compivo il tragitto allegramente, chiacchierando del più e del meno con Eugenio, un amico d’infanzia, mio compagno di classe, che abitava nel mio stesso quartiere e condivideva il mio interesse sia per le pizze che per il movimento.
Il giorno in cui avvenne l’incontro con Totò mi trovavo proprio con quest’amico.
Era un pomeriggio d’autunno, splendeva il sole, l’aria era mite, l’atmosfera pigra e sonnacchiosa, tipica del meridione dove, dopo mangiato, tutti quelli che possono si concedono volentieri un pisolino.
Solitamente Eugenio ed io andavamo a zonzo senza meta, fin dove ci portavano le gambe.
Quel giorno, quasi senza accorgercene, percorremmo un bel tratto: partimmo da Fuorigrotta, superammo la collina di Posillipo ed arrivammo sino a Marechiaro.
Da lì, com’è noto, si gode un panorama mozzafiato. Tra le varie attrattive, c’è la “fenestella”, che invogliò Salvatore di Giacomo a scrivere le parole della celeberrima canzone: “Quanno sponta la luna a Marechiaro /  pure li pisci nce fanno l’ammore / Se revotano ll’onne de lu mare / pe’ la priezza cagnano culore…”
Una volta arrivati, ci fermammo su una terrazza sul mare, dove spira costantemente un’aria di gerani e di salsedine. Stemmo circa mezz’ora a chiacchierare di sport, mentre lo sguardo seguiva affascinato il morbido profilo della costa, scorrendo, in un’ampia carrellata, il Vesuvio, Sorrento, Massalubrense e Capri, per perdesi infine all’orizzonte.
Napoli è una città difficile e tormentata, ma possiede degli aspetti luminosi e stupendi, come l’animo dei suoi figli migliori.
Terminata la visita, Eugenio ed io pensammo di far ritorno a casa e anziché seguire la rotabile, ci incamminammo per le scale, una comoda scorciatoia che da Marechiaro porta a via Posillipo.
Qui, ogni rampa è intercalata da un ampio ballatoio, sul quale a volte s’affacciano piccole case, circondate da giardini.
Io e il mio amico salivamo a passo lento, mentre la stanchezza cominciava a farsi sentire.
A un tratto, su uno di questi ballatoi, scorgemmo due signori che parlottavano fra loro. Uno armeggiava con una grossa cinepresa, come se fosse intento a ripararla. L’altro reggeva un “ciak”, la tipica tavoletta di legno che dà l’avvio alle riprese cinematografiche. 
Arrivati all’ultimo gradino e superato l’angolo di un edificio, scorgemmo alla nostra sinistra un uomo vestito di nero, che teneva in mano un cappello a bombetta.
Costui portava dei grandi occhiali scuri e se ne stava addossato alla parete, come aspettando un segnale da parte degli altri due. Quell’uomo era Totò!   
Eugenio ed io lo riconoscemmo subito, ma non dicemmo una parola, ci guardammo con aria interrogativa, come per dire: “Sogniamo o siamo desti?” Quando capimmo che era tutto vero, i nostri visi sbiancarono.
Totò, il divo dello schermo, l’asso del comico, l’attore prediletto, stava dinanzi a noi. La sagoma di luce era diventata realtà!
In quel momento non c’era la schiera di addetti ai lavori che di solito segue le riprese di un film. La troupe era ridotta al minimo e non c’era neppure la folla di curiosi che si assiepa sempre ai bordi di un set.
 A parte l’operatore ed il ciacchista, Eugenio ed io eravamo gli unici presenti, testimoni di un evento per noi elettrizzante. Infatti, ce ne stavamo lì, impietriti, shoccati, ad ammirare il nostro beniamino. Sembravamo dei bimbi che all’improvviso vedono materializzarsi il loro eroe preferito.
Totò non si era accorto di noi, fissava il vuoto con un’espressione seria, pensosa, persino malinconica. Noi ci saremmo aspettati di vederlo sorridere, scherzare, improvvisare battute, come faceva sempre nei suoi film, e invece niente. Se ne stava immobile, tranquillo, come godendosi l’ultimo tepore,  prima che il sole si dileguasse in fondo al mare.
