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giovedì 11 dicembre 2014

"S. Gregorio Armeno" - La via dei pastori


















San Gregorio Armeno, chiamata anche: La via dei Pastori, è una delle principali attrazioni turistiche di Napoli. E’ una strada frequentata tutto l’anno, ma durante il periodo natalizio si affolla in modo impressionante. La gente accorre da tutte le parti del mondo per ammirare i pastori e i presepi esposti dentro e fuori i negozi.
E’ un viavai incessante, ma civile e ordinato. I curiosi sfilano dinanzi ai vari banchi con occhi incantati, mentre nell’aria si sparge un odore di sughero e muschio selvatico e dai vicini vicoli proviene un suono discreto di ciaramelle.
Ma perché San Gregorio Armeno si chiama così e qual è la sua storia? Per rispondere a queste domande bisogna fare un salto indietro nel tempo.
Il primo Regno Cristiano nacque in Armenia (Caucaso meridionale) nel 301, grazie alla predicazione di Gregorio, poi divenuto santo. Fu lui a diffondere il Vangelo in quella lontana regione e a convertire le popolazioni locali al Cristianesimo.
Alla sua morte, le spoglie non rimasero definitivamente in Armenia. Nel 726, un gruppo di monache, per sfuggire agli effetti del decreto emesso dall’imperatore Leone II contro il culto delle immagini, si rifugiò a Napoli e vi trasportò le reliquie del Santo.  Le religiose si stabilirono presso una strada situata fra il Decumano Maggiore e quello Inferiore (le attuali Via dei Tribunali e Via San Biagio dei Librai).
Naturalmente, nessuna delle suore poteva immaginare che quella loro scelta  avrebbe contribuito a dare il nome ad una strada, Via San Gregorio, destinata a divenire famosa in tutto il mondo.
Come si sa, il primo presepio della storia fu allestito da Francesco D’Assisi a Greccio, nel 1223. Il frate pensò di rievocare la Natività, ricorrendo delle figure viventi. Da quel momento, nella mente dei fedeli, Greccio diventa una sorta di seconda Betlemme.  
Ma è nel 1700, durante il regno di Carlo III, che il presepe si diffonde fra i partenopei, quando comincia a farsi strada il mestiere del figurinaio, creatore di pastori di terracotta o ceramica, dipinti a mano e abbigliati di tutto punto.
Al mestiere del figurinaio si ricollega un nome illustre, quello di Giuseppe Sammartino, autore per altro del celeberrimo Cristo Velato, mirabilissima scultura in marmo conservata nella Cappella di San Severo, a Napoli.
Tantissime sono le botteghe e le bancarelle che affollano Via San Gregorio. L’attenzione dei visitatori viene subito catturata dalla quantità e varietà degli oggetti in mostra. Vi si può trovare di tutto: dalle casette di legno e cartone agli oggetti meccanici (mulini a vento o cascate); dai pastori di terracotta dipinti a mano a quelli alti più di trenta centimetri, con abiti di stoffa cuciti su misura.
Ci sono pastori che rappresentano pecorai, contadini, pescatori, venditori di frutta, osti, pizzaioli, angeli, etc. Inoltre, si trovano figure come Benino ed i Re Magi e naturalmente la Sacra Famiglia: Giuseppe, Maria e il Bambino con le immancabili statuine del bue e dell’asinello, pezzi di varia misura e fattezza, per tutte le tasche.
Il presepe non è fatto soltanto di pastori, ma anche di piccoli oggetti che lo arricchiscono e rendono la “ricostruzione” più fedele e suggestiva. Perciò, sulle bancarelle si trovano cesti di frutta, pani, meloni, cassette di verdura o di pesce, salami e piatti ricolmi di cibo da sistemare sui tavoli. Non mancano personaggi dei giorni nostri, saliti agli onori della cronaca per svariati motivi, anche non del tutto edificanti.
Per illuminare la scena presepiale si usano le cosiddette “luminarie”, ovvero delle micro lampadine che vengono opportunamente nascoste allo sguardo dell’osservatore.  Di solito il luogo più scintillante è la grotta della Natività. Un altro locale piuttosto “vivace” è l’osteria. Di particolare suggestione sono pure i laghetti e le cascate illuminate. 
Vi sono delle figure così fedeli nelle proporzioni, nelle sembianze e nello stesso abbigliamento da essere considerate delle vere e proprie opere d’arte. Queste sono frutto del lavoro di famiglie artigiane che si tramandano il mestiere da intere generazioni. Accanto a dette figure si trovano anche delle statuine anacronistiche,  che tuttavia denotano la fantasia e l’ironia dei napoletani: la caricatura del politico e del vip del momento è oramai divenuta una delle figure più gustose esposte sulle bancarelle.
Esiste una vera e propria scuola del figurinaio, che affonda le sue radici nei secoli. Essa vanta nomi importanti. Oltre a Giuseppe Sammartino, vanno ricordati: Matteo Bottiglieri, Francesco Celebrano, Nicola Somma, Salvatore di Franco, Lorenzo Mosca, Giovan Battista Polidoro, Giuseppe Gori, Angelo Viva, Tommaso Schettini, Nicola Ingaldi, ai quali vanno aggiunti gli esperti nella realizzazione di animali e di nature morte: Francesco e Nicola Vassallo, Francesco Gallo, Tommaso Schettino, Carlo Amatucci, Giuseppe de Luca, Nicola Ingaldi ed altri artigiani di talento.
Via San Gregorio non è famosa soltanto per l’artigianato presepiale, ma anche per la presenza di monumenti di straordinaria importanza. Alla sommità, dove la strada incrocia piazza San Gaetano, sorge la basilica di San Lorenzo Maggiore, importantissima opera di stile gotico, risalente al 1270, dove Boccaccio vide per la prima volta Fiammetta, la donna che gli ispirerà i suoi componimenti più belli.
A metà percorso, sorge la Chiesa di San Gregorio Armeno, fra gli esempi più significativi dell’architettura di gusto tardo barocco. Costruita dall’architetto Della Monica alla fine del XVI secolo, fu completamente trasformata nel tempo nella sua veste decorativa.
All’interno sono visibili i bei dipinti di Luca Giordano, il soffitto riccamente decorato da Teodoro il Fiammingo e Giovanni Andrea Magliulo e il marmoreo altare maggiore di Dionisio Lazzari. 


