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mercoledì 22 giugno 2016

GOLDONI & VENEZIA




Non so perché, ma ogni volta che penso a Venezia, la mente fa un balzo all’indietro nel tempo e vedo Goldoni affacciato alla finestra della Cà dei Cent’anni, la sua casa natìa, sita fra il Ponte dei Nomboli e quello di Donna onesta, mentre lungo i canali scivolano piano le gondole e dalle calli riecheggiano voci di uomini, donne e bambini. 
E’ un dolce fraseggio, un ciacolar incessante e sommesso. La gente parla di tutto: facezie e temi importanti, affari, amori, tormenti e pettegolezzi. 
Intanto don Carlo osserva, ascolta e registra ogni cosa nel vivace crogiolo del proprio intelletto. 
Ma perché è tanto attirato da ciò che succede intorno? Se la domanda è banale, la risposta è persino scontata: perché è sempre stata l’umanità ad ispirare gli artisti, siano essi poeti, pittori, scultori o commediografi. E in tal senso Venezia è una miniera d’oro! 
Caratterialmente, i veneziani hanno diverse sfaccettature, sono tutto e il contrario di tutto: misurati e magnanimi, ingenui e maliziosi, concilianti e rissosi, pigri e risoluti, sempre, comunque, arguti e pervicaci.
Chissà quale mestiere avrebbe fatto il "Nostro" se invece di nascere nella Serenissima, fosse nato in un’altra città. E’ vero che anche durante il suo soggiorno francese scrisse svariate commedie di succeso, ma è nella città natale che creò i suoi capolavori: La Locandiera, Sior Todero brontolon, I rusteghi, Le baruffe chiozzotte, etc. garbati affreschi di varia umanità, scritti con l’animo aperto al sorriso e la certezza che ogni vicenda, anche la più imbrogliata, si può infine risolvere. 
I personaggi sono figure del popolo, ma mai trascendono o danno in escandescenza, mai sono violenti o sguaiati, anche quando le situazioni sono estreme, come ad esempio nelle Baruffe chiozzotte, un acceso contrasto fra alcuni pescatori di Chioggia.
Quel che muove l’autore è un sentimento positivo ed ilare della vita; egli è sorretto - almeno inizialmente - da un ottimismo di fondo che lo induce a sdrammatizzare gli episodi spiacevoli che a volte s’incontrano sul proprio cammino. Quello di minimizzare le avversità è un sentimento comune a tutti i veneziani, che, pur messi a dura prova, non si piangono addosso e sanno riacquistare la propria serenità.  
Nella Laguna, Goldoni ha a disposizione la materia prima per scrivere, ovvero una società composita, fatta di nobiltà, borghesia e popolino.


La Venezia del XVIII secolo è un centro che ha perduto la sua antica grandezza e vive un lento declino. L’aristocrazia non ha più interesse per le iniziative mercantili ed investe le proprie ricchezze nell’acquisto di terre e beni immobili. Anche le attività artigianali segnano il passo; soltanto il commercio risulta abbastanza florido, grazie all’affermarsi di una borghesia solida e illuminata, che diventa pertanto il volano dell’economia locale.
Ed è proprio a quest’ultima classe sociale che Goldoni volge la propria attenzione, celebrandone le virtù e criticando, di contro, le mollezze, gli sperperi e il conservatorismo dell’aristocrazia. 
L’autore riconosce alla borghesia una certa misura ed una moralità naturale, istintiva, non bigotta, e per questo motivo la rende protagonista delle proprie opere. 
Anche il popolo sembra essergli simpatico, perché privo d’ipocrisia e dotato di acume e buon senso. 
Ecco che la sua scena si affolla di artigiani, studenti, gondolieri, osti, comari, servette, personaggi che animano bozzetti di vita ordinaria, resi ancor più realistici dall’uso del dialetto locale, musicale, immediato e spontaneo. 
Sono dunque i personaggi più umili e meno in vista che caratterizzano la Venezia goldoniana, meglio di quanto possano fare i notabili con la loro “pompa” ed i loro stravizi. 
Ma all’epoca Venezia è considerata un centro di secondo piano e così diversi scrittori preferiscono prendere a modello le opere famose di Parigi e di Londra, divenendo in tal modo seguaci delle correnti culturali dominanti in Europa. 
Goldoni, che pure è stato all’estero e sa benissimo quale vento spira, resiste a questa tentazione, intuisce che a fare veramente la storia sono le classi subalterne, col lavoro, la costanza e la sagacia; per questo motivo eleva i ceti più modesti a protagonisti  delle proprie opere. 
Oltre all’introduzione del copione scritto per intero, è qui la sua innovazione più importante, la sua “rivoluzione culturale”: rendere protagonisti gli uomini comuni.
E' convinzione diffusa, specialmente fra i critici, che l'Italiano sia artista meno valente del suo collega francese: Moliere; questo però è un errore grossolano, perché anche Goldoni seppe cogliere l'ironia della vita, pur se la celò con discrezione fra le righe delle opere, nelle impercettibili pieghe d'un sorriso, in uno sguardo malizioso o in un piccolo gesto. 
Goldoni occupa nella storia del teatro il posto che gli compete ed anche grazie alle sue commedie che Venezia tornò lentamente a riprendersi, ad esser grande come in passato, centro di vita civile ed operosa, riassurgendo così a metropoli e straordinario palcoscenico del mondo.

