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domenica 17 gennaio 2016

"QUO VADO?" A vedere Zalone



Un fuoco pirotecnico, una girandola di gag e un’esplosione di risate, questo è Quo Vado?, il film campione d’incassi, di cui tanto si parla in questi giorni. 
Zalone (al secolo, Luca Medici) non è una novità per chi lo segue sin dagli inizi: esordì nel cinema otto anni fa, con Cado dalle nubi, cui seguirono: Che bella giornata (2011); e Sole a catinelle (2013) pellicole che subito rivelarono una comicità inedita, arguta e spumeggiante.
Per chi invece lo scopre oggi è una lieta sorpresa, giacché i recenti “cinepanettoni” hanno esaurito la loro già fiacca comicità e, tranne qualche rara eccezione (Verdone, Bisio, Siani) è da parecchio che il nostro cinema comico sta in crisi.
Zalone invece è capace di andare al di là del tiepido umorismo delle solite pellicole, infarcite tutte della stessa solfa: equivoci, tradimenti, voyerismo e scambi d’identità. 
Con lui siamo su un altro pianeta, la sua è una comicità fresca, illuminata, persino un po’ demenziale, ma comunque esilarante. Dietro l’apparente leggerezza, le  sue opere celano una certa “profondità” e stigmatizzano mali endemici della società: corruzione, supponenza, arroganza, razzismo, furberia, etc. Seppure li addita con mordace malizia, non mostra  mai odio o risentimento verso i titolari di tali difetti, piuttosto li canzona, attraverso la battuta dissacratoria e lo sberleffo. 
A differenza dei personaggi cecoviani, quelli zaloniani non sono ripiegati su loro stessi, succubi del potere ed incapaci di reagire, tutt'altro, posseggono una singolare energia che proviene da una certa grossolanità ed incoscienza. A differenza di Fantozzi, Zalone non presenta soltanto difetti, ma anche delle insospettabili virtù. Il protagonista di Quo vado?, ad esempio, sradicato dalla sua piccola realtà provinciale e trapiantato in un paese scandinavo, è capace di confrontarsi con la cultura locale e condividerne i principi; non solo ne rispetta le usanze, ma arriva ad accettare persino una famiglia allargata.
Non tutti però apprezzano le opere dell'artista pugliese, c’è anche chi le snobba o le detesta. Quo vado?, ad esempio, è stato osannato dalla maggioranza del pubblico, ma ha subito pure delle stroncature senza appello.
Qualcuno si è preso la briga d’invitare la gente ad ignorarlo; un’iniziativa veramente singolare ed inspiegabile, per cui viene spontaneo domandarsi: “Cosa c’è nel film che disturba tanto?” Probabilmente, le gag sugli spermiogrammi, che molti - compreso il sottoscritto - hanno trovato di cattivo gusto. Ma non si può bollare un film per un paio di sequenze inopportune.
Bisogna dire che Medici è un autore politicamente scorretto, con le sue gag punzecchia, provoca, scudiscia, segnalando gli eccessi, il malcostume e gli scandali, quelli che le cronache riportano ogni giorno e fanno indignare le persone oneste.
Ma Checco non è un moralista, né un cupo fustigatore di costumi, piuttosto un arguto autore satirico, che sa ridere innanzitutto di se stesso.
La sua ironia è immediata, precisa e va subito a segno, per questo diverte e a volte fa anche un po’ male. Così, qualcuno finisce per riconoscersi nell'indolente impiegato di Quo vado?, un individuo ossessionato dal posto fisso, al punto da affrontare trasferte e disagi pazzeschi, pur di non rinunziarvi.
Zalone/Medici è un artista istintivo, non fa sconti a nessuno. La materia dei suoi film è incentrata sull’attualità, mentre la sua comicità nasce non solo dall’attenta osservazione della realtà, ma anche dalla perfetta assimilazione di quel sentimento del contrario tanto caro a Pirandello. Di qui, il largo uso dell’iperbole e del paradosso, che generano la risata spontanea e liberatoria. In Quo vado?, ad esempio, l'uso dei contrasti netti ed eclatanti è riscontrabile nelle scene che contrappongono l’algido “aplomb” norvegese alla chiassosa esuberanza mediterranea. Ciò dimostra appunto che Zalone è un artista dentro il suo tempo, dotato della capacità di denunciare, amplificandole ad arte, le nostre contraddizioni.
Un altro motivo per vedere Quo vado? è la presenza nel cast, oltre a quella del regista Nunziante, di nomi di notevole levatura: Lino Banfi, Maurizio Micheli, Eleonora Giovanardi e Sonia Bergamasco. Quest’ultima, anche in virtù dei suoi trascorsi teatrali, ha fornito una prova encomiabile, dando vita ad un personaggio complesso, dalle varie sfaccettature, che ha richiesto l'adozione di differenti registri espressivi.

