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domenica 18 ottobre 2015

SE DIO VUOLE - Riflessioni sul film



Diffido sempre del consenso unanime, ovvero delle opinioni concordi e plebiscitarie, e ciò non per fare il bastian contrario o l’originale a tutti i costi, ma perché credo che il pensiero unico sia deleterio, in quanto spesso è frutto di superficialità, oppure di condizionamenti da parte dei mass media. 
Tanti pareri favorevoli - oppure sfavorevoli - che si esprimono su questa o quell’opera cinematografica (e non solo cinematografica) dipendono talvolta da un approccio epidermico, oppure da precisi interessi di parte. In ogni caso, per dare un giudizio attendibile su una pellicola, bisognerebbe visionarla almeno due volte. 
Ora, ad esempio, non condivido l’entusiasmo che si è scatenato intorno a: “Se Dio vuole”, scritto e diretto da Edoardo Falcone e interpretato da Marco Giallini, Alessandro Gassmann e Laura Morante.
“La storia parla di Tommaso (Marco Giallini) un affermato quanto spigoloso chirurgo, e Carla (Laura Morante)  sua moglie, donna annoiata, sull’orlo dell’alcolismo, e dei loro figli: Bianca, una giovane nevrotica e priva di interessi, e Andrea, un ragazzo brillante, iscritto a medicina, deciso a seguire le orme del padre.
A un tratto, Andrea sembra cambiato e si comporta in modo strano. Il dubbio assale i genitori: Andrea è gay? Chiunque entrerebbe in crisi, ma non Tommaso, che si dichiara aperto a una simile evenienza. 
Arriva finalmente il giorno del "coming out". Andrea raduna la famiglia e  confessa: “Ho incontrato una persona che ha cambiato la mia vita: ho incontrato  Gesù. Per questo ho deciso di diventare sacerdote"
Per Tommaso, ateo convinto, è uno shock. Finge di appoggiarlo, ma inizia a pedinarlo di nascosto.  Scopre così che il responsabile della sua scelta è Don Pietro (Alessandro Gassmann) un sacerdote sui generis e fuori dagli schemi. Tommaso allora comincia una vera e propria battaglia contro il prete, finchè un bel giorno…” e non aggiungo altro, per permettere a chi non ha visto ancora il film di scoprire come va a finire.
Buona parte del pubblico ha gridato al capolavoro, molti critici si sono compiaciuti, indicando l'opera come il simbolo della rinascita della Commedia all’italiana. In una realtà - sostengono - povera e priva di spunti, ben venga un film dotato di una trama. 
A mio avviso però: "Se Dio vuole" è  un lavoro modesto, sorretto sicuramente da una buona idea (il conflitto tra scienza e fede) che però si è impoverita nella trasposizione cinematografica. 
Così, un film, che poteva diventare interessante (perchè c'è bisogno di riflettere su certi aspetti della vita, anche in modo leggero)  ha finito col presentare più di una falla, a partire dall’eccessiva brevità. Temi importanti come il pregiudizio sessuale e la fede in Dio meriterebbero una trattazione ampia e adeguata, mentre “Se Dio vuole” dura appena ottantasette minuti e sembra divorato dalla fretta. 
A parte i consueti stereotipi, il difetto non trascurabile è che alcune scene, che potrebbero essere davvero divertenti, mancano di alcune inquadrature indispensabili alla logica del racconto, per cui la risata sorge più per la buona disposizione d’animo degli spettatori, che per compiutezza del congegno comico.
L’interpretazione di Giallini risulta moncorde, con un timbro di voce sempre uguale e si salva soltanto alla fine, quando finalmente si articola in una gamma più ampia di espressioni e diventa perciò più verosimile. 
Gassmann, nel ruolo di Don Pietro, dovrebbe apparire un sacerdote d’avanguardia e invece sembra un coatto, un tipo sbrigativo e sfuggente, che racconta le parabole del Vangelo in un improbabile "slang trasteverino". 
Anche la sua performance appare sopra le righe e diviene più misurata durante il dialogo con Tommaso, un proficuo scambio di idee che si volge all'aperto, a contatto con la natura, dove illustra la divinità come panica presenza.
Infine, la Morante, apprezzata interprete in altre pellicole, sembra un po’ defilata nella parte di Carla, si vede poco, e sempre attaccata alla bottiglia, finché un bel giorno decide di riappropriarsi della sua vita partecipando alle manifestazioni studentesche, come quando era una giovane sessantottina
Come attenuante a questa prova opaca, bisogna dire che è la prima volta che Falcone, già noto sceneggiatore, si cimenta con la macchina da presa. C’è da credere perciò che in futuro saprà fare di meglio.
  