Chissà cosa gli frullava per la testa. Forse stava raccogliendo le idee per girare la sua scena; oppure stava ripensando al passato, quando si presentava in teatro ed era accolto da un uragano di applausi e da grida di gioia e gratitudine.
Può darsi pure che la sua espressione amareggiata fosse dovuta alle stroncature della critica più intransigente, che lo accusava di fare sottocultura con i suoi film leggeri e “disimpegnati”. Taluni intellettuali avrebbero voluto che Totò agitasse la bandiera della contestazione. Costoro però dimenticavano che egli, più che un artista, era un prodigio della natura e non poteva interpretare altro che se stesso, ovvero lo scugnizzo irriverente, l’omino buffo e disarticolato, che con le sue battute surreali sapeva divertire le platee di tutto il mondo.
Un talento come Totò nasce una volta ogni mille anni e pertanto non è assoggettabile ad un’ideologia o a un progetto politico. Totò era una maschera vivente, un fuoco pirotecnico, un autentico artefice di comicità. E la comicità non ha bandiere, è già rivoluzionaria in sé, perché è libertà, strumento catartico, dunque l’antitesi della violenza e della sopraffazione.
L’intuito e la spiccata inventiva di Totò gli permisero di creare un linguaggio nuovo, corrosivo e dissacratorio, che mise in discussione il conformismo di certi benpensanti. Ciò avrebbe dovuto indurre i suoi denigratori a rivedere le proprie posizioni, riconoscendo in lui un innovatore, un progressista in senso lato, cosa che avvenne, ma soltanto dopo la sua morte.
 Se il principe De Curtis non nascose mai le proprie simpatie monarchiche (invero alquanto epidermiche) il suo alter ego, Totò, usò la propria vis comica per stigmatizzare tic e difetti della borghesia e del potere, divenendo persino un elemento dirompente rispetto allo “statu quo”. 
Quel pomeriggio, sulle scale di Marechiaro, il tempo sembrava essersi fermato e tutto si era condensato nell’immagine di due tredicenni imbambolati di fronte al loro mito.
A un tratto, vinsi l’esitazione e mi avvicinai a Totò. Da vicino riuscivo a distinguere bene i tratti del suo viso: mi parve stanco e provato dagli anni e dagli acciacchi (infatti sarebbe morto l'anno dopo).
Quell’uomo mi era così familiare, che sentii il bisogno di toccarlo, perciò allungai la mano e gli tirai la manica della giacca. Eugenio sgranò gli occhi e mi disse fra i denti: “Ma sei pazzo!”  
Già mi ero pentito di quel gesto, quando improvvisamente Totò si girò lentamente verso di me, si tolse gli occhiali e fece uno sforzo tremendo per mettermi a fuoco.
Fremevo, mi aspettavo un rimprovero; lui invece distese le labbra e sfoderò un sorriso, paterno, bonario, dal quale traspariva tutta la sua umanità.
Il mio amico, intanto, cercava di trascinarmi via, prima che qualcuno della troupe si accorgesse di noi e ci allontanasse. Per quanto svogliatamente, ripresi a salire le scale, ripensando all’incontro, un incontro che non avrei scordato tanto facilmente e che avrebbe contribuito a cambiare il corso della mia vita, spingendomi a dedicarmi al Teatro.
Avevamo percorso mezza rampa di scale, quando sentimmo il caratteristico suono del “ciak”; ci voltammo e vedemmo Totò che si era tolto gli occhiali ed aveva indossato la sua inseparabile bombetta. Stava sempre addossato al muro della casa, ma adesso gesticolava, parlava, faceva smorfie e sembrava distinguere tutto intorno a sé, come se la vista gli fosse tornata di colpo.  
Fu così che vedemmo compiersi il prodigio, la metamorfosi: l’uomo che cede il posto all’attore, all’omino che è in sé; la persona che rinunzia a se stessa per diventare maschera, strumento di buonumore, riuscendo così a divertire gli spettatori e ad onorare l’Arte.

