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lunedì 22 dicembre 2014

NATALE IN CASA CUPIELLO

Il sogno impossibile di Luca Cupiello

Da acuto osservatore della realtà, qual'era, Eduardo de Filippo seppe cogliere, forse più d'ogni altro artista, il sentimento che il Natale suscita nel cuore della gente. Nato in una città, dove tale ricorrenza è sempre stata oggetto di un culto forte, avvertito, finanche eccessivo, trovò quasi inevitabile descriverlo. Ovviamente, lo fece a modo suo, da drammaturgo, creando una delle sue commedie più apprezzate e conosciute: Natale in casa Cupiello.
La trama appunto è nota, ma gioverà ricordarla brevemente. È il mattino della vigilia di Natale e, come ogni anno, Luca Cupiello, appena desto, comincia a lavorare al suo presepe, nell'indifferenza della moglie Concetta e dello sfaccendato figlio, Tommasino, che gli ripete, con un cinismo quasi grottesco, che a lui il presepe non piace. Ciò, ovviamente, provoca un certo disappunto in Luca, che crede tanto in quel simbolo e sta impegnandosi a fondo per realizzare un "capolavoro". Mentre è intento alla sua occupazione, scoppia una lite fra il figlio ed il fratello Pasquale. I due cominciano a beccarsi a causa di alcuni furti di vestiario commessi da Tommasino. Luca, con ammirevole pazienza, fa del suo meglio per sedare gli animi, onde trascorrere un Natale sereno. L'uomo però ignora il fatto più grave e cioè che la figlia, Ninuccia, è innamorata di un altro uomo e ha deciso di lasciare il marito.
Nell'atto successivo, tutto sembra procedere regolarmente, secondo la migliore tradizione natalizia. Appianata un'altra baruffa fra Tommasino e Pasquale, Luca procede alla sistemazione degli ultimi pastori sul piccolo scenario, ormai compiuto. La moglie è alle prese coi fornelli in cucina, mentre Pasquale va a incartare i doni, da consegnare a Concetta, al momento opportuno. Tutto viene eseguito in gran segreto, dovendo risultare una sorpresa. Più tardi, infatti, i tre uomini si travestono da re Magi, spengono la luce ed intonano Tu scendi dalle stelle... Tuttavia, per uno sfortunato contrattempo, poco prima di sedersi a tavola, per la cena, scoppia il dramma. Nicolino, il marito di Ninuccia e Vittorio, l'amante, s'incontrano proprio in casa Cupiello. Dapprima, i due rivali cercano di evitare scenate, poi, vinti dall'odio e dalla gelosia, decidono di uscire ed affrontarsi. A questo punto, la disperazione di Concetta e lo stupore dell'ignaro Luca sono facilmente immaginabili.
Nel terzo ed ultimo tempo, Luca è a letto, malato, circondato da familiari e amici. Il dispiacere provato la sera precedente ha avuto il sopravvento su di lui. Il poveretto è semiparalizzato. Arriva il medico e dichiara che il suo destino è segnato. I parenti, intanto, gli mostrano l'affetto e la sollecitudine che prima gli avevano negato. Anche se a caro prezzo, il gruppo familiare sembra di nuovo unito. Ma nel tentativo di riappacificare Ninuccia col marito, Luca combina un altro guaio. Scorgendo sulla porta Vittorio e scambiandolo per il genero, gli getta fra la le braccia la figlia. In quell'istante, sopraggiunge Nicola e accade l'irreparabile. Luca, tuttavia, non si accorge di nulla e muore nella certezza di aver riportato la pace in famiglia.
Rappresentata per la prima volta, come atto unico, al teatro Kursaal di Napoli, nel 1931, Natale in casa Cupiello subì, nel tempo, diversi rimaneggiamenti, perdendo a poco a poco la sua marcata impronta umoristica e assumendo il carattere di una storia completa, realistica e "impegnata". Il segreto del suo enorme successo sta, infatti, proprio nella sapiente miscela agrodolce, che unisce il sentimento del comico col tragico, una capacità che appartiene da sempre alla gente partenopea, una risorsa sua propria, un bene inestimabile atto a mitigare le contrarietà e a sorreggere gli uomini di fronte alle sciagure.
