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- Non s'invecchia con l'avanzare dell'età, ma quando si smette di ridere -

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lunedì 12 gennaio 2015

MONICA VITTI: POLVERE DI STELLE.






La polvere di stelle o stelle cadenti come la memoria popolare ce le ricorda, è formata da frammenti di polvere interplanetaria che cadono sulla terra ed appaiono visibili come  una traccia luminosa, al momento in cui l'attrito degli strati più alti dell'atmosfera terrestre li rende incandescenti.
Se siamo in una notte serena di metà estate e abbiamo la pazienza di rimanere con il naso all'insù per un po' di tempo, possiamo avere la fortuna di vedere un grappolo luminoso cadere.
Si dice portino fortuna e se, nello stesso istante, proviamo ad esprimere un desiderio, ci sono grosse probabilità si possa realizzare.

Io collego il sogno e il desiderio, al primo film che vidi dell'attrice italiana che amo di più.
Da bambina macinavo libri e film in bianco e nero ad una velocità subsonica. Stellare appunto.
E davanti alla tele in una domenica pomeriggio (almeno mi pare visto che non ricordo stessi studiando), mi lasciai incantare dalla storia di quei due pseudo-attori di rivista molto mediocri, marito e moglie, Mimmo e Dea. In un momento tragico della storia italiana durante la liberazione americana alla fine del 1943, vivono un periodo di gloria effimera. I loro spettacoli hanno un successo insperato, complice il fatto che le truppe americane non capissero nulla di avanspettacolo. Ma dopo la Liberazione tornarono nel loro limbo. E si ridussero a vivere di espedienti. Monica Vitti e Alberto Sordi furono bravissimi a mettere in risalto le meschinità dei personaggi. Anche se il film non possiamo di certo definirlo un capolavoro, nonostante la regia di Sordi.
Però brilla di luce propria grazie ai meravigliosi protagonisti.
Dea è la protagonista. Con quella voce roca, le espressioni caratteriali giuste per il personaggio, l'ironia con cui  racconta la grinta e le illusioni di una donnetta che (per un momento) si illude di potere cambiare vita, l'attrice mi travolge. Nostra signora Ceciarielli (il vero cognome), non mi da scampo.
Lei sarà per sempre,a mio parere, l'unica Donna del nostro cinema a poter tenere testa ai "Mattatori" che lo domineranno. Ovvero Sordi, Gassman, Tognazzi e Manfredi.
Lavorandoci assieme in tanti film, si vedrà  che il rapporto resterà paritario. Sempre.
Eccelsi loro, eccelsa lei.
Appena potevo cercavo di non perdermi un suo film. Andando a ritroso nel tempo vidi: La ragazza con la pistolaDramma della gelosia - tutti i particolari in cronaca, Amore mio aiutami, Ninì Tirabusciò e Teresa la ladra.

Preferisco parlarvi di film in cui la sua onda comica si presenta per intero. I ruoli drammatici erano notevoli, penso ad esempio ai film di Antonioni; ma come mattatrice è insuperabile.
Con il film  di Monicelli poi, cambiò completamente registro. Il grande regista toscano, vide per primo le capacità brillanti ed esuberanti della diva. Ancora rido ricordando il personaggio mitico di Assunta Patanè che insegue il suo amante con una pistola in borsa, fino in Inghilterra. I suoi improbabili approcci agli usi locali e la sua trasformazione in una "quasi" lady inglese, sono memorabili.
Mille sfaccettature, mille donne in una sola.
Assunta che fuma serena sul traghetto, mentre raggiunge la nuova vita, è una donna libera. L'uomo che rimane sul molo è solo uno stolto.

Ecco cosa mi ha sempre colpito dei personaggi di Monica Vitti. Di quello che posso definire il messaggio del suo cinema. L'idea della donna che si riscatta. Pur nascendo vinta, retrograda, popolana, ignorante; riesce, grazie alla sua indipendenza e alla sua intelligenza, a rinnovarsi e a rigenerarsi. Oppure si dimostra anticonformista per gli usi e costumi dell'epoca. Appare spesso bruttina e comune. Pur essendo, nella realtà, una donna bellissima. Ma doveva raccontarle le sue donne, doveva raccontarci così.
E' il filo conduttore della sua arte e della sua vita. Disse una volta, che le donne l'avevano sempre sorpresa. Che le donne sono forti e hanno la speranza nel cuore e nell'avvenire.
Parole che condivido; dette in modo struggente e sincero da una donna che per prima cosa era onesta e leale con se stessa.