                      Nigel Davemport

[I diritti letterari sono riservati]



52 commenti:

  1. Che bella testimonianza!
    Hai un bellissimo modo di scrivere! mi è giaciuto molto leggere tutto ciò. ^^
    Ti sarà rimasto un bellissimo ricordo!
    A presto..Dream Teller ^^

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    1. Ciao Dream,
      grazie per l'attenzione e il gradimento.
      Un cordialissimo saluto e a presto!

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  2. lessi già questo tuo bellissimo ricordo e come allora hai saputo incantarmi...
    tvb ;)
    baci
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Vale cara,
      grazie di cuore, per me sei una certezza.
      Anche io ti voglio bene ^__*
      Un bacione e a presto.

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  3. Cara Nigel, ricordo di averlo letto in altre circostanze, ma è bello rileggere questa straordinaria tua testimonianza!
    Totò rimarrà sempre nelle nostre memorie.
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso,
      è sempre un piacere vederti qui.
      Grazie, un forte abbraccio e a presto!

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  4. Cari amici, mi spiace deludervi, ma questo è un altro articolo scopiazzato dal web....


    ;-))

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  5. Uno stralcio di vita affascinante e ricco di spunti... io, anche se non è la stessa cosa, incontrai Baricco a Napoli, ed è un ricordo che serbo come reliquia... oltretutto vengo a scoprire che teatreggi, carissimo Nigel, un'altra passione che ci accomuna.. anche se le mie sono gesta amatoriali, ma servono ugualmente a stupi-rsi/re, ad amare la vita e l'arte... grazie per lo splendido ricordo e per quella brezza partenopea, giunta fino a noi...

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    1. nigel fa qualcosina in più che "teatreggiare"...ma mi fermo qui...se dico una sola parola in più mi posso scavare la fossa...
      ciauuu ;)
      esmeralda

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    2. ...ora sono ancora più curioso... ;)) p.s. e non voleva essere affatto dispregiativo quel "teatreggiare", mi offre un senso di palpabile atmosfera, di odore di quinta, scricchilio di palcoscenico, fruscio di sipario, che adoro...

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    3. ho capito perfettamente cosa volevi dire caro franco...ho "teatreggiato" anch'io...e proprio col guardiano!... adesso sentiremo le trombe del giudizio ;))
      ciauuu
      esmeralda

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    4. Ciao Franco,
      ci sono certi incontri capaci di cambiarti la vita; a me, in qualche misura, è successo, e nulla vieta che qualche volta ti racconti qualcosina di me. A proposito, tu usi skype?
      Grazie per il gradito parere e a presto!

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    5. Io ce l'avrei pure ma ha funzionato una volta sola.. con un Corso Accelerato per Impediti Tecnologici potrei farcela.. ti offri?! ;)

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    6. 1^ Lezione:
      Accendere il pc, connettersi ad Internet e cliccare sull'icona di Skype.
      [ Continua... ]

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    7. Ahahah aspetto "lesson two" ;)

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    8. Lezione n° 2
      Una volta aperto Skype, cliccare su CONTATTI e quindi AGGIUNGI CONTATTO, digitare quindi: "nigedavemport", che è il mio nome Skype.
      [Continua]

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    9. ...devo dire che con due-lezioni-due ho fatto bei progressi.. ;)

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  6. Grazie Nigel. Per il bellissimo racconto, per l'incontro magnifico di cui hai voluto farci partecipi. Per Napoli regina di cuori.
    E' stato emozionante leggerti.
    Un abbraccio a te e tutti i lettori dell'Angolo.