          Nigel Davemport




36 commenti:

  1. Non ho visto il film. nè lo vedrò fra breve, perchè non vado al cinema da anni e questa pellicola l'aspetterò su sky, o simili.Non potrò fare a meno di vederla, perchè ne hai fatto una critica che spinge a controllare
    anche se non dubito delle tue capacità.
    87 minuti mi sembrano veramente pochi per rendere credibilmente vagliate certe situazioni e mi sembra che il regista possa aver sottinteso che certi argomenti non meritano approfondimenti.
    Allora perchè scegliere questo tipo di trama? Era forse l'unico argomento per avere delle sovvenzioni?
    Non voglio fare l'avvocato del diavolo, ma guardando chi otiene delle sovvenzioni in campo cinematografico, mi cascano le braccia.
    Scusa la tiritera del commento
    Cristiana

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    1. Ciao Cris,
      sarò lieto se vedrai il film e mi farai partecipe delle tue considerazioni.
      Per quanto riguarda lo spinoso tema dei finanziamenti, occorrerebbero due o tre post a parte ;-(
      Un caro saluto e grazie.

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  2. una recensione interessantissima e molto controcorrente
    ho visto il film e non mi è dispiaciuto ma a riflettere hai ragione: ha diverse lacune
    bacione grande ;))
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Cara Vale,
      sono lieto che abbia modificato il tuo giudizio.
      Grazie per l'entusiastica e immancabile partecipazione.
      Un bacione anche a te

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  3. Per dare un giudizio spassionato su questa opera
    cinematografica, non rimane che andare a vedere il film...
    Molto gradita e piaciuta la tua recensione, in proposito, guardiano....
    Buona serata e un saluto a tutti,silvia

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    1. Ciao Silvia,
      se ti è possibile non perdere questo film, così potrò avere anche il tuo parere al riguardo.
      Un caro saluto.

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  4. Non ho visto il film,ma da un pò di anni i film italiani sono una delusione tranne poche eccezioni e tra queste L'Attesa ,un film di un giovane regista Piero Messina perchè pur trattando della morte ha saputo fare un'opera poetica e raffinata.
    La tua recensione molto articolata mi ha però invogliata a vedere il film.
    Un caro saluto

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    1. Ciao Cetty,
      cercherò di non perdermi il film che hai citato.
      grazie per l'attenzione e la cortese visita.
      Un caro saluto anche a te.

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    2. Sarei contenta, se dopo averlo visto ,ne facessi una tua personale recensione. Grazie ,un abbraccio

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    3. Lo farò senz'altro, anche perchè la richiesta proviene da una degna amica dell'Angolo.
      Un abbraccio anche a te.

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  5. Cara Guardiano, non ho visto il film, ma lo sentito parlare in TV, credo proprio che sia interessante.
    Ciao e buon inizio della settimana caro amico.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso,
      grazie per la visita e la simpatia.
      Un abbraccio e a rileggerci presto.

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  6. A me il film è piaciuto e non saranno certo questi articoletti scopiazzati qua e là a farmi cambiare opinione ;-)

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  7. Leggerti Nigel, quando parli di cinema e' come essere davanti ad un quadro. Lo osservi da tutte le angolazioni e riesci a scoprirne anche l'anima, se il pittote è eccellente. Abbi pietà di me le volte in cui mi capiterà di recensire un film. Sii buono. Non ho visto l'opera citata. Aspetterò che arrivi sui canali televisivi. Ma dopo averti letto dubito di riuscire a guardarlo cercando di rimanere obiettiva. Un abbraccio a te e a tutti gli amici dell'Angolo.

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    1. Ciao Mari,
      ti assicuro che non devo né mai dovrò perdonarti nulla, perchè sei una persona assennata e pensante e scrivi sicuramente meglio di me. Fai pure tutte le recensioni che vuoi, le leggerò con piacere.
      Grazie comunque per la stima.
      Un abbraccio ^__*

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  8. Grazie Nigel!
    Ecco un film che non vedrò.
    IN primis vedere attori di quel calibro ridotti a macchiette mi sconvolgerebbe.
    Secondo: io il problema scienza fede l'ho risolto nel mio cortile da molto tempo, e più sembra che mi avvicini al tramonto più mi convinco di avere ragione.
    Ognuno deve trovare la sua strada. Chi non la trova si rivolge a Dio o a Gesù.

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    1. Ciao Vincenzo,
      grazie a te per la visita e la fiducia....
      .
      .
      ^___*

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  9. Nemmeno io ho visto il film, non mi ispirava. Non sono esperta di film o di altro, ma se un film mi piace ascolto il mio istinto e non di certo critiche mediatiche di persone che non conosco. Se un amico analizza nel modo in cui hai fatto tu però m'intriga moltissimo e mi viene voglia di vederlo per capirlo e guardarlo in modo meno superficiale di come potrei fare io.

