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giovedì 19 novembre 2015

Avatar, un'interpretazione esoterica


   Se ci credete o no, soltanto ieri sera, per la prima volta, ho visionato il film “Avatar”.
Mi ha emozionato fino alle lacrime, ha ampliato l’orizzonte di riflessioni perché, aldilà dell’aspetto commerciale, tocca almeno due temi profondi: la Vita e la posizione dell’umanità nell’universo.
C’è da dire, poi, che ognuno di noi vede un'opera  con i propri occhi, vigili o dormienti. Questa vuole essere non una recensione con velleità critiche, ma l’opportunità di esprimere  i  pensieri di questi giorni così sconvolti.
   Avatar è un film di fantascienza colossal del 2009 co-montato, co-prodotto, scritto e diretto da James Cameron e interpretato da Sam Worthington, Stephen Lang, Zoë Saldaña, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi e Michelle Rodriguez


   Nel 2154, una compagnia interplanetaria terrestre del Kansas, la RDA, intende sfruttare i giacimenti minerari di Pandora, luna del gigante gassoso Polifemo, appartenente al sistema stellare Alfa Centauri.
Pandora è un mondo primordiale, ricoperto da foreste pluviali, con alberi alti anche fino a trecento metri, ed è abitato da varie creature tutte decisamente spettacolari, tra cui degli umanoidi senzienti chiamati Na'vi, alti mediamente anche più di tre metri e con pelle blu striata. L'aria del satellite non è respirabile dagli umani se non impiegando maschere filtranti, in quanto contaminata da un miscuglio di sostanze tossiche, pertanto gli scienziati hanno sviluppato degli avatar, corpi ibridi genetici tra umano e Na'vi privi di coscienza propria: attraverso un'interfaccia mentale un uomo può trasferire la sua anima e la sua coscienza nel corpo dell'avatar e controllarlo come il suo corpo. Tale collegamento viene effettuato cadendo in una sorta di coma all'interno di una speciale capsula tecnologica. 
   La trama è considerata ovvia e banale da una parte della critica. A mio avviso, è la critica ad essere banale. Il futuro prevedibile di un’umanità decadente e a rischio estinzione perché non sa governare e non sa rispettare la propria casa. Umanità che si è dimenticato del legame profondo, vitale con Gaia. Una scissione che ha trasformato Madre Terra in un oggetto da sfruttare. In contrapposizione c'è questo popolo Na’vi,  “primitivo” , ma detentore di una ricchezza alla quale l’uomo ambisce.
   Qui, vi invito a fare un passo verso l’ottava superiore. La ricchezza, il giacimento di quel cristallo fantastico dotato di proprietà uniche, è la consapevolezza dell’appartenenza e l’unità con l’universo, quella che rende felici e vivi e che si ha soltanto quando si è connessi con il profondo Io, quello autentico.
L’albero delle anime, luogo di rituale e di preghiera per il popolo è L'Albero della Vita della tradizione cabalistica



   Preghiera che trova tutti i membri del popolo uniti per le mani  in un movimento rituale rotatorio come cerchio che è simbolo della vita. Sono connessi tra di loro, con la natura e gli animali, che trattano con rispetto, e con la divinità, che è lo spirito del loro pianeta. Sono Uno, l’aspirazione di ogni disciplina spirituale. Il raggiungimento della comunione con tutto il creato.
 Il legame non è soltanto spirituale, è anche molto empatico.  I Na’vi sono individui con una capigliatura importante, tengono i capelli annodati in lunghe trecce con delle terminazioni tramite quali si connettono tra di loro e con le altre specie viventi. I capelli sono simbolo di un energia viva, capace di continua rigenerazione, sono l’antenna che collega al Cielo, il “filo dell’anima” proiezione delle idee, dei pensieri e della personalità.
  I Na’vi sono degli umanoidi, alti circa 3 m e con la pelle blu. Il colore del quinto chakra, quello della comunicazione. La natura mostra un aspetto quasi simile alla Terra di giorno. Di notte, invece, le piante fosforescenti illuminano svelando uno scenario incantevole, in tinte dal blu al viola, i colori della spiritualità al punto più elevato del sesto e del settimo chakra.