Altro capolavoro del cinema italiano e di sicuro il suo film che preferisco è: Amore mio aiutami.

La coppia Vitti-Sordi in un connubio perfetto. Eppure Sordi in questo film non è grande quanto lei. Perfino nel momento delle botte (tutte prese dalla Mannoia che allora era la sua controfigura) lei resta imprendibile, magnifica. Lei che lo tradisce, lei che a modo suo lo ama. Lei, donna imperfetta come tante di noi. 

Eppure noi, la stiamo dimenticando. Costretta da una malattia subdola che l'ha spinta verso il lungo oblio della memoria, vive quasi da reclusa nella sua casa romana. Coccolata e amata dal marito Roberto Russo che, si sta prendendo cura di lei da molti anni. Il suo male non perdona.
Gli italiani si sa, hanno memoria breve che ha bisogno di essere coltivata e stimolata. Prigionieri della pigrizia. Con il dito sempre pronto sul telecomando. Sottomessi a nuovi dei. In questo panorama socialmente inattivo, i giovani la conoscono a mala pena. Colpa di mass media, televisione, cinema e social. Si preferisce portare agli allori della cronaca nuovi miti (direi mitucci in realtà) che vivono solo una stagione ma che fanno ascolti e procurano denaro. Massima resa e minima spesa. Si stanno disattendendo i "fondamentali": non disperdere il patrimonio culturale italiano accumulato nel tempo. Ciechi e sordi, altra brutta storia.Tutto a discapito di ciò che dovrebbe essere nostro dovere. Preservare la memoria. Dare la possibilità a chi non la conosce, di rivedere lei, ad esempio.Ma non solo. Un ciclo di suoi film, programmi che la ricordano, ad esempio. Ora che è viva, non domani nell'istante in cui la perderemo. Allora sarà solo ipocrisia e meschinità.

Purtroppo l'oblio sta colpendo quasi tutti i grandi della nostra storia cinematografica. E questo vale chiaramente anche per i cinque colonnelli del cinema italiano: Sordi, Gassman, Tognazzi, Manfredi e la nostra Monica.

Monica è una stella pura. E' Sirio, la stella che scintilla. Nessuna polvere che si infiamma a contatto con l'atmosfera.  Esempio per tutte le attrici che sono venute e verranno dopo di lei.
Quante di quelle starlette che razzolano al cinema vorrei vedere a terra, picchiate brutalmente dal proprio uomo che dice "dillo che lo ami" e sentirle rispondere " sì che lo amo" con la stessa anima, con la stessa voce, con la stessa fermezza e illuminata grandezza che ha avuto lei.

Impossibile.



36 commenti:

  1. Il nostro è uno strano paese: volubile, capriccioso, soggetto alle mode del momento. E' pronto a osannarti, mitizzarti, venerarti e un attimo dopo ti scaraventa nel dimenticatoio, come se fossi un essere senz'anima, una cicca di sigaretta.
    Se così non fosse, Salvo Randone, uno dei più grandi attori di tutti i tempi ed altri artisti ( vedi ad esempio il musicista Umberto Bindi) non sarebbero morti nell'indigenza. CHE VERGOGNA!
    Gli attori italiani che hai menzionato nel tuo esaustivo e appassionato articolo appartengono alla Storia della Cinematografia, alcuni di essi all'Olimpo artistico, anche se - mi perdonerai per questo mio distinguo- non ho per la Vitti la stessa considerazione che hai tu; mi è simpatica, la stimo umanamente, mi è piaciuta in un paio di film, ma non mi pare dotata di un'amplissima gamma di espressioni e registri interpretativi.
    Forse è stata sovrastimata perché l'Italia non ha avuto molte attrici brillanti. In questo senso è una sorta di "monoculum in terra cecorum". L'unica collega brillante dei primi anni Cinquanta che le si può affincare è Franca Valeri.
    Comunque, sono d'accordo con te: dovremmo avere più rispetto per i personaggi che hanno onorato l'Arte, anche perché il panorama contemporaneo è veramente vuoto!

