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sabato 28 novembre 2015

IL MIO RICORDO DI LUCA DE FILIPPO



Napoli, teatro Augusteo, dicembre di qualche anno fa. E’ mezzanotte, lo spettacolo è appena terminato e l’eco degli applausi ancora non si è spenta. Prima che la marea di gente ingorghi l’uscita, scivolo fuori dalla platea e mi dirigo sù, rapidamente, al primo piano dell’edificio, dove si trovano i camerini degli attori. Arrivo al pianerottolo e mi fermo. L’uscio è aperto, ma esito a varcarlo. Tendo l’orecchio: silenzio, nessun rumore, niente. Sto quasi per andarmene, quando fa capolino il custode e mi fa cenno di entrare – Si accomodi, gli attori si stanno rivestendo – Accolgo l’invito e avanzo nel corridoio, non vorrei andar via prima di aver salutato un vecchio e caro amico. A un tratto, attraverso lo spiraglio della porta di un camerino scorgo, riflessa nello specchio, l’inconfondibile sagoma di Luca De Filippo. Si sta struccando con calma, lentamente, secondo una “liturgia”, che ogni attore ripete uguale da sempre. Mi riconosce e sorride: - Che fai impalato lì, entra - mi dice- ed io non me lo faccio ripetere due volte. Nello stringergli la mano, gli faccio i complimenti. Sono complimenti schietti, sinceri, perché poco prima, sul palco, Luca ha offerto una prova encomiabile, recitando: “Napoli milionaria”, un’opera impegnativa, di grande spessore drammaturgico, nata cinquanta anni fa dalla penna  del padre, il grande Eduardo e diretta, nell'occasione, da Francesco Rosi, uno degli esponenti più autorevoli del neorealismo. 
La storia si svolge fra il ‘43 e il ‘45 a Napoli, una città stremata dalla fame e devastata dai bombardamenti. Il personaggio centrale è Gennaro Jovine, un onesto tranviere, dotato di buon senso, che però non è tenuto in gran conto dai propri familiari, sicchè il poveretto caduto prigioniero dei tedeschi, una volta tornato a casa, si troverà di fronte non solo le devastazioni materiali, ma anche quelle morali e civili, prodotte dalla guerra.
Col suo edificante messaggio, l'opera segna per Eduardo l’inizio della produzione di impegno etico e sociale e lo inserisce a pieno titolo fra i grandi autori del Novecento. 
Lo spettacolo è apparso ben congegnato, rispettoso del testo originale, pur senza cadere nel pedissequo. Abbastanza evidente il “taglio cinematografico”; infatti, al consueto sipario, si è preferito uno schermo con una gigantografia di Napoli ferita dai bombardamenti. Rigorosa pure la ricostruzione d’ambiente, che non cede a facili soluzioni oleografiche, ma sa creare sul palco la giusta atmosfera, tanto da coinvolgere lo spettatore e trascinarlo nel vivo della storia. Sapiente e ben dosata la miscela agrodolce, che unisce serio e faceto, drammatico e grottesco, in un alternarsi di situazioni assai gradite al pubblico. 
Luca, che ormai è attore maturo, dà vita a un personaggio variegato e complesso, dimostrando competenza, bravura e notevole coraggio. Non è facile ricoprire una parte che già fu di Eduardo. Lui lo fa magnificamente, con senso della misura ed anche in modo originale. E’ capace di divertire e commuovere, incuriosire e far riflettere, richiamando involontariamente, in virtù di una prodigiosa forza che è nel sangue, la figura paterna. 
Oltre ai tratti somatici, Luca ha ereditato moltissimo dal padre: i modi, le posture e persino le stesse cadenze sonore, sicché a volte lo spettatore è indotto a credere che non ci sia stata soluzione di continuità e sopra al palco, a incantare la platea, ci sia ancora lui: Eduardo.
Quanto tempo è passato dal suo primo debutto! Luca aveva otto anni, quando il padre gli fece interpretare Peppeniello nella commedia Miseria e nobiltà, piece scritta dal nonno, Eduardo Scarpetta. Da allora cominciò per lui la vita del palcoscenico, dapprima accanto al padre e poi in proprio, con la "Compagnia del teatro di Luca de Filippo". 
Diversi i film interpretati, quello più noto, "Sabato, domenica e lunedì", girato assieme a Sofia Loren.
Ieri un male terribile lo ha strappato alla famiglia, agli amici e alle scene.
Luca era un uomo schivo, pacato e modesto e non ha mai detto: "Sono un attore", ma "Faccio l'attore", consapevole forse del divario artistico esistente con suo padre; però era fiero di essere l’erede di terza generazione di una famiglia che ha fatto la storia del teatro italiano.