Eduardo, oltre a scrivere la commedia, la portò pure in scena, con inimitabile maestria. Tutti ricorderanno la sua superba interpretazione di Cupiello. Le scene più gustose ed ironiche si rinvengono nel primo e secondo atto, ma le più incisive sono quelle finali, dove l'artista dà prova delle sue formidabili capacità attoriali. Nel terzo atto, infatti, il sipario si leva e Luca Cupiello, da sano ed alacre cinquantenne, è diventato infermo, vecchio, stravolto nei lineamenti. È seduto nel letto matrimoniale, sorretto da due cuscini e avvolto in uno scialle. I suoi capelli sono spettinati, arruffati sul capo e sembrano persino più bianchi. La bocca è evidentemente distorta e gli disegna in faccia un strano sorriso, come il ghigno sardonico di un pupo siciliano. Gli occhi sono asimmetrici e ripropongono la medesima disarmonia labiale. Anche uno dei sopraccigli è sollevato rispetto all'altro. Il braccio sinistro è fermo, bloccato dalla paresi. La sua parlata è lenta, affannosa, farfugliata e somiglia un po' a quella di un bambino. Attorniato da un nugolo di gente, che sembra riprodurre una scena di gruppo presepiale, Luca racconta confusamente aneddoti del proprio passato.
Nelle didascalie che corredano il copione, Eduardo spiega cosa è successo esattamente al protagonista della storia: "La realtà dei fatti ha piegato come un giunco il provato fisico dell'uomo che per anni aveva vissuto nell'ingenuo candore della sua ignoranza". E, grazie al prodigio mimico-espressivo, compiuto a perfezione, tal è esattamente il personaggio che si vede in scena. 
A un tratto, mentre la vicenda si avvia a conclusione, si diffonde nell'aria il tipico suono delle ciaramelle. È evidente che il povero Cupiello è moribondo. Con l'ultimo briciolo di energia rimastagli, scambia un'ultima battuta col figlio, domandandogli, accoratamente: "Te piace 'o presepio?" e questi, con gli occhi lucidi, risponde finalmente: "Sì". Soddisfatto, Luca cade in una sorta di trance. I suoi occhi si volgono altrove, sembrano persi nelle "luminarie", fra le stradine di trucioli, le grotte di sughero e le casette di carta, immerse nel morbido muschio. Si comprende benissimo che lì è andato, Luca Cupiello, a cercare fra le immote e rassicuranti figure dei pastori quella pace che aveva tanto agognato.
Nel 1977, Eduardo cambiò alcune, significative, battute dell'opera e in un'intervista esplicitò il perché della sorte toccata al personaggio: "Luca Cupiello muore e deve morire anche se suscita pietà...". E aggiunse: "Egli è vittima perché si è prestato a un giuoco di illusioni infantili. Il presepe che costruisce è una specie di droga, che paralizza la fantasia e distoglie dalla realtà del vivere quotidiano", come a dire, insomma, che in un mondo dove alberga il male non possono esserci innocenti, ma si è tutti, in qualche misura, corresponsabili, colpevoli.
Ma, francamente, questa spiegazione disorienta un po', sembra dettata da un ripensamento, da una sorta di auto-revisione ideologica, intervenuta successivamente. 
Seppure sacrosanta e legittima, perché mossa dallo stesso autore, quest' accusa d'ignavia o di sprovvedutezza grava eccessivamente su Cupiello. Egli, in fondo, non rimane impassibile di fronte ai problemi familiari e, per quanto maldestramente, si adopera per aggiustare le cose. 
Il fatto è che in principio, Eduardo volle rappresentare un sognatore sopraffatto, schiacciato dalla cruda realtà intorno a lui. E tale esso è rimasto nell'immaginario collettivo, suscitando, proprio per questa sua ingenuità, tanta comprensione e simpatia. È noto che, una volta creati, i personaggi vivono di vita propria, indipendentemente dalla volontà del loro autore. D'altra parte, il contenuto della vicenda è chiaro e non ha bisogno di commenti: la casa dei Cupiello riflette le sfaccettature, spesso dolorosissime, della realtà. Il presepe, di contro, è quel luogo di pace nel quale si confida ingenuamente, magari dimenticando che è solo un artificio.
C'è, tuttavia, una dignità nei sogni, che non andrebbe mai disconosciuta. In un mondo difficile, funestato da miseria, morbi e sanguinosi conflitti, sul quale vegliano inattendibili angeli di metallo e dove le comete, nel cielo, somigliano, terribilmente, ai bagliori dei razzi e delle bombe, la scena di cartapesta può divenire, per un momento, il rifugio degli uomini miti. Molti ne subiscono il fascino, in tanti guardano al presepe, aspettando un improbabile prodigio. La sera della Vigilia, uniti da un comune sentire, secondo un rito antico, struggente e irrazionale (ma bello come soltanto i sogni sanno essere) uomini e donne, grandi e piccini, credenti ed atei si ritrovano lì, dinanzi alla Capanna. 
A mezzanotte.