                 Video tratto dal web e condiviso secondo le norme di YouTube

22 commenti:

  1. Cara Giovy la tua pagina molto ricca ed esaustiva ha contribuito a far meglio conoscere la grande tradizione artistica e l'arte figurinaria del presepe napoletano, che è diversa da quella siciliana.
    Complimenti

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    1. Ciao Cetty,
      apprezzo molto la tua presenza e ti ringrazio per il gentile commento.
      Un abbraccio.

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  2. Ciao Giovy, hai fatto un buon racconto storico, un po già la conoscevo, poi non ho mai avuto la fortuna di visitarli i Presepi, una volta mia moglie con i due nostri figli insieme ad altre cugine, si fecero una bella visitina ai presepi, portando anche qualche pastorello per il nostro presepe, vorrei ironizzare su un punto del filmato, quando si vedono i sdrummoli, una volta erano i giochi più diffusi, e l'artigianato Napoletano era conosciuto anche da noi, infatti molti negozianti del Salernitano, venivano a rifornirsi a Napoli, e da li nacque una canzoncina che fa così; A Napule fanno e sdrummoli e a Salierno e vanno a vennere e qunt' so fessi l'uommini ca vanno appriessa a e femmene!
    Ciao Giovy, buone feste Natalizie(ci siamo quasi).