   In questo mondo incontaminato arriva l’uomo con la sua avidità e con la sua ben saputa arroganza aggressiva. Frammenti di se e maschere.  Ambisce al tesoro, ma non si accorge che  l’alieno è dentro di se. Insegue la distruzione, invece di riunificarsi alla corrente della vita, e viene sconfitto.
   Jake. Il personaggio principale, combatte la sua battaglia, dalla parte degli invasi. Ha avuto l’occasione di assaporare un altro  modo di essere. Lascia addietro un corpo limitato dall'ignoranza (la disabilità) e si risveglia, compiuto, nella nuova dimensione.



                                                      Gabrielle G.

32 commenti:

  1. Ciao Gabry, è da un po di tempo che ho visto il film e ricordo tutti i particolari da te menzionati, ricordo il particolare dei capelli a cui si annodava sia all'animale su cui montò per volare (e quella scena mi piacque molto) e sia tra di loro, e magari potesse succedere fra noi umani, so solo che la fantasia a noi umani non manca sia per fare film di Fantascienza (che ammiro) e sia di terrore o Horror che non sopporto, Avatar è stato un film che mi è piaciuto molto, ricordo che nel finale quando l'uomo nel corpo dell'Avatar vuol combattere contro i propri simili che stanno distruggendo un mondo fantastico e che si allea ai Na'vi, viene in un certo modo bloccato o contrastato, insomma ho un ricordo confuso perchè rimuovo dalla mia mente i finali brutti dei films con tali finali, c'è da dire che ti esprimi bene circa le scene del film che mi sanno tanto di terrestre circa le popolazioni native Americane sopraffatte dagli Spagnoli nel Sud e dagli Inglesi e misti Europei al Nord, insomma nel nostro pianeta c'erano popolazioni che avevano loro usanze e tradizioni (Maya, Incas e Pellerossa in genere,) Che avevano un bel modo di rispettare il pianeta che li ospitava, a differenza odierna che si va a costruire una stazione orbitante e magari non hanno le navette per andarci e si distrugge il pianeta dove si è nati. insomma siamo il paradosso per eccellenza ed abbiamo i mezzi per poterlo ancora salvare e non lo facciamo, poveri noi!
    Con stima ti saluto e saluto tutti quelli che passano di quà.

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    1. Ciao Gaetano quello che esprimi è quello che penso anch'io e ti ringrazio per questo ampio commento. Molto opportuno il paragone con la conquista delle Americhe.
      Di sicuro, sono stata molto concisa. E' un argomento complesso che non si può trattare in quattro righe, ma l'intento è quello di riflettere insieme a voi.
      Un caldo saluto a te.

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  2. La critica, mia cara Gabry, è fallibile più di quanto tu possa credere; a volte segue l'ideologia più trend, ed altre si adegua al giudizio della massa... quando non fa il gioco delle case di produzione, per ricavarne un tornaconto personale.
    Sono pochi quelli che pensano e scrivono con la propria testa.
    La pellicola, che fortunatamente ho visto e che tu hai recensito così bene, mi ha lasciato le tue stesse sensazioni: oltre ad essere un buon esempio di cinema digitale, contiene dei valori piuttosto edificanti.
    Un abbraccio e sinceri complimenti!

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    1. Ciao Nigel, sono convinta che tutto rientra nell'idea di marketing e la critica ha il suo ruolo pubblicitario.
      Per l'apprezzamento nei miei confronti ti ringrazio.
      E grazie alle tue recensioni che ho ritrovato il gusto per il cinema. Recensioni filtrate con il pensiero e con la coscienza propri. Sei un buon maestro per me.
      Un grande abbraccio.

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  3. Avatar è l'unico film che, da adulto, ho visto tre volte: due in italiano e una in tedesco. Da bambino ero famigerato in famiglia e tutti si defilavano quando arrivava in un cinema cittadino "Biancaneve e i sette nani" che ho visto forse 100 volte. La vittima preferita era mia nonna. Anche Bambi una ventina di volte, ma poi sono cresciuto e amen.
    Ma per Avatar ho fatto un'eccezione. La prima volta sono rimasto folgorato da tutti quei colori e da una storia affascinante; la seconda l'ho voluto rivedere per capirne il significato, perché un significato c'è: per me è l'infinita immensità della fantasia umana che si fa forma e vita. Poi l'ho rivisto in tedesco, con la loro risaputa durezza nei dialoghi. Ma oramai lo conoscevo: volevo solo rivederlo.
    Un film bellissimo e una storia avvincente. Chi lo giudica una sciocchezza non ha fantasia e se ne vergogni.