                                     Nigel Davemport


[I diritti letterari sono riservati]

38 commenti:

  1. Molto interessante, e gradito, questo articolo su una delle opere più famose di Eduardo De Filippo.
    Tanti cari auguri a tutti per delle festività liete, silvia

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    1. Ciao Silvia,
      grazie per la gentile partecipazione.
      Tanti cari auguri anche a te.

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  2. Ne ho sentito molto parlare ma non l'ho mai visto.. prima o poi vedrò anche quest'opera ^^ .
    Porto i miei migliori auguri di Natale a tutti!
    A presto... Dream Teller ^^

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    1. Buonasera Dream,
      sempre lieto di vederti.
      Ricambio gli auguri di cuore.
      Un saluto affettuoso.

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  3. Auguro a voi tutti un felice Natale. Cetty

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    1. Ciao Cetty,
      Buone Feste anche a te.
      Saluti cordialissimi.

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  4. Caro Guardiano, io non ho visto questa opere d'arte, ma sentito e visto parecchi film di questa grandiosa famiglia, se anche non tutto capivo il loro dialetto napoletano, ma ugualmente tutto era comprensibile capire, non dimenticherò mai questo artista.
    Ciao e buona giornata caro amico.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso,
      se capti il segnale televisivo dall'Italia, stai attento alla programmazione di Rai 5 e Canale 2000, trasmettono spesso la prosa e non si può escludere che ripropongano anche "Natale in casa Cupiello".
      Credimi, vale la pena di vederla, anche perché il linguaggio è comprensibile a tutti.
      Per gli auguri ci sentiamo a voce ^__*
      Abbracci.

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    2. Caro Guardiano, purtroppo le trasmissioni dei canale regionali non vengono trasmesse qui da noi il digitale terrestre è exclusivo italiano.
      Buona domenica caro amico.
      Tomaso

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  5. Io al si' finale ho sempre pianto. Provo a trattenermi ma non ci riesco. Luca Cupiello rappresenta noi sognatori. In bilico tra una realta' che non vogliamo accettare e rifuggiamo e la nostra fantasia, il vero balsamo del nostro cuore. Non ho mai provato pieta' nei confronti del personaggio, ma una tenerezza infinita. E in quegli ultimi istanti in cui si convince ( ma per davvero?) di avere riportare la pace in famiglia sarei voluta rimanere accanto a lui. Per stringergli la mano. La potenza del racconto e la grandezza di Eduardo e' raccchiusa esattamente in quello che riesce a suscitare in chi lo ascolta e lo guarda. Bellissimo post Nigel. Altro mirabile modo di narrare il Natale. Ti abbraccio e abbraccio tutti gli amici del blog!

