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- Non s'invecchia con l'avanzare dell'età, ma quando si smette di ridere -

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lunedì 11 gennaio 2016

L'UOMO BICENTENARIO - Riflessioni sul Film


Alcuni giorni fa, girovagando in rete, mi sono imbattuto in alcuni pareri critici su L’uomo Bicentenario (1999) il film di Chris Columbus, interpretato da Robin Williams, Sam Neill, Embeth Davidtz ed Oliver Platt, che la tv ha riproposto di recente.
La storia ormai è nota, ma gioverà ricordarla brevemente. A chi non ha visto ancora la pellicola ed intende vederla si consiglia di saltare il paragrafo che segue.
Tratto da un racconto di Asimov, L’Uomo bicentanario parla di Andrew, uno dei primi prototipi di androide, acquistato dalla famiglia Martin nel 2005, come aiutante nei lavori domestici. Nonostante l'iniziale diffidenza della signora Martin e l'ostilità della figlia, il robot, col tempo, viene accettato dalla famiglia, ed in particolare dalla figlia più piccola, Piccola Miss, con la quale l’androide stabilisce un legame molto stretto. Andrew dimostra ben presto di possedere emozioni e reazioni del tutto inaspettate per un automa e, soprattutto, di essere dotato di un singolare talento per l’intaglio del legno. Col paziente aiuto del signor Martin, acquisisce una crescente consapevolezza di sé, fino al punto in cui un giorno gli chiede di concedergli la libertà. Martin, che intanto si è affezionato a lui, gliela concede. Nel corso dei decenni successivi, grazie ad una serie di interventi migliorativi, l’androide diventa sempre più umano, interiormente ed esteriormente, e s’innamora di Porzia, nipote di Piccola Miss, alla quale somiglia in modo impressionante. Dopo di che, pur di essere riconosciuto ufficialmente come essere umano, giunge a rinunciare all'immortalità, prerogativa di tutti gli androidi. Tale riconoscimento gli viene accordato in punto di morte, all'età di 200 anni.
In verità, i commenti rilasciati sul film sono tutti molto positivi, alcuni addirittura entusiastici, soltanto qualcuno è di segno opposto. In uno, ad esempio, apparso su CulturaCattolica.it, a firma di Stefano Parenti, c’è scritto: “Se con le sequenze di corteggiamento fra Andrew e Porzia la tensione sentimentale del film aumenta, la ragionevolezza delle singole scene perde pian piano di intensità e significatività. Come può esservi un rapporto amoroso tra un robot ed un uomo? Come può esservi “vero amore”? Corrispondenza, certo, piacere reciproco, sicuro, ma interesse per l’altro, possibilità di risposta alle esigenze altrui, aiuto nella realizzazione di sé?” 
Ecco che, nell’ansia di rinvenire i limiti della pellicola, si dimentica che il Cinema consta di svariati generi, fra cui il “Fantastico”, che si definisce da solo e, specialmente nel caso in esame, ha senso non tanto per la vicenda in sé (il cosiddetto fatterello) quanto per ciò a cui allude. Infatti, nell’Uomo bicentenario, molto più della trama, contano le metafore e la forma. 
Qui, a fare la differenza estetica, sono due cavalli di razza: il regista, Chris Columbus, e Robin Williams, un attore superbo che, nonostante per metà film sia truccato da automa, offre una delle sue interpretazioni più intense ed apprezzate della propria carriera.