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    1. Ciao Mariella,
      anche per me è emozionante leggerti, così come ricevere le tue intelligenti ed affettuose opinioni.
      Grazie di cuore, un abbraccio.

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  7. Molto avvincente questo brano che ci ha reso partecipi di una tua passata esperienza, riposta nel bagaglio dei ricordi...
    Buona settimana, guardiano, un caro saluto,silvia

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    1. Ciao Silvia,
      sempre lieto di trovarti fra noi; sei una gradita ospite.
      Un cordialissimo saluto e a rileggerci. ^__*

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  8. il racconto procede in modo articolato e scorrevole nella sua descrizione molto attenta dei luoghi , delle emozioni ,dell'ambiente regalando a chi legge una bella pagina letteraria ricca di fascino.
    Complimenti

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    1. Ciao Cetty,
      accolgo con vero piacere il tuo acuto ed esaustivo commento.
      Un cordialissimo saluto e a presto!

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  9. ..sapevo che questo blog avrebbe rivelato piacevoli affinità... ;)

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    1. Bisognerà pensare ad un incontro, magari in primavera. A metà strada. Roma Caput Mundi? Prima però Cenacolo ;)

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    2. Aggiudicato!!! Tanto col FrecciaRossa volo.. ;) (volo?!..oppure sfreccio con Alitalia...)

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    3. Ciao Franco, è un angolino incantevole...

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    4. Ciao Mariella, si e sempre si, Roma mi sta bene.

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    5. Bene. Anche Gabrielle c'e'. Chiaro che l'invito e' aperto a tutti gli amici dell'Angolo che vorranno farci compagnia!

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    6. Beh! veramente il 1° raduno dell'Angolo c'è stato esattamente 1 anno fa a novembre, ma non è che era andato tanto bene, quindi io non so se ne ho tanta voglia di parteciparvicisinevi

      Se non ne eri al corrente, puoi dare un'occhiata al post che si era scritto proprio per raccontare l'evento!

      http://langolo-del-sorriso.blogspot.it/2013/11/1-raduno-de-langolo-del-sorriso.html

      ANZI, CHI NON CONOSCEVA ANCORA L'ANGOLO, O GLI FOSSE SFUGGITO PER QUALSIASI MOTIVO...ANDATE A LEGGERLO.

      Ciao Mari...passa! Così ti renderai conto di cosa stai proponendo!

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    7. questo sì che si chiama incoraggiare la gente!
      lol ;)))
      ciauuu
      esmeralda

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    8. Ciao Esme...era solo un modo per "riesumare" un vecchio post che ricordavo essere abbastanza simpatico e poi mi sembrava attinente...

      Ciao.

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    9. lessi quel simpaticissimo post...
      stavo scherzando ;))
      ciauuu
      esmeralda

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  10. Oh! Una storia piena di emozione e nostalgia. Molto bello, Guardiano. Conosco bene quello che ci si sente ad essere di fronte ad un idolo, soprattutto durante l'infanzia. Ci hai raccontato un bel ricordo, e riferendoti a un grande, davvero, della tua terra: Antonio De Curtis. Complimenti. E saluti a te ed a tutto l´Angolo!

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    1. Ciao Patzy,
      innanzitutto: bentornata all'Angolo!
      Dato il tuo amore per l'Italia, immagino avrai visto molte pellicole di Totò.
      Un caro saluto, amica e a presto.

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  11. Mi hai rapita e portata con te Nigel.
    in quel'incantata dimensione, dove l'anima si rivela, a se stessa, senza ritegno.
    Sei stato miracolato, direi, ti si è presentato davanti la verità, la vita ha alzato un lembo della cortina e ti ha permesso ti guardare dentro. E tu hai saputo vedere, nello stesso momento, il presente e il futuro insieme.
    Da brividi questo tua testimonianza, sull'uomo che è stato Totò e sulla vocazione che l'incontro t'ispirò.
    Grazie.

