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mercoledì 18 maggio 2016

PERFETTI SCONOSCIUTI (Recensione film)




“Siamo tutti fedifraghi, becchi o bugiardi”, questo è in sintesi il messaggio che il regista Paolo Genovese lancia con la sua recente pellicola: “Perfetti sconosciuti”, in cui tre coppie più un amico spaiato si riuniscono per cenare assieme e decidono di condividere tutte le chiamate e i messaggini che riceveranno nel corso della serata.
Collocati i rispettivi smartphone al centro del tavolo e attivato il viva voce, danno inizio a un gioco che si rivelerà molto increscioso e a tratti angosciante, in quanto, con l'alternarsi dei vari sms e delle telefonate, verrà fuori che ognuno dei commensali ha qualcosa da nascondere al proprio partner e agli amici del gruppo.
Il regista romano ha raccontato che a suggerirgli la trama dell’ opera è stata una frase contenuta in Cent'anni di solitudine, di Garcia Marquez: “Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta”, così ha pensato di mettere a nudo quella segreta. 
Egli, in sostanza, si è chiesto: “Cosa succederebbe se alcune persone partecipassero a una sorta di gioco della verità, svolto attraverso il telefonino?"
Così è venuta fuori una carrellata di frottole, tradimenti, accuse reciproche, piagnistei, imbarazzi e un'inattesa quanto sorprendente riconciliazione finale, per la serie: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammece ‘o ppassato”, che non è un contentino consolatorio per gli spettatori sentimentali, ma ciò che l’autore intende dimostrare e cioè che i rapporti umani, specialmente quelli affettivi, si reggono sull’ipocrisia.
Una conclusione che piace molto ai sostenitori del film, tant’è che Federico Gironi ha scritto su "Coming Soon": “Perfetti sconosciuti è un film cattivo, e che sempre ne sia lodata la cattiveria. Un film che smorza nella romanità popolare… la prosopopea borghese del cinema più “alto” che ha questo genere d'impianto: quello, appunto, che ammicca al suo pubblico, con complicità intellettuale e di classe, proprio quando vuole strappargli di dosso la sua maschera e le sue ipocrisie…" una difesa alquanto opinabile, in primo luogo perché si attarda ancora in distinzioni viete e sorpassate (oggigiorno le differenze di classe esistono solo in termini economici) e poi perché è noto che ultimamente i cineasti non fanno altro che grattare il fondo del barile, per dimostrare quanto sia perfida e deprecabile l’umanità, alimentando un gioco al massacro, che serve solo a legittimare la dose di cinismo già imperante.
Fatta salva l'attenta scelta del cast e l'ammirevole interpretazione degli attori, fra cui spiccano Mastandrea e Rohewacher, “Perfetti sconosciuti”, lungi dall’essere un illuminante brandello di verità, è un’ accozzaglia di luoghi comuni, con troppe coincidenze, troppi colpi di scena, troppa faciloneria, troppe battute scontate, troppo tutto! 
Il film ha messo in scena una manica di nevrotici e sfigati e non si sarebbe dovuto titolare “Perfetti sconosciuti”, ma “Ingenui da ricovero”, perché chi ha veramente qualcosa da nascondere, ovvero una doppia vita, possiede anche una doppia sim o un doppio cellulare e non si mette certo a sbandierare i fatti propri a destra e a manca. 
Se è vero che la realtà non è tutta rosa e fiori ed è contrassegnata certamente da ipocrisie e piccoli o grandi inganni, è altrettanto vero che non è quella dipinta da Genovese che, nell'ansia di profetizzare la fine della sincerità e la crisi della coppia nell'era tecnologica, ha perso un'occasione per fare un film degno della grande Commedia all'Italiana. 

                       Nigel Davemport




26 commenti:

  1. Credo che uno strumento, ormai usatissimo, abbia contribuito ad ispirare l'autore di questo film, reso piccante da episodi che, più o meno,sembrano far parte, della vita di tutti....
    Buona serata a tutti e un saluto,silvia

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    1. Ciao Silvia,
      francamente non credo che gli episodi descritti nel film riguardino, diversamente sarebbe davvero triste.
      Comunque, grazie per il garbato intervento.
      Un cordiale saluto.

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  2. una recensione coi fiocchi caro guardiano!
    quando vedrò il film saprò esserti più precisa
    baci ;)*
    esmeralda

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    1. Attendo le tue impressioni, cara Vale.
      Un bacione e grazie per l'affettuosa assiduità.

