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- Non s'invecchia con l'avanzare dell'età, ma quando si smette di ridere -

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sabato 11 aprile 2015

PRIMA PAGINA (da un'idea del 1974)


L'esordiente Billy Wilder ci lascia attoniti con questa opera prima che getta un'ombra funesta e spietata sulla stampa cinicamente bara, sulle forze politiche attente solo al consenso ed impietose anche dinanzi al patibolo, e su quelle dell'ordine, corrotte ed incapaci in inquietante sintonia. Si salva giusto una escort dal cuore limpido a dispetto della professione a margine di questa società ipocrita.
In una non precisata località americana, un presunto paraislamico reduce da Guantanamo sta per essere liquidato sulla sedia elettrica ma durante l'ultimo interrogatorio ferisce un funzionario Cia e, stile Inside man, finta la fuga celandosi all'interno del Palazzo di Giustizia; nel frattempo, la sala stampa gremita di reduci delle peggiori campagne scandalistiche, manipolatori di carriere, reporter d'assalto senza scrupoli in famelica caccia di dossier, ferve di attesa per l'esecuzione e le eventuali notizie circa una Grazia dell'ultimo momento, negoziata in cambio del rilascio di facoltosi turisti statunitensi rapiti su una nave da crociera al largo delle Malvinas.
Il canovaccio fresco e preciso come un orologio svizzero favorisce repentini colpi di scena che accalappiano l'attenzione e stimolano la fantasia dello spettatore. Il gioco delle parti è favorito da intermittenti apparizioni di politici corrotti, funzionari dei servizi segreti deviati, giovani reporter rampanti, coniugi scassombrella che vorrebbero delimitare classe e genio di, rari, fervidi giornalisti e grossi papaveri dell'editoria che conta nel loro insistente tentativo di addomesticare le notizie violando le più elementari regole della deontologia.
Un'ardita apologia del mostruoso dilagare di falsità, corruttela ed inganni che agitano il mondo della politica, della stampa, della giustizia e del potere costituito.
Originalissima anche la messa in scena di chiara origine teatrale (e qui l'ottimo Guardiano coglierà l'omaggio..), sovente in rivoluzionaria camera fissa, intenta nello scrutare e sottoporci a ritmi forsennati fittissimi scambi di dialogo e frenetici punti di vista spesso nel risicato ambito di un singolo ambiente.
Spettacolari infine, anche i due promettenti ragazzetti protagonisti, Matthau e Lemmon, in grado di catalizzare attenzione e simpatia senza bisogno di finti 3D e posticci capture motion.
Finalmente una ventata di novità e di impavida denuncia, probabilmente una nuova alba da parte dell'asfittico ed appecoronato panorama cinematografico americano.

Fosse la volta buona?


   

15 commenti:

  1. Caro Franco, ricordo di aver visto un paio di volte questo film, in verità mi è sembrato veramente una storia molto triste del giornalismo americano, squallido e desolante.
    Ciao e buon fine settimana caro amico.
    Tomaso

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    1. Un film che avrebbe potuto/dovuto far ancora più male.. imprigionato da due mostri sacri..

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  2. ma sei proprio bravo franco...anche più del guardiano lol;))
    complimenti!
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Grazie!.. ma il Guardiano non se batte (se non in determinati campi... ihih.. )

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  3. Ma "bravissimo", avresti dovuto scrivere, Esmerlada cara, perché il nostro Franco non solo ha recensito un film che è un ever green, tra i miei preferiti in assoluto, ma ha polverizzato qualsiasi altra cosa scritta dal Guardone, che come tutti sappiamo scopiazza qua e là
    nel web, voce compresa.
    Buon weekend a tutti ;-)

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    1. Che monella che sei.. buona domenica di sembra/quasi/forse/nonmefaparla' teporoso sole finalmente primaverile...

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  4. Come giustamente ha scritto l'autore di questo bellissimo post, la pellicola è tratta da una piece teatrale di Charles McArthur e Ben Hecht ed è una denuncia del cinismo e della corruttela che regnavano (e regnano) a più livelli, nell' American System.
    Tuttavia, tale denuncia finisce per perdere la sua corrosività, per il fatto che l'interpretazione dei personaggi principali viene affidata a due cavalli di razza, come Lemmon e Matthau, che imprimono alla storia una svolta fondamentale, attestandola, per così dire, sul versante dell'ironia e dell'iperbole, conferendole altresì un'impronta surreale.
    Ciò non dovrebbe sorprendere, perché Wilder non è mai riuscito a "liberarsi" della sua vena ironica, anche quando si è cimentato nel genere noir. La sua dote consiste infatti nella capacità di trattare anche gli argomenti più scabrosi senza farsi coinvolgere eccessivamente dalla passione, ma mantenendo un certo distacco.

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    1. Non rimaneva che una rece a "paradosso temporale" per rinfrescarne l'essenzialità.. Grazie per la sempre esaustiva competenza.. ;)

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  5. eh bravo Franco, film che vagamente ricordo, ma trovavo e trovo adorabili gli attori, dopo la spiegazione del Guardiano, sarà imprescindibile non cercarselo e rivederlo con gli occhi di " oggi" .
    ciao a tutti :)

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  6. è vero quello che ha scritto "s" il commento del guardiano...e parlo seriamente... mi ha incuriosito e anch'io vorrei rivedere il film
    ciauuu ;)
    esmeralda

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  7. Credo di non avere mai visto questo film. Forse da bambina, quando macinavo chilometri di pellicola in bianco e nero attaccata al televisore. Ma non posso giurarlo.
    Di sicuro WILDER è il regista di alcuni dei miei film preferiti da Viale del Tramonto a Sabrina. Da Quando la Moglie è in Vacanza a Qualcuno piace Caldo.
    L'ironia, la leggerezza della sua maestria cinematografica lo rendono immortale. E assieme a lui i grandi attori che con il loro contributo artistico hanno fatto dei suoi film materia purissima e senza tempo.

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  8. Ciao Franco, hai descritto un film che ho visto molto tempo fa, e che è una diciamo caricatura al giornalismo americano che inseguono lo Scoop a tutti i costi che Lemmon e Matthau interpretano con l'ironia giusta, (attori che ammiro, specie Matthau) comunque con la tua e del GuardY, cioè le vostre recensioni, mi fate venir voglia di rivederlo.
    Ti saluto.
    P.S. mi piace leggere i commenti e spesso trovo tutti sfiziosi, ma la Giovy è sempre umoristica, dice che il Guardiano scopiazza persino la voce, praticando col marito è divenuta migliore del maestro.

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    1. Ciao Gaetano,
      grazie per i complimenti, ma devo ammettere che fra me e il Guardy il vero comico è lui.
      Abbraccio ;-)

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