Un altro rilievo mosso all'opera proviene da Federico Sperindei che sul sito Terre di Confine scrive: "La vera ragione dell’anelito di Andrew ad essere riconosciuto come “uomo” si nasconde  in un bisogno di omologazione che sa molto di biopolitica e si fa tramite di un’ideologia discutibile, sfruttata dal regista per il compiacimento dello spettatore più maldestramente romantico. Lo stesso protagonista, con la sua battaglia ostinata in nome di una certificazione (il matrimonio) si fa complice di una morale troppo facile, quasi dimenticando di spostare la questione verso il suo fulcro autentico: non l’essere riconosciuto come umano, ma il vedersi conferiti gli stessi diritti riservati agli uomini, pur in una condizione di diversità naturale" In un passaggio successivo, lo stesso Sperindei afferma: “L’uomo che definisce se stesso mediante la propria mortalità diviene così uomo che si arroga sulle altre specie un’unica autentica superiorità, quella spirituale, identificando tragicamente la matrice dell’animo religioso non nell’amore (che anche l’Andrew senza fine poteva provare) ma nel premio della resurrezione” .
Per quanto interessante, quest’interpretazione sembra originata dalla tendenza, ormai molto diffusa, a fare della dietrologia e a misurare tutto in chiave ideologica.
In verità, nel film, nessuno ha rinvenuto contenuti o intenti strettamente dottrinali. Tutto appare dettato dall’amore fra i due personaggi principali. Parlare dunque di fini religiosi sembra alquanto azzardato. In nessun momento, la vicenda di Andrew dà l’impressione di voler approdare ad una conclusione fideistica. Dalla vicenda emerge chiaramente che la scelta dell’androide di voler essere riconosciuto come essere umano dipende unicamente dal desiderio di compiacere la compagna ed evitare che essa venga guardata dalla gente con morbosa curiosità, quella stessa fastidiosa morbosità di cui sono fatte oggetto oggigiorno le unioni gay o quelle miste. 
Anche l'estremo saluto di Porzia ad Andrew, quel "A fra poco" non presuppone necessariamente l'esistenza di una vita ultraterrena o di un eventuale Paradiso, ma allude a un legame così forte, da continuare anche dopo la morte.
Di segno diametralmente opposto è il citato articolo di Stefano Parenti, che nella sua disamina dice ancora: “L’idea che nel film la coppia sia felice è facilmente obiettabile con esempi umani dell’esperienza reale, ma anche all’interno della finzione cinematografica appare curioso ed estremamente indicativo uno scambio di battute tra i due: quando Porzia ammette che la sua vera felicità è morire”
Anche in questo passaggio sembra di ravvisare una forzatura interpretativa, perché la scelta di Porzia di non sottoporsi a cure o trattamenti tesi a prolungare la propria esistenza è dovuta al fatto che ella non vuole alterare l’ordine naturale delle cose, rispettando quindi il destino riservato a sé e ai propri simili. D’altra parte anche Andrew rinuncia alla propria eternità, perché capisce che l’unica circostanza che conferisce vera dignità all'essere umano è l’accettazione della propria mortalità.
Un altro rimprovero mosso all’Uomo bicentenario riguarda l’ostinata richiesta di Andrew di essere riconosciuto come appartenente al genere umano. Questo voler entrare in un film di  pura fantasia, per sezionarlo minuziosamente, scena per scena, fotogramma per fotogramma, è veramente incomprensibile. Non si capisce perché si vogliano cercare delle illogicità in una favola; cosa c’è di strano se, in un racconto immaginario, un androide estremamente evoluto desidera compiere un ulteriore passo e diventare uomo!
In un mondo nel quale molti uomini somigliano a degli automi (cinici, freddi e calcolatori) ben venga un robot che intende umanizzarsi, provare cioé gioia, amore, dolore, pietà e accettare così la condizione di una vita a termine, insegnandoci non solo a vivere, ma ad affrontare con coraggio e dignità l'epilogo del nostro percorso, ovvero l’idea della morte.