                    Nigel Davemport


38 commenti:

  1. Caro Guardiano, mi fa piacere vedere che parli di questo film che sta abbattendo ogni record, io spero solo che mi capito l'occasione di poterlo vedere, perché ne sono sicuro che farò delle belle risate che mi faranno bene!
    Ciao e buona serata caro amico.
    Tomaso

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    1. Ciao Tom,
      appena puoi, cerca di vedere questo film, conoscendoti un poco, so che non te ne pentirai.
      Grazie per la visita.
      Un abbraccio.

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  2. Caro Guardiano, ho letto con molto interesse ciò che hai scritto,e come sempre scrivi Super Partes,o diciamo(alla Zalone) Obiettivo a mente, o se volendo con chiarore o chiretta o chiarezza! inzomma la comichezza sua mi piace, ma al mondo ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre gli invidianti gli invidiosi e gli invidiati, inzomma è un mondo di residui organici(salvando tutti i lettori dell'Angolo) poi c'è da dire che se qualcuno si è sentito punzecchiare dal contenuto del film, è probabilmente per la sua coda impagliata(si dice così?) Ma io non so nella vita Quo vado o Quo vengo, basta che mi fanno ridere il resto non conta, per questo passo all'Angolo, cioè per l'Angolo, per tentare di far ridere anch'io, che altro dire? Ma che siete unici!
    Un saluto a tutti, specie alla Giovy che stà cercando in rete dove l'hai copiato il tuo scritto.
    P.S. Ma Pinuzzo non passa per l'Angola? A ma lì ci sono i Cannibali!

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    1. Ciao Gaetano,
      se non altro, Zalone rappresenta una ventata di nuovo, in un panorama asfittico.
      Spero che ieri sera non ti sarai perso "Sole a catinelle"; lo ha passato Mediaset su Canale 5.
      Grazie per la simpatica e affettuosa presenza.
      Un abbraccio, amico mio ^__*

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  3. A questa recensione ci si può solo inchinare.
    Come saprai mi è piaciuto molto, l'ho guardato senza preconcetti e mi sono divertita. L'ho trovato ironico e amaro a tratti davvero desolante nella misura in cui Luca Medici prendeva le esatte misure di tanti di noi. E magari questo avrà pure innervosito qualcuno.
    Buona serata a te Antonio e a tutti gli amici dell'Angolo.

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    1. Cara Mari,
      è proprio il caso di esclamare: finalmente d'accordo!
      Ma, essendo corregionali, è normale avere una certa sensibilità umoristica in comune.
      Un caro saluto.

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  4. Premetto che Checco Zalone è uno tra gli attori comici che più preferisco (non ne sono molti sulla mia lista :-))
    Ho visto tutti i suoi film, e spero di vedere anche quest’ultimo.
    La tua impressionante e accuratissima recensione Antonio, mi è piaciuta molto e mi ha incuriosita, quindi spero di vedere presto questo film.
    Le critiche esistono da che mondo è mondo, e l’invidia pure… un’erba che cresce ovunque e in gran fretta.
    Buona serata Antonio, un caro saluto :-)

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    1. Buongiorno Betty,
      quel che ho scritto per Mari, vale anche per te; avendo entrambi radici meridionali condividiamo il gusto per un certo tipo di ilarità, fermo restando che Zalone è un artista arguto e poliedrico, che merita veramente.
      Un caro saluto anche a te.