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    1. Ciao Vincenzo, mi fa piacere trovare delle similitudini nel modo di fare e delle affinità. Come te, non guardo mai più di una volta un film. Da adulto, l'unico che ho guardato più volte è stato "I Ponti di Madison County" e il secondo sarà questo, che intendo revisionare per puro piacere.
      Sono del parere che per ogni cosa c'è il momento giusto. Il dvd con questo film l'ho acquistato appena uscito e chissà perché non ho trovato il tempo e la curiosità di guardare. Mai visto nemmeno una piccola scena fino a l'altra sera. L'impatto forte che ha avuto su di me è che ho riconosciuto in quel mondo notturno un posto della mia fantasia, che io chiamo Boschi Celesti al quale faccio riferimento in una poesia chiamata proprio così.
      Del resto adoro Bambi, Biancaneve m'ispira meno, ma adoro tutti i film Disney e mi capita di vedere qualcuno,ogni tanto. Ai tempi della mia infanzia non ho avuto il modo di visionarli.
      Ti ringrazio e ti auguro notte serena.

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  4. ti sei fatta attendere gabrielle cara ma ne valeva la pena...
    hai postato una recensione interessantissima!!!
    ciauuu ;))
    esmeralda

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    1. Ma ciau cara Esme. Mi fa piacere ritrovarti, sempre qui, costante e partecipe. Ti ringrazio e ti abbraccio caldamente.

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  5. Ciao Gabry,
    mi associo in pieno a quello che ha scritto Vincenzo e ti faccio i miei più vivi complimenti per il contenuto del post e per come lo hai esposto, specialmente se si considera che scrivi in una lingua che per te è "straniera".
    Un forte abbraccio ;-)

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    1. Cara mia Giovy, si vede dal tempo che impiego per rispondere ai commenti che ho ancora delle difficoltà di concentrazione. Il mio livello di Italiano ha subito una battuta d'arresto per un po di mesi. Mi sono espressa poco tramite scrittura, per me il modo più veloce di imparare è questo. Puoi immaginarmi quando scrivo? Sette finestre aperte per verificare il senso della parola, sinonimi e l'ortografia.:))))))
      E ci vuole ancora più di questo. Confido di riuscirci a migliorare l'espressione artistica.
      Ti ringrazio, sei sempre dolce con me.
      Un abbraccio caloroso. Baci.

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  6. Ciao Gabrielle, bentrovata. Io Avatar non l'ho mai visto per intero. È' genere di film che non mi incuriosisce. Certo la tua recensione ha suscitato il mio interesse. Lo recupererò appena passerà in televisione. Ti auguro una buona giornata.

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    1. Bentrovata a te Mariella. Mi fa piacere sapere che ti ha incuriosito la mia esposizione.
      Ti capisco quando dici che non sei stata interessata. Io stessa ho tralasciato di vederlo per una sorta di snobismo al contrario. Mi sembrava che tutto quello che è commerciale sia privo di sostanza.
      Una bella giornata ti auguro, grazie.

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    2. Ma no, cara Gabrielle. Non è una forma di snobismo al contrario. È che proprio la fantascienza mi annoia. In generale non seguo il genere. Grazie alla tua recensione invece, ora lo vedrò appena mi sarà possibile. Un abbraccio grande e buona serata!

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    3. Oh, Mariella, parlavo di me di snobismo, scusa se mi sono espressa male. La fantascienza, in alcuni casi mi piace , altri no.
      Buona visione allora, quando vorrai.
      Un abbraccio a te :)

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  7. Un film meraviglioso che rivedo sempre con immenso piacere per l'emozionalità che sa trasmettermi....
    Buon fine settimana a tutti e un caro saluto,silvia

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    1. Buon pomeriggio Silvia. Le anime sensibili come la tua rispondono all'emozione.
      Un abbraccio caro e buon fine settimana.

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  8. Mai visto quindi non mi pronuncio. Mai incuriosito, però appena ho qualche minuto leggerò approfonditamente il tuo post con il link alla trama completa, chissà...magari mi verrà voglia di vederlo.
    Ciao Gabrielle. Felice di rivederti.

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    1. Grazie Pino, aspetto il tuo parere. Anch'io sono felice di rivederti :)

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  9. Post interessantissimo, Gabry !

    Complimenti per ragionare con la tua grande "testolina".