                   Nigel Davemport

37 commenti:

  1. Ogni favola è da sempre scritta e interpretata come un'allegoria della vita umana e, poichè il film 'è' una favola, i critici vi cercano , cercando d'interpretarle, le varie sfaccettature della morala umana.
    Ricordo vagamente il film, so che non mi aveva entusiasmata, ritenendolo troppo strappalacrime.
    Cristiana

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    1. Vedi, egregia Cristiana,
      ognuno è padrone di rapportarsi alla realtà nel modo che preferisce, ma nel momento in cui scopre che Babbo Natale non esiste, cosa gli rimane...?!
      Grazie della gentile visita ^__*

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    2. Scusa i pasticci sintattici, riesco a evitarli, a volte :)
      Così imparerò a rileggere più lentamente.
      Pensa che non riuscivo a capire quel tuo 'rapportarsi' perchè continuavo a leggere 'rattopparsi'.
      Gli rimane la realtà, a volte grigia e a volte splendente e amorevole.
      Cri

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    3. Ma, come testimonia per altro il nostro dotto e saggio amico Franco, spesso la realtà non basta, bisogna aggrapparsi ai sogni, pur sapendo che sono caduchi...

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  2. non l'ho visto ma lo vedrò perchè col tuo stupendo articolo me ne hai fatto innamorare;)
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Ciao Vale,
      fulminea e generosa come sempre.
      Un bacione ^__*

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  3. conosco tutti i film di R.Williams e, tutti avevano un senso profondo di umanità.QUesto film non ha alcuna pretesa di voler umanizzare ad ogni costo un Robot, quanto porre l'accento, secondo me, che l'amore sia un sentimento che travalica anche la meccanica...bella recezione, bel film e sopratutto non si parla di Zalone, grazie ;))

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    1. Lieto che condivida il mio interesse per Williams, un po' meno che non voglia sentir parlare di Zalone che, anche se fa dei film leggeri, merita.
      In un panorama che è pressoché deserto, ben venga la comicità di un artista dotato di spirito di osservazione e intelligenza.
      Buona giornata, amica
      .
      .
      .
      ^__*

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    2. non sono assolutamente contro Zalone che apprezzo in quanto maschera (ricordo che anche Totò si considerava maschera), perchè fa ridere molto e perchè vedrò sicuramente il film, ma made in Naples, con comodo, sul mio divano, che le file mi ammosciano.
      La mia asserzione stufata è che non si fa altro che parlare di lui, sempre con sta cosa di parteggiare a favore o contro. Intanto come dici, già il solo fatto di aver fatto guadagnare ad un indotto tanti soldi in pochi giorni, significa più film sperimentali ed intelletualoidi da poter sovvenzionare
      chiamale cotiche e poi tutto l'indotto che ci va a guadagnare. Ti consiglio pure il nuovo film di Verdone con Albanese, penso che nn raggiungerà i numeri stratosferici di Checco, ma sarà cmq un bel film dolce/amaro sui nostri costumi.
      ciaooooo

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    3. Amica, concittadina, angol(i)ana,
      io sono qui per lodare Checco, non per ammazzarlo... ALT! Ho fatto confusione, ricomincio da capo.
      Esimia S. puntata,
      sono lieto che anche tu apprezzi Zalone e che non ti perderai questa sua quarta creazione.
      Il fatto che in questi giorni non si parli che di lui è dovuto alle logiche mediatiche, per cui individuata una notizia, la si deve sfruttare sino allo spasimo.
      Tuttavia, mi permetto farti notare che vi sono certi personaggi del mondo dello spettacolo che fanno parlare di loro, in quanto "stanne sempe 'n'tridece" (= sono presenti dappertutto) e non si sa come ci riescono.
      Non faccio nomi, per non infierire troppo, ma alcuni hanno hanno occupato le varie ribalte e non si schiodano più!
      Poi dicono che vogliono fare largo ai giovani...
      .
      .
      .
      ^___*

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    4. dell'angolo sicuramente, angolana, non potrei, se non altro perchè pelle canta...
      quei personaggi, tengono una famiglia eh eh
      dicono, il fatto è che non si ingozzano mai.

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  4. Vidi questo film anni fa, e me ne innamorai, in quanto mi piacciono i film pregni d’amore e sentimento, come mi piace in particolare Robin William, uno dei miei attori preferiti.
    Per me l’amore può esistere in tutto ciò che i nostri occhi possono guardare e il cuore percepire.
    In questo film, non vedo un automa, ma un essere che ha voglia di amare ed essere amato. Chi può affermare con certezza assoluta che solo l’essere umano sia in grado di fare questo?
    E al giornalista che dice “Come può esservi un rapporto amoroso tra un robot ed un uomo? Come può esservi “vero amore”?“, risponderei che l’amore non è fatto solo di sfoghi carnali o di materialità, il VERO amore e fatto soprattutto di spirito, anima e sentimento.
    In questo film si racconta solo una favola, ma se lo riguardassi con gli occhi di oggi, v’intravedrei la “diversità”, quella che non tutti accettano perché pensano che un essere debba essere simile a loro in tutto e per tutto, e chi è nato con una qualche menomazione viene rigettato ed emarginato, e… addirittura ho letto ultimamente in un commento di un idiota… che non bisognerebbe mai farli nascere, ma ucciderli in tempo.
    Ma questa e un’altra faccenda.
    Per fortuna il mondo è bello perché è vario, altrimenti sai che monotonia… e mi piacerebbe che molti “automi” come quello interpretato dal grande Robin, vi abitassero, sicuramente ci sarebbe più amore.
    Una recensione molto accurata e umana, di cui ho gradito tantissimo il finale, che contiene una grande verità!
    Grazie Antonio, buona settimana :-)