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    1. Ciao Gabry,
      grazie! I tuoi commenti sono così acuti e poetici, da risultare persino più belli dei miei post.
      Ancora una volta hai confermato le tue ottime doti esegetiche.
      Un caro abbraccio.

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    2. Eh, si, lo stesso dico io dei tuoi commenti da me......questa è alchimia Nigel, siamo fatti per intenderci... al livello artistico e umano intendo......ahahaha
      Grazie, un caro abbraccio a te.

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  12. Si anche a me é piaciuto Totò,la sua mimica ,i suoi occhi aveva un modo di esprimersi tutto pasticolare l'arte l'aveva nel cuore ,dentro le vene e nei suoi films o commedie sapeva trasmettere al pubblico una comicità reale ,episodi di vita , sempre ci faceva sorridere-....
    Caro Nigel, complimenti per questo tuo racconto é bellissimo ci fai ricordare deliziosi momenti ...
    Un caro saluto .....

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    1. Buonasera Bianca,
      sono lieto che anche tu conservi un bel ricordo di questo artista, che ha fatto divertire ( ed ancora diverte) tanta gente e pertanto andrebbe annoverato fra i benefattori dell'umanità ^__*
      Un caro saluto e a presto!

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  13. Eh sì ricordo che quando lessi questa storia rimasi incantato e mi emozionò non poco! ...
    Ma non ricordo cosa scrissi! ...che dici Antò è grave?

    Sai sono fiero di conoscere "uno" che ha conosciuto Totò! Per me è un mito della risata, della farsa (quella vera!) napoletana, con storie esilaranti e allo stesso tempo tragicamente vere dell'epoca raccontata nei suoi films.

    Ciao Antonio.
    Buona serata.

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    1. Ciao Pino,
      è stato un caso, non un merito che abbia conosciuto Totò.
      Comunque, devo ammettere che a volte mi spiazzi, caro amico/nemico; questa spontaneità ti fa veramente onore.
      Un caro saluto e alla prossima "tenzone"... ^__*

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  14. Ciao Nigel, anche se il racconto come dice la Giovy, fosse scopiazzato, la cosa più bella è che è ricca di descrizioni di una città che anche se caotica, è ricca di odori, di colori, di storia e tante altre cose belle, sai che abito in provincia di Salerno, ma a Napoli ci sono venuto svariate volte, e solo a vedere quei vecchi palazzi, sembra che ti parlino di tutto quello che hanno visto, insomma è una città che affascina, ed il tuo racconto è ricco di descrizioni, poi Totò ha insegnato tanto a tutti gli attori che son venuti dopo di lui, per non parlare sia delle canzoni da lui scritte, che della Livella!!
    Poi porti il suo stesso nome e potevi benissimo intraprendere una carriera teatrale anche tu, perchè ci sai fare.
    Ti saluto e saluto tutti-e coloro che con i loro commenti arricchiscono quest'Angolo.

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    1. Ciao Gaetano,
      quando Giovy scrive che scopiazzo dal web, scherza, si prende delle libertà perché è una mia vecchia conoscente ^__*
      Ad ogni buon conto, fa bene al cuore vedere quanto amore la gente ha per Totò e per la stessa città di Napoli.
      Un caro saluto.

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  15. Mi ricordo di questo post..,sembra dalla tua descrizione di rivivere con te ed Eugenio questi momenti.
    Un abbraccio a te Antonio e a tutti aglia amici dell'Angolo.

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    1. Ciao Francesca,
      è sempre un piacere vederti qui.
      Grazie della visita, un abbraccio anche a te e a presto.

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  16. A me che sono napoletana è corso un brivido lungo la schiena nel leggerti. Ho rivisto la mia bella Napoli e esserle lontano mi ha ora inumidito gli occhi. Grazie

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    1. Ciao Antonella,
      innanzitutto, benvenuta all' "Angolo del sorriso", dopodiché grazie dell'attenzione, che mi lusinga.
      Se tornerai a farci visita, ne saremo tutti ben lieti.
      Cordialità.

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