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    1. Ciao Mari,
      anche tu hai un mirabile modo di commentare; si capisce che hai letto l'articolo con scrupolo e di questo ti ringrazio dal profondo del cuore.
      Un abbraccio e a presto!

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  6. conoscevo anche quest'altro tuo pezzo... l'avrò letto qui o su uno dei giornali dove scrivi...
    concordo con mariella: è commovente... hai un modo di raccontare ineguagliabile!
    tvb ... baci
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Ciao Vale,
      finche ci saranno persone come te a seguirmi e a stimolarmi (e per fortuna ci sono) non cederò mai alla tentazione di mollare tutto.
      Un bacione e grazie!

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  7. Complimenti guardiano, già tu sei anziano, ho già i primi acciachi della vecchia... Ti auguro a te e famiglia buone feste!!! Da una nuvola che da un po' di tempo si è smarrita nel gregge

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  8. > Nuvoletta ha scritto:
    > tu già sei anziano

    Allora si è già sparsa la voce?!

    ps
    Auguri anche a te ;-)

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    1. O_o nuvoletta e come gli aborigeni d'Australia...

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  9. Ciao Guardiano, come al solito mi incanti, perchè mi hai fatto rivivere la mia giovinezza in casa con i miei che dovevano seguire la commedia in TV e a noi ragazzi anche se " Nun me piace o presepe! " Ce la dovevamo vedere,
    Mi sembra retorico ma come scrivi mi piace, trovi sempre le parole giuste.
    Un affettuoso saluto a tutto l'angolo.

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    1. Ciao Gaetano,
      nobile amico e affezionato lettore dell'Angolo.
      Un caro saluto e grazie per le parole di stima.
      Un abbraccio e Buone Feste a te e famiglia.

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  10. Anche se non sono stato molto partecipativo non ho mai smesso di leggervi.
    Auguro a tutti voi Buone Feste!
    Xavier

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    1. Ciao Xavier,
      anche se non sei stato molto partecipativo, sei sempre gradito qui.
      Un cordiale saluto e un augurio sincero di Buone Feste!

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  11. Ciao Nigel, questa commedia l'ho vista per la prima volta in TV quando ancora era in bianco-nero e si andava a vederla al bar perché in casa ce l'avevano solo i ricconi. La trama da te ricordata ed i tuoi stupendi commenti la fanno apprezzare ancora di più ricordando il grande interprete che era Eduardo de Filippo. Con l'occasione auguro a te, ed a tutti i partecipanti all'Angolo del sorriso, un Buon Natale (davanti o no al presepio) ed un Felice Anno Nuovo.

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    1. Buongiorno Elio,
      innanzitutto, bentornato all'Angolo!
      Sono felice che un "veneziano doc" sia fra gli estimatori di Eduardo.
      Grazie di cuore per la visita e il commento.
      Un amichevole abbraccio e Buone Feste anche a te.

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  12. Scusate la mia assenza passo per augurarvi un sereno Natale a tutti gli amici dell'angolo.
    Un abbraccio!

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    1. Ciao Francesca,
      non hai niente da farti perdonare ^__*
      Grazie per il pensiero e Buon Natale, con un abbraccio.

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  13. Sempre analitico con una tenera vena poetica il nostro Nigel.. una commedia che rimane nel cuore e che rappresenta il lato sognante di tutti noi; compito dell'artista è dar vita a quei sogni, fare in modo che divengano colonna portante della propria esistenza.. e i tuoi stimoli sono di esempio e di sprone... Buon Natale a tutto l'Angolo, pronti a nuove avventure, riempiendoci il cuore davanti a quella capannina... e mettendo a fuoco le nostre illusioni, ma senza mai abbandonare il sogno...

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    1. Ciao Franco,
      ho sempre ritenuto che, nella vita, il vero dramma sia la distanza, spesso incolmabile, fra sogni e realtà. Comunque, come giustamente hai osservato, bisogna adoperarsi per ridurre al massimo questa distanza e credo fermamente che i sogni possano diventare realizzabili dal momento in cui si smette di dormire e ci si desta.
      Grazie per l'immancabile presenza.
      Un caro saluto e Buon Natale, socio ^__*

      24 dicembre 2014 08:44

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  14. Auguri di Buon Natale a tutta la famiglia dell'Angolo!