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    1. Ciao Betty,
      innanzitutto grazie per la gradita visita e l'esaustivo e interessante commento.
      Nel redigere il mio (modesto) articolo ho tralasciato volutamente un riferimento alla diversità; ma proprio questo aspetto è presente dall'inizio alla fine del film ed è simboleggiato dalla figura del robot.
      La sua aspirazione ad essere considerato uomo non è meno legittima di tanti esseri umani che, penalizzati in qualche misura dalla sorte, aspirerebbero ad essere trattati con rispetto e dignità.
      Un cordialissimo saluto, amica mia!

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  5. Lo ho già visto, e mi è molto piaciuto, ne sono sicuro che se mi capita lo rivedrei molto volentieri, caro Guardiano.
    Ciao e buon pomeriggio ciao amico.
    Tomaso

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    1. Ciao Tom,
      lieto che abbia visto e gradito il film.
      Grazie per la gradita partecipazione.
      Un affettuoso abbraccio ^__*

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  6. Per me l'Uomo bicentenario è un capolavoro, ma il post è stato scopiazzato sicuramente da Internet ;-(

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    1. Va bene, lo ammetto, me l'hai dettato tu ;-d

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  7. Ciao Nigel non vedo il mio commento,comunque ti lascio il mio affettuoso saluto.

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  8. Ciao Cetty,
    mi spiace, ma non l'ho ricevuto.
    Se riuscissi a ricostruirlo te ne sarei grato.
    Buona serata a te, amica ^__*

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    1. caro Nigel, la tua recensione attenta, arguta ed articolata invita a vedere il film ,e non ultimo per il bravissimo protagonista che trasforma tutti i suoi film in opere d'arte.
      Complimenti per le tue capacità critiche.
      Un caro saluto

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    2. Ciao Cetty,
      ti ringrazio per la partecipazione e la stima.
      Un caro saluto e a presto!

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  9. Caro guardiano,nella tua seria recensione alla fine mi hai fatto ridere, ti dirò che il film l'ho visto due volte e che appena ho visto il post, mi sono messo in malinconia circa la tragica fine di un attore che ho sempre stimato sin da quando faceva l'extra terrestre(Morck)in un periodo della sua gioventù, in cui traspariva il suo impegno a divenire(a mio avviso)un grande attore che poi lo è stato davvero,ora tornando al film, a me piacevano le sfumature di umano che la pellicola più volte mette in risalto, di come lui era sensibile nei confronti della famiglia a cui si sentiva appartenere anche se aveva una sua autonomia( anche economica), il mio divertimento c'è stato quando hai affermato che l'androide vuole diventare umano in un mondo in cui molti (diciamo)umani somigliano a degli automi, ed io affermo che molti vorrebbero vivere per sempre, mentre in un'altro punto della tua recensione, affermi una cosa bella,;L'unica circostanza che conferisce vera dignità all'essere umano, è l'accettazione della propria mortalità!
    Ed io dico, ad un certo punto un essere umano si dovrebbe pur togliere dalle balle per non essere di fastidio come fanno molte persone! E non voglio far nomi, io dico che il buon Dio proprio per questo ci ha fatti variegati(e non avariati)se Lui voleva ci faceva con lo stampino e magari con la stessa memoria(sai quant'eravamo belli?)
    Con affetto ti saluto ed affettuosamente saluto la Giovy che ti ha fatto copiare.