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    1. Dalle stelle alle stalle, caro Guardiano.
      E in meno di un nano secondo. Il problema è che questi "nuovi divi" così osannati, non si rendono conto di quanto poco valgono e passano da un luogo all'altro con una spocchia incredibile.
      Sulla Vitti la vediamo diversamente. Io la ritengo un diamante dalle mille sfaccettature, capace di passare dalla risata, al dramma, all'incomunicabilità (vedi Antonioni), con una bravura ed una semplicità inarrivabile.
      Perfetta, sempre.
      Non credo sia stata sovrastimata ma come Franca Valeri (altro gigante poderoso) capace di calarsi in ogni parte riuscendo a rimanere unica.
      Grazie per il tuo commento, graditissimo.

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  2. complimenti mariella... un bellissimo post!
    si vede che la vitti ti è entrata nel cuore ;))
    bacioni
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Ciao Esme, sempre carinissima.
      S' mi è entrata nel cuore quasi quarant'anni fa. Ed è ancora lì.
      Abbraccio.

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  3. attrice vera, donna incredibile...

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    1. Ciao Ernest!
      Ecco, non avevo ancora aggiunto incredibile.
      Verissimo.
      Grazie.

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  4. Bellissimo ritratto di una delle rare attrici del Cinema italiano.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana!
      Graditissimo il tuo commento.
      Rarissima direi.
      Un abbraccio.

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  5. Un ritratto bello,completo e fatto anche col cuore.Penso spesso alla sua assenza dallo schermo,dai ricordi ufficiali,non so se per rispetto della sua privacy o per la voglia di dare spazio a figure scialbe,di secondo piano, che nascono e spariscono nel breve tempo di qualche apparizione televisiva. Perché oggi SEI se ti fai vedere in TV.
    Sono cresciuta con i suoi film,il primo "Il deserto rosso",un po ostico,ma Antonioni era un mito.Poi tutti gli altri.Sarebbe bello se la Rai riproponesse qualche suo lavoro,adesso.I più giovani forse la ignorano.Grazie Mariella.

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    1. Ciao Chicchina e grazie. Io sono passata leggera su Antonioni, regista difficile. Ma essere la sua musa come lo fu Monica, non deve essere stato affatto facile. Calarsi in personaggi complicati (anche per i silenzi) e dare "vita" ad ognuno di loro con mirabile maestria è da Attrice. Il personaggio di Giuliana, protagonista del film da te nominato nel commento "Il Deserto Rosso" era spigolosissimo. Tormentato e depresso, con in atto la famosa "incomunicabilità tra mondi" di cui parlavo prima. Quante attrici di oggi e diciamolo, pure di ieri sarebbero state in grado di indossarlo come un abito di alta moda senza fare una grinza e senza andare oltre la riga sottilissima che separa la drammaticità dal ridicolo? Comunque hai ragione: lentissimo. Io non sono mai riuscita a vederlo tutto. Un abbraccio e buona serata.

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  6. Devo propendere per il profilo entusiastico e osannante di Mari, caro Antonio. Sarà che la Vitti mi ha sempre affascinato moltissimo sia come donna che come attrice. Anch'io la trovo poliedrica e questa per me è una delle caratteristiche che fanno grandi gli attori.
    Concordo in ogni parola che utilizza Mari per raccontarla e, al contrario ritengo sì grande la Valeri, ma un pizzico in meno... forse perché già allora, quando cominciavo ad avvicinarmi al cinema, a differenza di Monica, la trovavo già "vecchia" per me.
    Tra gli attori ce ne sarebbero altri da menzionare, ma restando alle attrici di quell'epoca, cosa dire di Anna? Anna chi? ...ma Anna Magnani! Io la adoravo... la sua ..."non bellezza" il suo volto "non affascinante" la rendeva drammatica solo a guardarla... e poi "sora Lella"! Un po perché era sempre in parti di secondo piano, un po perché rappresentava i personaggi come se fosse "loro" veramente e sempre personaggi di vita quotidiana...molto, forse, perché mi ricorda la mia mamma! fisicamente moltissimo, come modo di fare parecchio!

    Bel tuffo nel passato cinematografico Mari.
    ...nostalgico.

    Ciao.

