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mercoledì 6 aprile 2016

IO VESTO DI NERO



Io vesto di nero. Ho la camicia, la giacca, le scarpe ed i calzoni neri. A volte, d’inverno, per ripararmi dal gelido soffio del grecale, metto una morbida sciarpa intorno al collo. Tutta nera. 
Qualcuno dice che voglio fare il dark, ma io non seguo la moda e, a dir la verità, neppure la conosco. Ignoro le tendenze del momento, non per spocchia, sia chiaro, ma solo perché mi manca il tempo di aggiornarmi.
Io vesto di nero e la mattina, recandomi in ufficio, i colleghi, con un sorriso dipinto sulla faccia, fisso, bloccato come il ghigno sardonico d’un pupo siciliano, levano il braccio in alto e aprono il palmo della mano in segno di saluto:- A noi!  
Prima lo mormoravano il saluto, adesso, col passare del tempo, la loro voce è diventata forte, tanto forte, da riecheggiare lungo i corridoi, sino all’ufficio del nostro direttore - Salute, camerata! – gridano, appena metto piede nella stanza. Dicono che ho nostalgia del passato. Ho voglia di ripetere che non nutro simpatie per la “Destra”, ma loro se ne infischiano altamente. Eppure, vi assicuro che detesto i tiranni, così come non credo che il Centro e la “Sinistra” possano fare realmente gli interessi del popolo. Detto in altre parole, non ho alcuna fiducia nella politica.
In principio, di fronte agli sfottò dei miei colleghi, prendevo la cosa allegramente e sorridevo anch’io. Adesso, invece, il fatto è diventato continuo, persistente e comincia a stancarmi. Anzi, ad essere sincero, mi ha stancato da un pezzo. Come dice quel detto: “lo scherzo è bello quando dura poco”. 
Io vesto di nero e qualche volta, per strada, la gente mi segna a dito, storce la bocca, si tocca la patta delle brache, oppure fa le corna, come se avesse visto un menagramo. Non ho mai creduto al malocchio, è una superstizione, una fisima insulsa, una convinzione senza alcun fondamento. Comunque, giusto per mettere i puntini sulle "ì" giuro che i miei conoscenti godono tutti ottima salute.
Capita pure che qualcuno, pensando che stia a lutto, si avvicina  e con una faccia seria, contrita e addolorata mi dia le condoglianze. Sono casi sporadici, intendiamoci, equivoci di gente che mi conosce appena ed io non mi prendo nemmeno la briga di spiegare che si sbagliano e che l’ultima perdita di una persona cara risale a quindici anni fa.
Io vesto di nero e ci sono taluni che, pur frequentandomi da tempo e che si definiscono miei amici, quando m’incontrano, esclamano - Sei triste, deprimente con questa tinta addosso - E potete scommetterci che pagherebbero una cifra per vedermi abbigliato in altro modo. Io proprio non riesco a capire perché pensano questo. Sono gioviale, aperto, allegro di carattere. Conosco almeno venti barzellette e rido di gusto ai film di Totò, senza contare che spesso, al mattino, mentre mi rado, canto. E ho una voce intonata.
Io vesto di nero, ma non faccio il becchino, sia detto pure con buona pace di chi svolge questo mestiere e si guadagna il pane onestamente. Eppure c’è qualcuno che mi ha affibbiato questo soprannome: “Beccamorto”.
Una volta, alle poste, un tizio col quale ebbi un diverbio per un motivo futile, forse di precedenza, mi apostrofò, dicendo – Lei ha un’anima nera! – Io non ebbi la prontezza di ribattere e dirgli il fatto suo. Non sono un parolaio, inoltre detesto le baruffe, ma dentro di me ci rimasi male, molto male. Io, "un’anima nera"! Io che scrivo versi, che m’incanto al verso dell’usignolo e penso che la musica sia la voce del Cielo. Queste sono cose da non credere!  