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    1. Amico mio carissimo,
      a quanto pare mpolti dei miei lettori hanno visto l'Uomo bicentenario e questo mi rende felice; è confortante poter dialogare con persone che sanno di cosa parlo.
      Capisco che alla fine della lettura abbia potuto sorridere, perché effettivamente al mondo c'è gente che fa di tutto per disumanizzarsi e di esempi da proporre ne avrei a profusione, ma meglio glissare e sorridere insieme.
      Grazie per l'affettuosa ed ammirevole partecipazione.
      Un abbraccio e a presto!

      ps
      Naturalmente, Giovy ringrazia per i complimenti e ricambia i saluti
      .
      .
      .
      ^___*

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    2. Caro Gaetano,
      io non voglio infierire troppo, ma sono io che spesso detto gli articoli al Guardiano.
      Buona serata ;-)

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  10. Non ho mai visto il film. Dovrò correre ai ripari.
    Sarà che per me Robin Williams era una stella luminosa e oggi è morta un'altra grandissima stella del panorama musicale David Bowie, mi sento di accomunarli in un destino grandioso e una morte che repentinamente ce li ha portati via.
    Buona serata a tutti gli amici dell'Angolo.

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    1. Ciao Mari,
      se ti riesce, cerca di vederlo questo film. Conoscendoti un po', posso sbilanciarmi, aggiungendo che non te ne pentirai.
      Per Bowie, sembrerà strano e forse persino impossibile, ma sino a stamattina non sapevo chi fosse, avevo ascoltato sicuramente dei pezzi gradevoli, ma non sapevo che fossero suoi.
      Nella vita, a volte, bisogna fare delle scelte ed io ho scelto di trascurare la musica rock, per dedicarmi ad altro.
      Grazie per l'immancabile presenza.
      Un abbraccio ^__*

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    2. Lo vedrò sicuramente. A proposito di Bowie, tu non lo conoscevi prima di ieri ma come vedi quanto conosci tu che noi altri ignoriamo nel modo più assoluto. Che bella l'ignoranza ci da la possibilità di non smettere mai di imparare. Buona serata amico mio.

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    3. > quanto conosci tu

      Di sicuro conosco te e sei una vera amica ^__*

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    4. Dai, sono solo qualcuno a cui dare una pacca sulle spalle ogni tanto;)

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  11. L'ho visto, mi è moderatamente piaciuto (cioè non sono andato in delirio come certi che appena scrivi qualcosa iniziando dalla seconda pagina, si disciolgono in gridolini di piacere)ma non mi sono posto quesiti di altissima filosofia, ben sapendo che un film è come un romanzo: il produttore -come l'editore- lo produce come l'altro lo edita solamante per guadagnarci dei soldi.
    Comunque una bella idea riproporlo adesso in questi tempi di morta fede e di Zalone trionfante, come anche La nostra cara trecciolona S. ha notato.
    Sì sì lo so: Zalone è fondamentale come o festivalle che comincia tra un po'. Zalone come comico non ha rivali....cioè, scusate, rettifico....Zalone è l'unico che può competere con Matteo Renzi.
    Così va meglio. Diamo a Cesare qual che è di Cesare.

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    1. Ciao Vincenzo,
      sono contento che abbia visto l'Uomo bicentenario.
      Non ho capito se Zalone ti piace veramente (spero di sì) ma ti ringrazio per la gentile partecipazione ^__*
      Buona serata

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  12. Bellissima e profondissima recensione, Guardiano! Ti abbraccio.

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    1. Ciao Silvana
      felice e lusingato per le tue parole.(Lo dico senza retorica)
      Un abbraccio anche a te.

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  13. Ciao Nigel. Come un benmeritato dessert sfizioso, ho aspettato di aver tutto il tempo per degustare il tuo articolo.
    Siamo simili ed empatici nel nostro modo di pensare. Mi piace leggerti anche per questo motivo, tu dai voce ai miei pensieri con tutte le sfumature.
    Già, perché si devono mettere sotto giudizio le favole. Sono come una vivisezione tutti quei commenti inutili. A chi importa tutto il resto quando l'unico messaggio che il film vuole passare è la bellezza dell'amore.
    La metafora, come sai sottolineare meravigliosamente, contempla la scelta che ogni essere umano fa, tra l'amore e l'assenza di amore.
    Questa è una delle storie più affascinanti in assoluto e Robin Williams un attore strepitoso.
    Grazie, un abbraccio.

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    1. Ciao Gabry
      ecco un commento più bello e interessante dell'articolo!
      Devo dire che riesci a leggere fra le righe dei miei post e a cogliere contenuti inespressi, che comunque fanno parte dei miei pensieri.
      Grazie per l'attenta analisi.
      Un abbraccio ^__*

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