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    1. Ciao Gianna, ben ritrovata!
      Che dire? Grazie e tanti baci, baci, baci....

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  10. Cara Gabry, ho visto il film è mi è piaciuto moltissimo ,sono rimasta affascinata per la bellezza scenografica e i colori molto intensi ,ma soprattutto vi ho trovato un forte sentimento poetico. Complimenti per la bella recensione

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    1. Ciao carissima Cetti. Hai detto la giusta parola. Vi è tanta poesia in questo film. Il Momento poetico culminante credo che sia la scena d'amore tra i due protagonisti. Grazie , ti abbraccio.

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  11. Gabrielle, ma sicuro! Il nome non mi doveva far pensare d un padre francofilo ma piuttosto ad una nata altrove e poi arrivata qui, come me, nato sulle rive del Tirreno e adesso parcheggiato su quelle del Vater Rhein.
    Quindi scrivi così bene in una lingua che non è la tua? Complimenti collega. E dici di tenere finestre aperte per poter scrivere correttamente. Non ti dico quanto controllo io quando scrivo in tedesco, eppure lo parlo correttamente, ma scriverlo è un'altra banana. Perfino quando scrivo in Italiano tengo a portata di mano il mio grosso vocabolario, anche qualche volta per l'ortografia se sorgessero dei dubbi, eppure ho pubblicato libri.
    Bene, bene, vai avanti così. Ciao

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    1. Vedi, Vincenzo, mi considero, ormai, cittadino del mondo. le mie origini hanno un ramo slavo, mio padre ha antenati ucraini e uno romeno del sud, della parte di mia madre. Sono un mix interessante tra loro due, persone così diverse da chiedersi come hanno fatto a mettersi insieme. Vivo in Italia da 13 anni, sono filo-francese perché le mie ragazze vivono a Parigi, conosco l'Inglese e il Tedesco mi fa venir mal di testa:))) A, so bene anche Siciliano.
      Sono d'accordo con te. Scrivere è molto più impegnativo, anche al livello d'espressione.
      Mi hai incuriosito. Che libri hai pubblicato? Si trovano dove?

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    2. Finora due romanzi e un libro di poesie.
      *) "Martedì dopo l'autunno"
      Baku Editore, 2008
      ISBN 978-88-96198-01-8
      *) Francoforte sul Meno andata e ritorno
      Arduino Sacco Editore, 2011
      ISBN 978-88-6354-580-7
      *) Del libro di poesie ci dobbiamo rivolgere a Mariella, che ne ha una copia e ci ha anche scritto un post molto bello.
      Credo che Martedì sia solo trovabile in formato digitale, mentre di Frncoforte dovrebbero trovarsene ancora copie in circolazione.
      Avrai capito che sono un tantino casinista, come coi miei quadri, che ho lasciato in diverse gallerie qui in Germania mentre in Italia sono in case private, alcuni regalati dall'artista, forse quelli più belli.
      Ho pure un blog: basta digitare il mio nome e cognome. Non mi piacciono nomi di fantasia e ci metto sempre la faccia, costi quel che costi, a volte molto caro.
      Ciao, alla prossima.

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    3. Grazie. Alla prossima, faccia a faccia, ahahaha

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  12. Viva Gabrielle,
    la brava scrittrice e la grande poetessa! ;-))

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  13. Però non è giusto... il post di Gabrielle sta ricevendo tanti commenti e... i miei pochissimi! ;-((
    .
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    .
    .


    ^______*

    Scherzo naturalmente.
    Abbraccio.

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    1. Eh,caro, i tuoi sono acqua passata.
      Sai il fiume del web? Non prendi mai lo stesso pesce.....

      non so cosa volevo dire, sarà l'orario

      un abbraccione Antonio e ti ringrazio nuovamente ^___*

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  14. Ho sempre preferito Panettonia. Decisamente più digeribile di questo fumettone sbrindellato e allo smaccato servizio, soprattutto, di uno dei 3D più fasulli dell'intera Storia del Cinema. E te lo dico candiTamente.

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    1. Ahahahah.....Franco, mi piace di più il Pandoro, che ci posso fare? Il valore sta negli occhi di chi guarda e non nell'oggetto osservato e lo sappiamo. Ma qui, più che tessere lodi alla pellicola, mi sono servita abilmente per esprimere me e portare un messaggio. Ti ringrazio senza edulcoranti, la frutta mi piace fresh .

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