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    1. Caro Gaetano,
      è un piacere leggere i tuoi piccoli aneddoti personali e familiari.
      Grazie per l'attenzione e a rileggerci presto.

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  3. Bellissimo post Giovy.. "spaccanapoli" conserva intatto il suo fascino ed il Cristo Velato è un'opera fantastica, purtroppo ancora sconosciuta ad un'infinità di persone, io la raccomando ogni volta come visita imprescindibile a tutti gli amici e conoscenti che sento in procinto di partire per Napoli (quasi al pari di un salto da Attanasio, eheh..)

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    1. Ciao Franco,
      a quanto pare, sei molto preparato sulla mia città, questo interesse mi lusinga.
      Una volta il Guardiano ed io accompagnammo degli amici romani proprio nei luoghi che hai nominato tu.
      Un caro saluto ;-)

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    2. Ci capito spesso. Ed Erri de Luca me l'ha fatta amare.

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  4. Un articolo interessante per conoscere una parte caratteristica di Napoli, città dai mille volti, che affascina sempre per il suo essere verace...
    Saluti a tutti, silvia

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    1. Ciao Silvia,
      grazie per la presenza e il gentile commento.
      Un caro saluto e a rileggerci... ;-)

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  5. Interessantissimo post...cara giovy...
    scrivi così bene da fare concorrenza al guardiano
    lol ;))
    bacioni
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Cara Vale,
      grazie, sei sempre tanto affettuosa.
      Un bacione ;-)

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  6. Pittoresca descrizione, richiami storici e dettagli interessanti, tutto in un racconto accattivante.
    Un bel atto di cultura Nigel, ti abbraccio.

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    1. Cara Gabriella,
      i tuoi commenti sono sempre molto interessanti, a volte ( come dice quel matusa del Guardiano) più dei post.
      Baci.

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  7. Il solito articoletto scopiazzato qua e là dalla rete ;-(

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    1. Ahah!!... stasera a letto senza cena!!

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    2. @ IL GUARDIANO

      PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!

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  8. Bellissimo repotage d'una strada così pittoresca e famosa per la realizzazione dei presepi...ho letto con piacere anche il tuo aticolo sulla storia del Santo ,molto avvincente ....
    Io sono stata qualche anno fa a Napoli ,mi é piaciuta molto la città ,ma soprattutto sono rimasta meravigliata dalla gentilezza e giovialità dlla gente napoletana
    Un cordiale saluto a te cara Giovye la felice compagnia ....

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    1. Sono molto contenta, cara Bianca, che hai riportato una buona impressione della città e dei suoi abitanti.
      Grazie per l'affettuoso commento ;-)
      Abbracci.

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  9. Questo è un appuntamento che non si può mancare!
    Grazie cara Guardiano, tutto ciò che ci racconti, il presepe, vero e bello è nato le in quella via il mondo lo sa! Ciao e buon fine settimana caro amico.
    Tomaso

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    1. Ciao Tom
      so che potrà sembrare strano,ma l'articolo l'ho messo insieme io; il professore dei miei stivali non ci ha messo naso(ne)
      Abbracciatona ;-)

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  10. Cara Giovy, quell'atmosfera e quei luoghi li conosco bene.
    A parte il fatto che ci ho pure vissuto da "ragazza" durante il mio primo anno universitario. E percorrevo sempre con piacere le strade intorno. A volte pure di corsa se ero in ritardo per una lezione. Sono sicura che pure chi, non ci è mai stato, grazie alla bravura che ti contraddistingue, avrà avuto la netta sensazione di perdersi insieme a te in quei vicoli e di respirare la stessa aria preziosa e antica che si percepisce in quelle botteghe dove l'arte è mescolata alla fantasia. Ti abbraccio.

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  11. Cara mariella,
    il Guardiano mi aveva detto che sei una nostra corregionale; il fatto che abbia studiato a Napoli e conosca il centro storico mi fa tanto piacere ;-)
    Grazie mille per la visita.
    Bacioni.

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