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  3. Premetto che non mi piacciono i film che mettono in evidenza solo il brutto sviscerando il peggio del peggio… cerco di evitarli in quanto mi tolgono aria vitale… preferisco quelli che riescono a trasmettermi alcuni valori ancora esistenti…. checché se ne parli sempre in male, io credo ancora ad una parte di umanità ancora integra.
    Sarò una povera illusa… chssà… forse mi piace ancora sognare…
    Niente da eccepire invece alla tua impeccabile ed esaustiva recensione, che… come sempre ci regala momenti avvincenti.
    Grazie Antonio, un caro saluto :-)

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    1. Come ho accennato, sembra che gli autori contemporanei facciano a gara per mostrare gli aspetti più deprecabili della realtà, ma si tratta comunque di casi estremi e isolati.
      Grazie a te per la gentile visita, nobile amica.
      A presto!

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  4. Ottima recensione ,ma da ciò che è venuto fuori dai vari trailer ,presentazioni, pubblicità ,lo avevo già scartato .Innanzitutto per l'ambientazione che mi sembra statica e poi le solite storie di coppie che si tradiscono o che fingono una vita matrimoniale che non esiste.
    Un caro saluto
    Non è la vera immagine della realtà perchè esistono ancora coppie che si amano e si rispettano.

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    1. Ciao Cetty,
      grazie per la partecipazione e la testimonianza.
      Un caro saluto.

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  5. Per una volta concordo, anche perché ho sentito alcune spettatrici che uscendo dal cinema dicevano: "Che tristezza!"
    Un caro saluto a tutti gli amici ed amiche dell'Angolo ;-)

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    1. > Per una volta concordo

      Vuoi vedere che adesso viene a piovere!

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  6. Caro Nigel la tua recensione come sempre va dritto al nocciolo del film, comunque in sintesi non sanno più che argomento prendere per fare film da incassi, ed intanto parlano dei cassi degli altri, o meglio vorrebbero fare di tutte le erbe un solo fascio, è come dire se loro hanno le corna, ce le hanno tutti.
    Ciao amico fantastico, un saluto a tutti quelli che ti leggono.

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    1. Ciao Gaetano,
      il problema è quello che ho indicato anche in precedenza: se i messaggi non sono forti, anzi scioccanti, non arrivano a segno.
      La colpa non è solo degli autori, ma anche del bombardamento mediatico cui siamo sottoposti ogni giorno.
      Un caro saluto e grazie.

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  7. A me il film non è dispiaciuto, l'ho visto in modo spensierato, di sicuro non penso lo rivedrei e non lo metterei nei miei film preferiti...comunque conosco un po' di persone che hanno solo un cellulare e rischiano...;)

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    1. > l'ho visto in modo spensierato.

      Ciao Cinzia,
      credo che tutti gli spettatori (me compreso) abbiano visto il film con animo sereno, anche perché sapevamo di avere di fronte una costruzione di pura fantasia.
      E' vero che la realtà è fatta anche di sotterfugi e piccoli segreti, ma per lo più innocui, perdonabili e senza conseguenze.
      Ciò che contesto è che certe situazioni, specie quelle complesse, non andrebbero generalizzate, come sembra abbia inteso fare l'autore del film.
      Grazie per la gentile presenza.
      Un caro saluto.

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  8. Per me è benvenuta questa tua recensione Nigel. Già avevo dei dubbi se mi potesse interessare la visione di questo film, dubbi confermate al negativo.
    Come al solito, il tuo racconto è scorrevole, piacevole e pieno di spunti interessanti.
    Ritrovo, come sempre, i miei pensieri riguardo al mondo e ai rapporti interpersonali.
    E' vero che esiste tanta ipocrisia, ma credo che esistono anche dei sentimenti puliti, onestà e amore autentico. Le mie esigenze sono quest'ultime e il partner me lo sono cercata così. Chi si accontenta della falsità, faccia pure!
    Un abbraccio a te, stimatissimo amico e a tutti gli amici dell'Angolo ^__^

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    1. Ciao Gabry,
      meno male che ci sei (anche) tu, a confortare queste mie opinioni.
      Grazie per la testimonianza.
      Un forte abbraccio.