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    1. Ciao Cinzia,
      grazie per l'attenzione e la stima.
      Come ho scritto nel post: un film andrebbe visionato almeno due volte, per essere attendibile e non superficiale ed emotivo.
      Un caro saluto.

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  10. Ripiazzo la mia rece su FilmTv.. a me il film non è affatto dispiaciuto.. ma come ribadisco sicuramente l'aggancio al reale Don Fabio Rosini, uno dei catecumenali più rivoluzionari degli ultimi tempi, ha contribuito più che positivamente a fare apprezzare il film...
    "Commedia che confonde con garbo sacro e profano, anche se a molti è parso insensibile, se non fuori luogo, mischiare toni e messaggi religiosi incartati di sciocchevolezza cinematografica.
    Immagino i medesimi alle prese, chessò, con lo scorsesiano L'ultima tentazione di Cristo.. fuggirebbero dalla sala urlando al sacrilegio..
    C'è anche un altro lato da sottolineare, probabilmente sconosciuto ai più: l'ex galeotto divenuto prete piacione, dall'eloquio magnetico e le platee acclamanti esiste davvero a Roma, risponde al nome di don Fabio Rosini ed affabula folle con le sue interpretazioni evangeliche sopra le righe tanto da essersi guadagnato l'appellativo di “prete parabolico”.
    Da qui al film il passo è breve, un curioso restyling di Peppone e Don Camillo che ammicca a sano sentimentalismo coinvolgendo furbescamente i due eclettici showman, Giallini e Gassman, in un dualismo sfociante in problematiche più ampie pur senza l'ambizione forzata di volerle elaborare “a tutti i costi”, il tutto sorretto da una sceneggiatura pimpante in vena di quadretti spassosi, e contornati da ottimi caratteristi vestiti di iperbolico grottesco (siamo disposti anche a tollerare gli eccessi della Morante che sembra divertirsela), a fungere da esatto contr/altare ai toni di una storia che prova (se Dio vuole...) anche a investirci di tenerezza, calcando sentieri già testati, ma anche sfrucugliando compitamente l’indagine introspettiva.
    Edoardo Falcone (già autore del validissimo Ti ricordi di me?) apparecchia una tavola in fondo semplice, con tutti gli stereotipi del caso, aggrappandosi a incomunicabilità, incomprensioni, superficialità, azzeccandone il giusto mix, anche in un finale non scontato e che ci lascia liberi e appesi - come una pera all'albero - ai nostri quesiti più intimi senza forzare la mano.
    In fondo abbiamo tutti bisogno di sognare senza troppe pippe mentali. Per quelle arriva Moretti a brevissimo..."

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  11. >Franco Battaglia scrive:
    >a molti è parso insensibile, se non fuori luogo,
    >mischiare toni e messaggi religiosi

    Io trovo invece che questo sia un punto di forza del film (forse l'unico) perché non è detto che certi argomenti (ad es: filosofia, politica e religione) vadano trattati necessariamente in modo astruso e solenne.
    L'esistenza di Don Fabio è nota solo ai romani e magari non tutti, ergo non dovrebbe contare per l'opinione generale che si è espressa a favore del film.
    Avevo letto attentamente la tua recensione, l'avevo apprezzata come sempre e volevo addirittura linkarla qui.
    Naturalmente, il fatto di non esssre d'accordo non toglie nulla alla reciproca (spero) stima.
    .
    .
    ^___*

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  12. Nigel, non è il genere di film che guarderei ma mai dire mai quindi grazie per la tua recensione :-)

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    1. Ciao Xavier,
      grazie a te per la gradita visita.
      Un abbraccio.

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  13. Caro Nigel ieri sera ho letto il tuo post ed ho tentato prima di informarmi circa il Film prima di dire la mia, e stasera ho letto anche il commento dell'amico Franco, vedo che sapete ben descrivere diverse sfumature che i comuni mortali non vedono,comunque non ho visto il film e non so giudicarlo, so solo che diversi film che ho visto e che avevo letto il libra da cui era tratto, spesso c'era sempre qualcosa di diverso, come pure quando si tratta di film tratti dalla Bibbia, a volte le interpretazioni sembrano (sfrucugliando) dice Franco, insomma secondo i registi come la vedono così fanno il film, e Se Dio vuole che veda il film ne saprò di più, so solo che di andare al cinema non mi riesce, di vedere qualche buon film in TV negli ultimi anni non riesco a seguirne uno per intero dato che pieni di pubblicità e magari tutti si sono sincronizzati a farla allo stesso momento di modo che se vuoi evitarla non puoi e poi un film te lo fanno durare tanto che ti addormenti davanti alla tele.
    Nigel, a me piace come descrivi il film, e sull'argomento religioso molti fallano perchè quando c'è l'interesse non va d'accordo con la verità, tentando di fare qualcosa commerciale non si fa qualcosa che può risultare scomodo per alcuni!
    Ciao a tutti.