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    1. Ma Pino, sono contentissima (adoro i superlativi si sa, vero?) che ti sia piaciuto il mio post. Vero che non ho mezze misure, io. Se amo, lo faccio alla follia, se odio non le mando a dire...
      Sì, hai ragione, Franca Valeri era già troppo grande per noi, ma io non volevo fare un paragone nella mia risposta ad Antonio, solo dire che ambedue, nei loro generi e nel loro tempo, sono state uniche. Franca, nonostante i malanni e l'età possiamo ancora godercela, visto che è bella attiva.
      Tranquillo che "Nannarella" arriva nel mio ciclo.
      Ora che ti ho letto, cercherò di dare il massimo.
      Vabbè che con lei mi viene facile.
      Meravigliosa Anna, a cui devo la più citata delle citazioni che ho fatto mie: non togliermi le rughe, che ci ho messo una vita a farmele venire così.
      Abbraccio circolare e grazie 1000 per il tuo bellissimo commento.

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    2. E aggiungo: la Sora Leila era un mito. Pensa, che tanti anni fa sono pure andata a cena nel suo locale, nel tentativo di conoscerla, ma no ci sono riuscita. In compenso ho mangiato benissimo. Sempre belle e delicate le parole che dedichi a tua madre.

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  7. Ciao Pino,
    ti rispondo qua, per non togliere spazio alla replica dell'autrice del post.
    Devo premettere che ho il massimo rispetto per tutte le opinioni, specialmente quando provengono da persone stimabili e intelligenti come Mariella e come te...per cui - "giù il cappello" - come diceva il compianto Fabrizi in una pellicola con Totò.
    Voglio soltanto rammentarti che il mio (modesto) giudizio sui prodotti o sulle figure del cinema non dipende soltanto da gusto personale o simpatia, ma da un lunghissimo e severo tirocinio con le cose dell'arte.
    Un caro saluto.

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    1. Sulla tua competenza, amico caro, nessun dubbio.
      Mi sa che il cappello dobbiamo togliercelo noi.
      Resta il fatto che io, da semplice appassionata di cinema, la vedo come la stella italiana e vivente, più luminosa.

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  8. Una brava attrice che tu cara Mariella hai saputo tratteggiare con amore e maestria, per cui ti faccio i miei sinceri complimenti.
    Bacione ;))

    ps
    Vorrei ricordare a Pino che la Vitti andrebbe paragonata solo con attrici brillanti, cioé con coloro che si sono cimentate nel suo stesso genere.

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    1. Grazie Giovy. Amore, soprattutto amore.
      Sulla sua poliedricità ho risposto sopra nel commento a Chicchina.

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    2. Non volevo, Giovy, fare un paragone, ma ricordare altre stelle, a mio (modesto) parere, del nostro cinema "d'autore".
      Quando si parla d'arte con te caro Nigel, qualunque essa sia, il cappello me lo tolgo io!

      ...scusa! ...dove l'appoggio?

      Un saluto a tutti.

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  9. Hai descritto perfettamente una stella che resterà per sempre la su più luminosa che mai
    ciao Mariella buona serata.

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    1. Caro Tiziano, come mi piacerebbe che i ragazzi di oggi avessero la possibilità di conoscerla.
      Se ne innamorerebbero.
      E invece...
      Un abbraccio e buona serata.

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  10. Molto espressiva, e densa di piacevoli sfaccettature, la descrizione che hai fatto d'una grande artista....
    Buona serata e un sorriso per te, Mariella, silvia

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    1. Ciao Silvia cara.
      Ho cercato di farle onore, picchiando giù duro sulla tastiera. Il minimo per ringraziarla per tutte le risate, tutti i magoni e tutte le emozioni provate grazie ai suoi film.
      Un abbraccio!

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  11. Cara Mariella concordo sulle qualità recitative della bravissima attrice, molto professionale ed eclettica nei diversi ruoli, non la paragonerei alla grande Franca Valeri di diverso spessore,ma ciò non le toglie vigore d'attrice sia drammatica che comica.
    Adesso dispiace molto la sua condizione di salute perchè colpita purtroppo da una terribile malattia senza via d'uscita.
    Complimenti per la completa recensione.
    Un caro saluto

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    1. Cara Cettina, la cosa più triste è che le è stata tolta la possibilità di invecchiare con serenità. Magari cullata dai ricordi. Una malattia terribile.
      Grazie per il tuo commento, un abbraccio.