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  9. Ti dirò Nigel, sono curiosa di vederlo.
    Penso che sia soltanto un'esasperazione nata dal bisogno di conformarsi con quanto viene prodotto all'estero. Non a caso credo, sia uno dei nostri film che è stato più venduto nel resto del mondo.
    Sempre molto interessante leggerti e condivido il pensiero che per fortuna ci sono tante persone che affrontano la loro vita insieme senza compromessi e senza menzogne.
    Un abbraccio a te e agli amici dell'Angolo

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  10. Ciao Mari,
    non ho alcun dubbio che i nostri prodotti debbano avere determinate caratteristiche per essere esportati all'estero, ma penso pure che se i messaggi non forti, anzi scioccanti, non arrivano a segno.
    La responsabilità di tutto ciò non è solo degli autori, ma anche del bombardamento mediatico cui siamo sottoposti ogni giorno.
    Un caro saluto e a rileggerci.

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  11. Molto interessante la tua recensione del film di Genovese! Mi vengono voglie da vederlo per dopo discutere la tua posizione ... ma chissà quando arriverà (se lo fa), a questi angoli! Staremo a vedere. Guardiano, abbraccio per te.

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  12. Ciao Patzy,
    spero possa vederlo al più presto, così ne discutiamo.
    Grazie della gentile visita.
    Un abbraccio ^__*

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  13. Forse sarò una voce fuori dal coro, ma a me è piaciuto parecchio. L'ho trovato molto "realista" se poniamo l'ipotesi di "mettersi a nudo". La tua recensione "sarebbe" e sottolineo sarebbe "puntuale e perfetta come al solito" (come tanti scrivono nei loro commenti, ma mi chiedo se abbiano visto il film) ma non hai per nulla menzionato alcuni messaggi importanti che probabilmente si vogliono esprimere, limitandoti a trattare solo della crisi di coppia. Io ho intravisto anche l'incomunicabilità generazionale (vedi il rapporto tra madre e figlia) e un "elemento a sorpresa" sul finale che fa "riflettere" sull'omofobia. Il finale è pur vero che sembri "consigliare" che forse sarebbe meglio non "scoperchiare" alcuni segreti e spinge lo spettatore a pensare a vite e rapporti che poggiano sull'opocrisia...ma non è forse ormai troppo spesso così?!
    Un abbraccio a tutti.

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    1. Ciao Pino,
      mi preme precisare che la tua non è una "voce fuori dal coro", tutt'altro: c'è una gran numero di spettatori entusiasti del film.
      E' chiaro che ognuno ci trova ciò che vuole. Se lo guarda con occhio indulgente e superficiale, ridacchia; se vuole intravedervi delle verità (come fai tu) allora lo trova realista e illuminante.
      Quello che contesto alla pellicola è la pretesa di voler generalizzare dei comportamenti, che sicuramente esistono, ma che nella maggioranza dei casi sono "innocui", diciamo pure "veniali", oppure importanti ma limitati.
      Le statistiche dicono chiaro e tondo che, al di là degli scambi di sms e whatsapp (seppure trasgressivi e compiaciuti) e al di là di qualche piccola bugia, nel 60 % delle coppie si registra una sostanziale fedeltà.
      E comunque, a parte queste considerazioni, bisogna riconoscere che soltanto un ingenuo potrebbe pensare di nascondere i propri segreti nel telefonino e farla franca.
      Se non ho fatto riferimento alla presenza del tema omofobo è perchè l'ho ritenuto una delle poche cose positive del film, anche se "dejà vù"
      Un ringraziamento per l'interessante intervento e un abbraccio anche a te.

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    2. ..probabilmente ti ha dato fastidio - come anche a me - l'altissimo tasso di casini concentrati tutti nei protagonisti del film.. non ce n'era uno normale alla fine.. ecchecacchio!

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  14. Un film eccessivo si.. nel senso che nessuno con tanti segreti accetterebbe mai un gioco al massacro.. ma del resto - e tu che sei commediografo lo sai - il film come lo facevi poi?

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    1. Ciao Franco,
      come ho accennato più su, nel rispondere a Pino, mi ha dato fastidio la pretesa di aver prodotto un'opera "universale", mentre tutti sappiamo che il film presenta una manica di sfigati, che a un certo punto (come giustamente hai rilevato tu) decidono di complicarsi ancor più la vita.
      Un cordialissimo saluto.

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