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    1. Mio caro amico,
      ad essere precisi, il film non parla di religione, ma del superamento di un pregiudizio legato all'esser ateo. Detto in altre parole: c'è un padre che preferirebbe che il figlio fosse gay piuttosto che prete. Poi, attraverso una serie di eventi ( che non sto ad anticiparti) cambia idea.
      Ripeto quel che ho scritto: è un filmetto breve e senza troppe pretese, che al massimo fa sorridere.
      Un abbraccio ^__*

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  14. Caro amico
    Chi altro, se non chi sa far ridere come te, può recensire un'opera che si vuole comica.
    Non ho visto il film, mi affido al tuo giudizio dettato da conoscenza e una grande capacità di analisi.
    Il cinema, per me, purtroppo è scelta occasionale. nel poco tempo libero che ho preferisco il teatro.
    Un abbraccio e datemi un po di tempo ancora per rimettermi, desidero tornare a partecipare attivamente a questo Angolino ^__^

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    1. Ciao Gabry,
      grazie della stima, ma tengo a ribadire che fra noi c'è tanta gente capace di recensire un film molto meglio di me.
      Per la ripresa, tranquilla, ti aspettiamo, è sempre un piacere leggerti.
      Abbraccio ricambiato ^__*

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  15. Ho visto il film Antonio e devo dire che l'avevo trovato piacevole e veramente una buona commedia all'italiana con contenuti di rilievo e, perché no, anche di spessore.
    Aggiungo anche che il cast è composto da attori che mi piacciono e che trovo siano tra i migliori che abbiamo in questo periodo.
    In conclusione però devo anche ammettere che la tua disamina/recensione/critica mi fa sorgere qualche piccolo dubbio sull'efficacia del messaggio che vuole trasmettere.
    Ricordo in effetti che alla fine ho avuto una sensazione che mancasse qualcosa, "come ad un fine pasto che ti rimane un piccolo languorino"...credo ora che abbia ragione tu che sia dovuto alla brevità. La storia si è evoluta (e conclusa) troppo velocemente.
    Un abbraccio a tutti e...scusate il ritardo...
    p.s. non vuole essere uno spunto a te per un'altra recensione cinematografica ;-)

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    1. Tranquillo, non farò un'altra recensione cinematografica, ma mi limiterò a fare una semplice considerazione: se gli interpreti del film in parola ti sembrano fra i migliori che ci siano in circolazione è perché attualmente ( tranne qualche piccola eccezione) c'è il deserto.
      Quelli che consideri bravi sono monoculi in terra cecorum; niente da spartire insomma con i Sordi, i Manfredi, i Fabrizi, i Vittorio Gassmann, etc.
      Buona serata.

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    2. La mia era una battuta ovviamente, anche perché se ne avessi l'intenzione sono sempre ben accette, visto lo spessore con cui vengono redatte.
      Per quanto riguarda gli attori mi riferivo a quelli in vita e non ai "mostri sacri" da te portati ad esempio. L'altra ovvia spiegazione è che il mio mediocre intendimento in materia di cinema fa sì che io apprezzi solamente attorucoli di così scarse attitudini.
      ;-)

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    3. Ciao Pino,
      ho capito benissimo che la tua era una battuta e lo era anche la mia, solo che la scrittura è neutra e non mostra il sorriso sulle labbra di chi scrive.
      Fra gli artisti viventi che stimo citerei: Verdone, Bisio, Mastandrea, Zalone, Crippa, Maglietta e Gerini.
      Un (virile) abbraccio.
      .
      .
      ^___*

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  16. La semplicità del film può spiazzare chiunque anche i critici più bravi. In questo film non ho visto scene particolarmente drammatiche o spettacolari, che ci lasciano con il fiato sospeso. Secondo il mio modestissimo parere, chi ha proposto questo progetto aveva l'idea di farlo scorrere veloce e con estrema semplicità, dando la possibilità a tutti di riflettere e confrontarsi su temi attuali, come la fede, l'accettazione, l'accoglienza, la fiducia ecc. ecc. Valori che purtroppo sono in estinzione, a me ha fatto riflettere, pur essendo consapevole che non è un film capolavoro. In sintesi condivido l'aspetto materiale della tua riflessione, perchè tu dici che è sorretto sicuramente da una buona idea (il conflitto tra scienza e fede) che però si è impoverita nella trasposizione cinematografica. ecc. quindi mi pare di capire che comunque un messaggio questo film lo propone ma in una "forma" sbagliata.

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    1. Innanzitutto, benvenuto all'Angolo del sorriso (e dei pensieri vari) e poi grazie per l'interessante riflessione.
      Un cordiale saluto e a rileggerci, spero.

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