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  12. Ciao Mariella, complimenti, hai ben descritto la grandezza di questa Stella del nostro cinema italiano.
    Ben detto è vera ipocrisia inneggiarli quando lasciano questo mondo, che mi sta molto stretto.
    Buona notte
    Rakel

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    1. Si' li sto aspettando i coccodrilli! E pure a me questo mondo diventa sempre più stretto. Grazie Rakel, buona giornata!

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  13. Ciao Mariella, il tuo post mi piace perchè parlare di attrici Italiane che hanno fatto storia, non è mai abbastanza, a me Monia mi piaceva anche per la voce un po roca che gli dava un fascino in più.
    Grazie di averle dedicato questa recensione e buona vita a tutti.

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    1. Caro Gaetano, grazie. Continuerò il ciclo per cui resta in ascolto :-)

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  14. Mi ha dato i brividi ricordare quel "si che lo amo!", un connubio di drammaticità comica che solo Monica era in grado di far palpitare. Bellissimo omaggio.. il cinema ringrazia!

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    1. Io di quel film amo perfino le dune sulla spiaggia...

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  15. Adesso gli "Attrici/attori" nascono velocemente e muoiono altrettanto velocemente .. ce ne sono alcuni di bravi a mio parere ma sono veramente pochi.
    Penso che gli attori di una volta recitassero ovviamente per soldi ma più per passione .. mi hanno sempre dato quest'impressione ^^ . Ho un ricordo particolare legato a quest'attrice.. Una volta una persona che non c'è più mi disse che assomigliavo a lei e mi fece molto piacere, da quel momento ogni volta che penso a Monica Vitti penso anche alla persona a me molto cara che non c'è più.
    Purtroppo il mondo del cinema a volte ha la memoria corta ... :( A presto .. Dream Teller

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    1. Ciao Polly. Quelle sono meteore, brillano di polvere caduta dalle stelle. Per cui durano niente.
      Che gran bel complimento, somigliarle.
      Ed è anche un bel ricordo da portare nel cuore.
      Abbraccio.

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  16. Io Monica Ceciarelli attrice l'ho venerata, la donna un po' meno perché si vergognava di suo padre, che era poco più di un asccattone, ma comunque sempre suo padre.
    Indimenticabile la scena delle mezzate cui alludi, sulla spiaggia di Torvaianica, con lei che si sdraia sulla sabbia e mima le contorsioni e le beatitudini di un amplesso e lui che marcia su di lei verde in faccia.
    Tu dici che Albertone non fosse pari a lei. Direi che lui è grandissimo come sempre e lei immensa.
    Schifoso il fatto che ci si possa dimenticare di un'attrice così completa. Passare da Antonioni a Monicelli come ha fatto lei non era da tutte.
    Hai parlato di cinque colonnelli, ma io ne aggiungerei altri due: Totò e Anna Magnani.
    Ciao sorella maggiore della sorellina di Maria.

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    1. Sulla sua vita personale non metto becco. La ignoro e comunque non cambierebbe l'idea che ho di lei.
      Io dico su Sordi che, pur grande, in quel film cedeva tutta la scena a lei. In quel film la ritengo più imponente. Poi ho detto cinque colonnelli perché così venivano etichettati all'epoca i mattatori della risata, dell'ironia e della satira.
      Totò è un'altra cosa. Più in alto.
      E la Magnani pure. Ne parleremo presto.
      Ciao Enzo caro.

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  17. Bellissima e appassionata recensione cara Mariella. Sei bravissima, ho letto d'un fiato e mi hai coinvolto. Mi sa che il nostro Nigel a trovato il suo corrispondente femminile con te.
    Mi piace Monica vitti e amo più il cinema di una volta che quello di adesso. Quello dove il mezzo principale era l'arte e la forza artistica dell'attore, quello dove non si poteva barare perché nessun effetto speciale non poteva nascondere la mediocrità.
    Complimenti vivissimi, un abbraccio!

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    1. Grazie Gabry. Non penso di essere all'altezza del Guardiano, ma quando scrivo di ciò che amo si sente. E voi percepite il mio sentimento sincero. Mi basta. Ti abbraccio forte. Una buona giornata :-)

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