         Nigel Davemport

34 commenti:

  1. Splendido omaggio Nigel.. adoravo Luca.. era l'esatta idea del padre ad aleggiare sul palco ma con un carattere proprio e ben definito.. aveva contribuito a non far percepire l'assenza di Eduardo arricchendo di luce propria una recitazione che pesca in una tradizione immensa...
    sempre più spesso viene a mancare gente famosa.. ma di rado senti una stretta al cuore alla notizia.. ieri l'ho avuta. A testimonianza dell'affetto covato, della riconoscenza custodita, dell'ammirazione sempre riposta.. grazie Luca!

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    1. Ciao Franco,
      grazie sinceramente per questa tua testimonianza.
      Un abbraccio.

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  2. un bel tributo...
    come ho scritto anche da Mariella, è come se avessi perso una persona di famiglia, dopo Pino anche la sua morte rende Napoli ancora più sola :'((

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    1. Ciao Silvia,
      per noi partenopei, la scomparsa di Luca è ancora più pesante.
      Un caro saluto.

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  3. so caro guardiano che luca per te era un amico oltre che un maestro del teatro... e so che sei triste
    tvb e ti abbraccio tanto tanto
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Ciao Vale,
      sei molto cara, grazie.
      Un abbraccione.

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  4. Dispiace molto anche a me ;-(

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  5. Una magnifica dedica a un grande del teatro che abbiamo amato tutti....
    Grazie Guardiano per questo bell'articolo, che ho molto apprezzato
    Saluti a tutti,silvia

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    1. Ciao Silvia,
      grazie a te per la graditissima presenza.
      Cordialità,

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  6. Hai espresso un grande e soprattutto "sentito" omaggio al grande artista. Ne hai parlato con dolcezza e delicatezza, come si fa per le persone a cui si è legate da un sottile e schietto affetto.
    Credo anch'io caro Antonio, che dal padre oltre alla evidente somiglianza fisica, abbia ereditato la bravura artistica.
    Un caro saluto Antonio.
    Ciao.

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    1. Conoscevo Luca da tempo ed anche se non ci vedevamo molto spesso ci stimavamo; non so cosa trovasse lui in me, ma io avevo imparato ad apprezzare la sobrietà umana e l'impegno artistìco.
      Grazie per la presenza, un caro saluto anche a te.

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  7. Caro Antonio, hai saputo ricordare con estrema delicatezza e pudore un momento così intenso. Un incontro tra amici, tra amanti del teatro. Tra artisti eppur uomini. Vero, era un uomo molto schivo, come hai ben ricordato. Mai schiacciato dalla grandezza del padre, piuttosto onorato di poter continuare nel suo nome. Lo ricordo bambino, in una delle commedie in bianco e nero che trasmettevano alla televisione italiana quando essa era cultura e tradizione.
    Lo ricordo in "Natale in Casa Cupiello", una delle mie commedie preferite, forse la più amara, a mio parere, tra quelle scritte dal grande Eduardo. Interpretava Tomasino, il figlio di Luca Cupiello. L'ho adorato quanto ho adorato suo padre. E ieri sera ero immensamente triste. Grazie davvero per il meraviglioso ricordo che ci hai voluto regalare oggi.

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    1. Anche tu, Mariella cara, hai postato un ricordo molto toccante. Comunque, grazie di cuore perché con la tua presenza illumini questo modesto blog... e lo dico senza retorica.
      Un abbraccio.

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    2. Grazie Nigel. mi fa piacere che all'Angolo ci sia qualcuno che mi apprezzi. Un abbraccio.

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    3. Anche se non sono molto presente, ti apprezzo molto anch'io, cara Mariella.
      Baci ;-)

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    4. Giovy cara, grazie. Stavo scherzando eh ;)

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  8. Caro Guard. ti esprimo le mie più sincere condoglianze per la perdita di un cotanto amico che hai saputo ricordare con garbo e sobrietà. Ci mancherà.
    Un abbraccio

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    1. Ciao Cetty,
      grazie, apprezzo molto il pensiero.
      Un abbraccio anche a te.

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  9. Beato te che eri suo amico. Eh voi napoletani siete una grande famiglia. Uno dei miei amici storici era napoletano verace, aveva un cognome teutonico, anche se per addolcirlo avevano trasformato la cappa in ci (si chiama Cordiner). Con sua sorella abbiamo pazziato un po', senza strafare, sennò fregavo l'amicizia col fratello.
    Con lei sono stato in un teatro di Napoli a vedere appunto "Natale in casa Cupiello" con Eduardo. Immenso.
    Luca non l'ho mai visto e me ne dispiace moltissimo.
    Ci sarà magari un figlio suo a continuare la saga dei De Filippo, non so ma lo spero.