Io vesto di nero e la settimana scorsa accadde un fatto nuovo e, per certi versi, scioccante: stetti in tv, partecipai ad una di quelle trasmissioni salottiere, dove si discute seriamente e si chiarisce tutto. C’erano parecchi invitati, divi, studiosi e pure un sacerdote, ma si capiva subito che l’ospite di riguardo ero io perché tutti gli occhi erano puntati su di me. Nel presentarmi al pubblico, il conduttore fece il mio nome e disse – Ecco a voi l’uomo nero - Poi, dato che è una persona a modo, si corresse - Pardon... l’uomo in nero –  E m’invitò a parlare. Io ero frastornato, oltre all’imbarazzo di trovarmi in pubblico, ero abbagliato dalla luce dei fari e non sapevo proprio da dove cominciare il mio discorso. Così, mi rifugiai nelle solite inezie: dissi che ho un diploma commerciale e faccio l’impiegato in una ditta, sono felicemente sposato e ho due figli, un maschio di dodici anni e una figlia di dieci, bravi ragazzi, pure se un po’ vivaci. E aggiunsi che non capivo perché quella sera mi avessero invitato. Il conduttore sorrise, sollevò il sopracciglio e assunse un’aria sorniona. Al che il pubblico presente nello studio si profuse in uno scrosciante applauso. Per me fu come un’iniezione di entusiasmo, una cosa eccitante, che mi diede fiducia. Tuttavia, ebbi un sussulto quando intervenne il prete e con un lungo giro di parole, pur ammettendo di non avermi mai visto, mi dipinse come una persona negativa, una sorta di angelo del male. Per rispetto, non replicai nulla, ma avrei voluto dirgli che mi sembrava strana quella sua affermazione, molto strana. Come si fa a giudicare ciò che non si conosce! Io, ad esempio, non sono credente, ma ho il massimo rispetto per la fede.
Poi la parola passò a un signore elegante, autorevole, un grosso nome della psichiatria, che tratteggiò il mio profilo comportamentale. Mi squadrò a lungo e con termini tecnici, (molti dei quali del tutto incomprensibili) svelò cose di me che nemmeno io conoscevo. Così ho scoperto che, nel profondo dell’essere, odio mio padre ed ho manie omicide incoffessate!
Sono diversi giorni che rimugino su questa diagnosi e non sono sereno, devo ammetterlo. Mio padre ha compiuto ieri ottant’anni e proprio non mi capacito di provare per lui tutto l’astio che dicono. Vado a trovarlo ogni sabato e gli porto del tabacco aromatico da pipa, che lui gradisce molto. Poiché è taciturno di carattere, per mostrarmi la sua gratitudine, mi dà un bacio sulla fronte, fa un paio di boccate e poi si appisola sulla sua poltrona preferita. Io sto a guardarlo mentre lui riposa e resto là l’intero pomeriggio a ricordare le nostre domeniche al parco, quando lui m’insegnava a giocare a pallone e gareggiava con me nella corsa. 
Insomma, sino a otto giorni fa, avrei giurato d’amarlo quel vecchietto. Ma per fortuna c’è chi la sa lunga sull’indole umana e mi ha spiegato chi sono veramente. A questo punto, disdico la crociera alle Seicelles con la famiglia e annullo tutto.  Fai che all’improvviso mi prenda l’impulso di commettere qualche sciocchezza!
Io vesto di nero. Mi piace tanto il nero. Ma comincio a credere che sarebbe il caso di cambiare colore. 