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    1. Ciao Mariella,
      Buon Natale e Buone Feste anche a te ;-)

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  15. Mentre studiava italiano, molti anni fa, ho letto un estratto di questa magnifica commedia di De Pilippo. Grazie per la condivissione della tua riflessione su di essa! E colgo l'occasione per esprimere i miei migliori auguri per Natale e Capodanno a te e tutti gli amici dell´Angulo! Hug Niegel!

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    1. Buongiorno Patzy,
      è sempre un piacere vederti qui, grazie per la gentile visita e il commento.
      Auguro a te ed a tutta la tua famiglia un sereno Natale.
      A presto!

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  16. Ringraziando il Nostro Sempre Sbullonatissimo Poetico Artistico Grintoso Fantastico Guardiano, l'occasione mi è assai gradita per Augurare a tutti gli astanti di questa necessaria casa ......

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    ☆☆¸..•BUON – NATALE •– ☆☆
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    `•.¸.•’
    ¸.•’¸.•’¨)¸.•*¨)
    (¸.•’ (¸.•’ .•’¸¸.•’¯`•-> ___ Un Buon Santo Natale e un Buon Fine ed Inizio Prosperoso Nuovo Anno al Vostro Prezioso Cuore ed al Cure dei Vostri Immensi Amori Terreni e Celestiali, compresi i nostri amabili amorevoli fratelli più piccoli che sono amorevoli frammenti incarnati dei nostri stessi celati sublimi sentimenti….

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    1. Buonasera, nobile amico e ardimentoso saracino.
      Grazie per il pensiero e la gradita partecipazione.
      Auguri di Buon Natale anche a te ed ai tuoi cari... in cielo e in terra.
      Un abbraccio.

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  17. Mi piace tanto come scrivi il leggerlo fa molto piacere scorre come in un bel libro questa commedia non la conosco ,ma mi sono un pò commossa per questo pover uomo....
    E già che mi trovo quì porgo a te caro Nigel poi a tutti i personaggi dell'angolo, gli auguri più belli ,per un Natale di pace e serenità ...e un anno nuovo colmo di cose belle....

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    1. Ciao Bianca,
      è sempre un grande piacere averti qui;
      grazie per l'attenzione e il garbato commento.
      Ricambio sentitamente gli auguri di Buone Feste assieme a tutti gli amici dell'Angolo.
      A rileggerti...

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  18. nessuno come eduardo ha saputo rappresentare teatralmente le contraddizioni unite alla sofferenza che i drammi ineliminabili , sotto certi aspetti, dalla vita segnano le vite. e il suo più grande merito è stato quello di rappresentare il tragico, in modo semplicemente umano unito ad espressioni colorite e avanguardiste che hanno reso le sue opere dei capolavori. grazie guardiano per questo bellissimo post... buone feste , sereno inizio del nuovo anno. miryam....

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    1. Buongiorno e bentornata all'Angolo del sorriso, gentile amica; sono onorato per questo tuo articolato e interessante parere.
      Ricambio gli auguri di vero cuore e spero di rileggerti presto.

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  19. Caro Guardiano ,ho visto che ti ho fatto già gli auguri ,ma siccome passavo da queste parti ,ho pensato di salutare prima te ,e poi tutti gli altri che fanno parte di questa simpatica crew dell'angolo del sorriso ....é con questo sorriso che auguro a tutti voi ,in tedesco si dice einen guten Rutsch ins 2015 ........

    Un bel salto nel 2015

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    1. Ciao Bianca,
      è sempre un piacere vederti qui e ti ringrazio e ti rinnovo gli auguri di un Buon 2015, a nome di tutto lo staff dell'Angolo.
      Grazie per il garbato pensiero, un salutone e a presto!

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