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    1. Ciao Vincenzo,
      ho avuto ed ho tuttora qualche amico nel mondo dello spettacolo, un mondo che - come sai - non è tutto rose e fiori, vi sono rivalità, doppiezze e un buon tasso d'ipocrisia; naturalmente ciò non vale per tutti. Fra i miei conoscenti/ amici c'era appunto Luca, una persona alquanto riservata, che mi onorava della sua fiducia.
      Grazie per la consueta attenzione e a presto!

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    2. @Vincenzo: nessuno dei quattro figli di Luca fa teatro. Notizia dolorosa.

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    3. Notizia veritiera, cara socia, ma scommettiamo che in prospettiva qualcuno di questi baldi giovani ci proverà... ;-)

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  10. Grazie per questo ricordo.
    Io l'ho visto l'ultima volta l'anno scorso in "sogno di una notte di mezza sbornia". Brillante e superbo come sempre.
    Da ieri il teatro napoletano è più "povero" senza Luca e piange uno dei suoi figli migliori.
    Buon vento Luca-
    Ciao guardiano....:(

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    1. Ciao My,
      innanzitutto bentornata all'Angolo.
      Immagino quanto quale rammarico possa provare per la scomparsa di un bravo e onesto artista, nostro concittadino.
      Grazie per la gradita presenza.
      Cordialità.

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  11. Caro Antonio, la notizia l'ho appresa dalla TV, sai sono addolorato perchè aveva ancora molto da dare al mondo, anch'io ne ho un bel ricordo, so che iniziò giovanissimo ed io ricordo quando alla domanda del padre; Te piace o presepe? Lui con un modo quasi scurnuso rispondeva; No nun me piace o presepe! di tutta la commedia questa era la frase che sempre ripetavamo scherzosi ogni volta che in parrocchia facevamo il Presepe.
    Cosa ci possiamo fare, mi sono detto; Forse lassù serviva un buon interprete Napoletano, là c'è San Pietro che ama la commedia Napoletana.
    Ti lascio un affettuoso saluto.

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    1. Caro Gaetano,
      la Famiglia Scarpetta / De Filippo ha onorato il teatro napoletano, italiano ed europeo.
      Luca sino alla settimana scorsa ha contribuito ad affermare ancor di più la fama di questa grande famiglia.
      Comunque, sperando di farti/vi cosa gradita, conto di pubblicare qualcosa su "Natale in casa Cupiello" prossimamente.
      Un abbraccio.

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  12. Immagino che il tuo cuore piange l'amico, non soltanto l'artista. Bello i tuo omaggio Nigel, questo modo di raccontare naturale e senza grandi parole.
    Ieri sera,scorgendo il notiziario, ho letto di questa scomparsa e .......ho pensato a te, sapendo che sei un grande ammiratore di Eduardo, suo padre, ma ignoravo che il figlio Luca fosse un amico.
    Mi manca sapere molto della cultura italiana, ma questo pezzo che conosco grazie a te è uno dei più belli e rappresentativi e ti ringrazio.
    Un abbraccio affettuoso.

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    1. Ciao Gabry,
      è perfettamente comprensibile che non conosca tutto il teatro italiano, ma volendo potresti rimediare, basta procurarsi dei dvd di Eduardo oppure connetterti a Youtube, e cercare le sue commedie. Spesso ci recitava anche Luca.
      Grazie per l'affettuoso intervento.
      Un abbraccio.

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  13. Un bellissimo ricordo, quando ho appreso la notizia ho pensato a te.
    Un abbraccio.

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    1. Ciao amico mio,
      innanzitutto bentornato all'Angolo e grazie per la sincera partecipazione.
      Ricambio affettuosamente l'abbraccio.

      P.S.
      Non mi crederai, ma in questi giorni pensavo proprio a te, mi domandavo come mai tu Mandrillo Veneto non facessi una capatina in questo territorio di conquiste...
      .
      .
      .
      ^___*

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    2. Chi si vede? Bentornato Mandry!

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  14. aver condiviso questi tuoi ricordi è il modo migliore per ricordare il suo talento e la sua grandezza: l'umiltà che lo faceva essere davvero un grande sulla scena e non solo. Buona Immacolata

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    1. Ciao amica,
      grazie per la partecipazione, ho apprezzato molto.
      Un cordialissimo saluto.

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