           Nigel Davemport


[Tutti i diritti riservati]              

31 commenti:

  1. Nigel ti adoro!
    Ti basta?
    Buona giornataaaaaa...

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  2. Tu vesti di nero perché sei un furbacchione della madonna. In qualche pubblicazione di moda femminile hai letto che il nero snellisce e tu ti illudi di affogare la tua panza nella negritudine dei tuoi vestiti, povero scioccolone: avrai una panza nera, un sottogorgio nero e fermo lì. Altri sono i metodi per buttar via grasso e trippe, amico mio.
    Tu vesti di nero perché tanti grattandosi si tengano lontani da te.
    Tu vesti di nero per attirare l'attenzione, come nel caso che citi della trasmissione in TV. Chi si sarebbe mai sognato di invitarti se tu avessi indossato sul tuo trippone un gaio completo di un colore più mttutino e brillante? Te lo sei certamente chiesto, ma te lo dico io: nessuno.

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  3. tu non vesti di nero ma sei un grande scrittore
    anch'io ti adoro
    kiss ;)*
    ciauuu
    esmeralda

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  4. Ti confesso una cosa caro Guardiano… anch’io vesto di nero, in ogni stagione…
    Trovo sia il colore che più adoro nel vestire… ha tanti pregi che altri colori non hanno.
    E poi… anche questo tuo testo è meravigliosamente nero per me… elegante, moderato, misterioso, garbato, riservato, emozionante, e carico di sentimento.
    Un caro saluto

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  5. Caro Nigel a volte basta poco per attirare involontariamente l'attenzione,per diventare l'oggetto del frullatore mediatico,ed ecco che professoroni con tanti titoli accademici sono pronti a studiarti ed a riversare su di te ciò che da anni hanno letto e che finalmente possono "vomitarlo" addosso a qualcuno.......
    infatti c'è sempre un probabile assassino ,un parricida un serial killer che si nasconde ......
    sicuramente non è quella persona perchè purtroppo gli assassini agiscono indisturbati e nessuno è stato mai capace di prevenire i loro gesti....
    Il tuo scritto che ho molto apprezzato e letto con piacere mi ricorda La Patente di Pirandello ,ma la considerazione che ho fatto è che purtroppo ciò che hai sapientemente scritto si riscontra molto spesso nella nostra quotidianità.
    Bravo sei tornato alla grande.

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  6. Cari Guardiano, spesso si dici che il nero è il colore del lutto, mi per me il nero è una cosa veramente raffinata e distingue i veri signori.
    Poi con molta provabilità dentro di loro sono coloratissimi!!!
    Ciao e buona per tutti/e.
    Tomaso

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  7. Sempre elegantissimo il nero....lo adoro!
    Un caro saluto a tutti,silvia

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  8. Sul brano non mi pronunzio, tanto più che l'avrai scopiazzato dal web, come al solito. Però devo riconoscere che hai degli amici leali e affezionati che ti seguono e ti sostengono.
    Anche se i commenti non sono molti, sii ugualmente soddisfatto!

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    1. Chi non vuole esserci non c’è nemmeno se ti ci siedi accanto.
      Chi c’è, c’è anche quando credi che non ci sia.

      (Massimo Bisotti)
      .
      .
      .
      (✿◠‿◠)

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    2. Un bacione, Betty, sei straordinaria ;-)

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  9. Caro Nigel sei unico, Vincenzo ha detto delle belle cose circa il nero, io penso che hai scritto na commedia lalla Felice Sotterra! O un'altro personaggio anche con tutti quegli strani amuleti, ma pensavo a quei due attori che nel film Man in Black, facevano perdere la memoria alla gente,(misa che i nostri politici ci Sparafleschiano davvero.)
    Poi se dicevi di portare la camicia Nera ed i pantaloni alla "Zuava" allora potevo pensare che eri nostalgico, ma io come il caro Gaber, mi chiedo; Cos'è la Destra, o la Sinistra? Se non due mani che sanno essere più leste dell'occhio, insomma ogni argomento che sai trattare, c'è sempre tanto da dire, sei unico!!!
    Un abbraccio a tutti e tutte.

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  10. ALL'ATTENZIONE DI TUTTI GLI AMICI COMMENTATORI
    Carissimi,
    nonostante la mia latitanza, non mi fate mancare la vostra presenza e per questo non solo vi ringrazio dal profondo del cuore, ma aggiungo che siete strepitosi!
    Dovrei rispondervi singolarmente, ma in questo periodo ho i minuti contati, infatti il brano che ho pubblicato risale a diversi anni ed è stato rispolverato per questi tempi di "vacche magre".
    Devo aggiungere (in risposta alla notazione della brava Cettina) che esso effettivamente ha un'impronta pirandelliana e punta a stigmatizzare l'abitudine, ancora molto diffusa, a giudicare le persone dall'esteriorità, basandosi cioè su vieti e inaffidabili stereotipi, per la serie: "se non dico pure la mia, me sento 'e murì"!
    Un forte abbraccio a tutti e alla prossima...
    .
    .
    .