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  5. ho visto il film e mi è piacuto moltissimo ma il tuo straordinario e approfondito articolo caro guardiano mi ha chiarito il perché
    tvb ;)*
    ciauuu
    esmeralda (la brutta di notre dame)

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    1. Ciao Vale,
      lieto di aver fatto un po' di luce sul perché ti piace Zalone, anche se - dato il tuo spiccato acume - dubito che avessi bisogno di chiarimenti.
      Un bacione e a presto!

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  6. Caro Guardiano, concordo con te. Provo nella mia ignoranza a spiegarmi... Checco é in gamba e in questo film riesce a far venire un miscuglio di sensazioni. Arrabbiatura per la situazione attuale italiana, prendendola in giro, per poi arrivare al lieto fine dove ciò che vorremmo accadesse accade...

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    1. Mia cara amica,
      mi spiace leggere certe parole, perché ti assicuro che la tua ignoranza non arriva alla mia... cioé volevo dire che la tua cultura è davvero ragguardevole, dunque non devi buttarti giù.
      Non fa niente se qualche volta sei ricorsa a me per farti spiegare un cartoon di Tom e Jerry. Sono cose che succedono e tu, a mio avviso, rimani una persona intelligente e gamba.
      A proposito, stai frequentando le serali, sei passata in seconda elementare?
      Un caro saluto.
      .
      .
      .
      .
      .
      .

      Ho capito benissimo quel che volevi dire. Baci.
      ^___*

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    2. Caro Guardiano, la mia ignoranza è mia e me ne vanto, solo perché non ho ancora superato la seconda elementare non c'è bisogno di prendermi in giro...LOL

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    3. Se ti sei offesa, ti chiedo sinceramente scusa, ma non credevo che riuscissi a cogliere l'ironia...
      .
      .
      .
      .
      .

      ^________*

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    4. Non c'è bisogno di mostrare sempre il mio non capire le parole come 'ironia'... fino ad ora nel corso che sto frequentando non siamo arrivati ai verbi!

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    5. Secondo me, non sei arrivata da nessuna parte, non sai manco dove sta la scuola!
      P.S.
      Ma non è mai troppo tardi
      .
      .
      .
      ^____*

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  7. Confermo: il film è molto divertente.
    Per quanto riguarda la recensione non voglio sbilanciarmi, potrebbe spuntare il vero autore e reclamare i suoi sacrosanti diritti.
    Ciao a tutti ;-)

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    1. Ciao Giovy,(mi fai sempre ridere)se spunta il vero autore cosa pretenderebbe i diritti o i rovesci?
      Un saluto.

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    2. Hai visto, Gaetano caro, che affronti
      devo sopportare... ;-(

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  8. ...non è il genere che preferisco, anche se ammetto, che abbiamo veramente bisogno di allegria!
    Saluti a tutti,silvia

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    1. Ciao Silvia,
      come ben sai: "de gustibus non disputandum est" dunque nessun problema ^__*
      Grazie per la cortese visita e buona giornata.

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  9. Caro Antonio ineccepibile come semprela tua recensione....però
    io ho visto il film e pur ritrovandovi tutti i difetti di una "Italianetta" troppo provinciale ,alla fine sono uscita dal cinema con una certa delusione forse per l'eccessiva pubblicità e l'imbarazzante coda al botteghino e l'ho giudicato "senza pregio e senza dolo" come si suol dire.
    Con ciò non voglio demolire il film ,ma avendo visto tutti i suoi precedenti le mie aspettative erano altre.
    Un caro saluto

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    1. Ciao Cetty,
      io credo che a volte troppa pubblicità intorno ad un evento sia controproducente. Anch'io non mi dispongo bene di fronte a certi eccessi, però rimane il fatto che (per me) Zalone rappresenta una ventata d'inedita comicità.
      Un caro saluto anche a te, nobile amica.