    ^__*

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  11. Antonio, hai scritto un post memorabile. Da grande autore che sei, mischiando come in una complicata partita a carte, tutto il nostro becero mondo. Politica e sociale, arte e volgarità.
    Ho intravisto eco di Pirandello e di Bulgakov. Carezze e pregiudizi. Il malaffare e la cattiva informazione. La superficialità e l'egoismo.
    Io vesto raramente di nero ma sarei orgogliosa di essere come l'uomo che tu hai descritto.
    Un abbraccio a te e bentornato.
    Un caro saluto a tutti gli amici dell'Angolo.

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    1. Ciao Mari,
      esaustiva e gentile, grazie!
      Ricambio sinceramente l'abbraccio ^__*

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    2. baci e saluti anche a te carissima mariella ;))
      ciauuu
      esmeralda

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    3. Ciao Mariella, un caro saluto anche da me :-)

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    4. un abbraccio a tutti e grazie!

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  12. Sei un SIGNORE nato, puoi vestirti come vuoi.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana,
      ti ringrazio, ma tu non sei da meno.
      Un abbraccio ^__*

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  13. Ciao Nigel,te ne hanno dette di tutti i colori, ma quella delle "manie omicide "è il colmo.Si vede che ancora non siamo usciti da quegli schemi di giudicare per quello che si vede e non per quello che si è
    Buon fine settimana Rakel

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    1. Ciao Rakel,
      grazie per la visita e l'acuta osservazione.
      A presto!

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  14. Tengo la camisa negra...
    Fantastico Guardiano.
    Ripasso stasera per un commento più dettagliato. abbracci.

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    1. Ciao Gabry,
      lieto di rivederti.
      Attendo "commento dettagliato"
      Abbraccio
      .
      .
      .
      ^___*

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  15. Lol! Bravo Guardiano!! Vestiti come vuoi e quando vuoi!

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    1. Ueh, bella gioia,
      adesso che mi hai autorizzato tu, mi vestirò di BIANCO
      Ciao
      .
      .
      ^___*

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    2. ..attento il bianco ingrassa

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  16. è molto divertente la tua storia ma ha anche tanti risvolti interessanti sul comportamento di una persona ...la gente forse è anche gelosa che tu ti permetta di vestirti come ti pare tutto di nero perfino la sciarpa e i calzini ...ti mancano solo gli occhiali ... loro non avrebbero mai il coraggio di farlo ...perchè legati a un comportamento che io chiamo di massa.. tu come uomo speciale segui la tua via ... e poi il nero è eleganza ...e raffinatezza...ti starà senzaltro bene ...
    .buona serata caro Guardiano ...

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  17. Ciao Bianca,
    grazie della gentile attenzione.
    Un caro saluto e a presto!

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  18. Eccomi! Come una promessa primavera, leggermente in ritardo.
    Man in black, ho riletto il testo, gustandomi questa volta ogni sfumatura di "nero".
    E' straordinario questo tuo testo Nigel, ribadisco.
    L'uomo in nero è colui che rifiuta amalgamarsi alla società essente di valori e principi, al teatro grottesco messo in scena dalla politica e dai media.
    Grande maestria nell'ultima parte dove descrivi come è facile e inevitabile alienarsi e perdere di vista se stessi sotto la pressione di una tale società.
    Il dubbio finale è, in fondo, il dilemma del uomo moderno. Rinuncio a me per conformismo e per la paura dell'isolamento?

    Il mio parere è che devi continuare a vestire di nero. ^__^

    Scusa il ritardo Antonio, ma mi trovo, di nuovo, nella situazione di traslocare. Mettici pure l'amore e un nuovo progetto di lavoro e comprenderai. :)

    Ti abbraccio e grazie.

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    1. Ciao Gabry,
      sei un tesoro e non aggiungo altro, se non che la tua lucidità e il tuo Italiano sono supefacenti!
      Abbraccione ^__*

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