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  10. Insomma, Guardiano, sono confusa: ma 'sto film è da vedere o no? Ah! Ottimo, come sempre, lo stile della recensione!

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    1. Ciao Silvana,
      innanzitutto grazie della gentile visita; per quanto riguarda il film, mi pare non ci siano dubbi: è da vedere.
      Un cordialissimo saluto ^__*

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  11. Una recensione nel tuo inconfondibile stile Nigel. Mi piace Zalone, è uno dei pochi comici che riesce a farmi ridere di gusto. Così come ben fai notare, Zalone non giudica, ma ci ride sopra le debolezze e i peccatucci del uomo moderno.
    Non ho visionato il film ancora. Lo vedrò online.
    Un abbraccio.

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    1. Ciao Gabry,
      lieto che condivida il mio entusiasmo.
      Quando avrai visto il film, comunicami il tuo parere, ci tengo.
      Abbraccio ^__*

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  12. Ciao a tutti amici, passo per salutarvi e spero di tornare a scrivere presto sul blog.

    Un abbraccio :)

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    1. Questa è una gran bella notizia, amico mio.
      Intanto, bentornato all'Angolo! ^__*

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  13. Non sono in grado di commentare, non ho visto il film e non lo vedrò fino a quando comparirà in TV.
    Zalone mi è sempre piaciuto e trovo che la sua comicità si discosti da quella cui siamo abituati da anni.
    Aspetto la tua recensione sul film di Vincenzo Salemma, e il tuo giudizio sulla D'Aquino di cui non riesco a capire il successo.
    Probabilmente sbaglio io, ma tutto ciò che è forzato e 'smorfiato' e caricato e gridato mi da fastidio.perchè mi sembra che offenda gli interpreti napoletani, Eduardo e Troisi, per dirne solo due.
    Cristiana

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    1. Ciao Cri,
      innanzitutto grazie della visita e del gentile commento.
      Sono lieto che condivida il mio apprezzamento per Zalone, è l'unica vera novità in campo comico, se si eccettui Siani che si sta affacciando "timidamente" all'orizzonte, ma che comunque ancora non può reggere il confronto.
      Sono d'accordo con te, quando parli di prodotti enfatizzati, infatti questa è una delle ragioni per cui difficilmente scriverò una recensione su Salemme & Compagni, sarebbe solo una perdita di tempo ed un'ulteriore contributo alla già rumorosa ( e fastidiosa) grancassa promozionale.
      Un caro saluto ^__*

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  14. Ci vado...non ci vado...lo vedo...non lo vedo...da un po' di tempo la commedia all'italiana mi sta sul gozzo (non è un refuso, volevo dire proprio gozzo), pertanto non so cosa farò...
    Magari ci vado
    magari resto a casa
    chi lo sa.

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    1. Ti sta sul gozzo, perché quella recente (tranne qualche eccezione) è riscaldata e insipida, non ha nulla della verve di Risi, Steno, Comencini, De Sica (padre), etc.
      Io direi di andare e poi mi/ci fai sapere.
      Buona serata.

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    2. Enzo, non dirlo a nessuno, ma il Guardiano fa tanta pubblicità a "Quo vado?" per interesse, la produzione gli corrisponde un tanto a spettatore.

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    3. Dimmi quanto che famo a mezzo. Glieli rimedio io gli spettatori.

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    4. Enzo, non darle retta; io non guadagno a percentuale, ma ho sottoscritto un contratto a prezzo chiuso.

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  15. io l'ho visto, e non mi sento affatto una cittadina media, nell'ammettere che mi è piaciuto
    o forse lo sono, e non me ne frega molto di ammetterlo

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    1. Io invece sono un cittadino bassissimo, ma ho un altissimo senso critico.
      Grazie, delle gentile visita.
      .
      .
      .
      ^___*

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