37 commenti:

  1. E bravo il Guardiano, ci ha portato ha Venezia, e con una certe esperienza ci ha illustrato la vita veneziana di cent'anni fa, grazie caro amico di questo bellissimo articolo. Buona serata a tutto l'angolo,
    del sorriso:) Tomaso

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    1. Buongiorno Tomaso,
      Venezia è sempre fonte d'ispirazione.
      Grazie per l'affettuosa presenza, un abbraccio e a presto!

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  2. un articolo interessantissimo da leggere tutto d'un fiato...quello che scrivi è musica
    smack :)*
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Cara Vale,
      anche i tuoi lusinghieri giudizi sono musica ^___*
      Un forte abbraccio.

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  3. ma questo post è un pozzo di informazioni interessanti... peccato non averlo letto prima del mio breve viaggio a Venezia

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    1. Benvenuta all'Angolo del sorriso, gentile amica.
      Grazie per la gradita partecipazione.
      Un cordialissimo saluto e a rileggerci... spero.

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  4. Un affresco di rara sensibilità che ricollego felicemente alla mia ancor fresca scorribanda per il carnevale veneziano, un fenomeno unico di osmosi incredibile tra differenti strati sociali, dove Goldoni pescava a piene mani e genialità.

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    1. Ciao Franco,
      lieto di questa tua interessante testimonianza.
      Un cordialissimo saluto e alla prossima. ^__*

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  5. Un cordiale saluto a tutti gli amici ed amiche dell'Angolo e a rileggerci presto. ;-)

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  6. Grazie guardiano, di questo bellissimo post di Venezia... Incantevole laguna...

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    1. Ciao Nuvi,
      ero certo che avresti apprezzato questo post che tratta della tua città.
      Un caro saluto.

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  7. Eccomi di ritorno, Nigel.
    Un post sontuoso, degno del personaggio cui è dedicato.
    Cristiana

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    1. Ciao Cri,
      bentornata fra noi.
      Un affettuoso saluto a a rileggerci presto!

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  8. Ciao Nigel! Grazie per questo interessante viaggio nella Venezia del XVIII secolo attraverso il grande maestro della commedia Goldoni, in questo variopinto mondo di personaggi e caratteri ricchi di cultura e storia.
    Avvincente. Un caro saluto e alla prossima! Ligeja

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    1. Ciao Ligeja,
      grazie a te per l'affettuosa partecipazione.
      Un caro saluto e a presto!

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  9. Caro Nigel , sono passato ieri sera e non ce l'ho fatta a leggere tutto, per questo ogni tanto ti assenti un po, per scrivere tanto, descrivi Don Carlo con occhio da artista come Lui, si gli uomini di teatro studiano di più i loro simili(uomini e donne di tutti i ceti sociali) per carpirne i lati comici già innati in loro e per capirne anche i loro gusti e immedesimarsi in loro(il vero artista teatrale sa capire l'animo umano) comunque un aspetto che non riesco a capire di molti artisti è che come il caso di Don Carlo, è che ha studiato da avvocato, ma l'arte lo ha rapito come tanti altri artisti che sentono la loro vocazione dopo gli studi che non ci azzeccano niente(in apparenza, Può darsi che il mondo della giurisprudenza porta alla teatralità) Con la carriera di artista.
    Un saluto a te e tutti gli amici all'Angolo o dell'Angolo?

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    1. Buongiorno Gaetano,
      grazie, come sempre, per la presenza e le parole di stima.
      Sono lieto che quest'articolo sull'antica Venezia abbia incontrato il tuo favore.
      Per quanto riguarda gli studi di Goldoni, hai perfettamente ragione: la giurisprudenza è abbastanza vicina al teatro, giacché anche l'avvocato deve esibirsi davanti al pubblico, simulando talvolta situazioni inesistenti.
      Un caro saluto e alla prossima!

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  10. Venezia l'ho rivalutata negli ultimi anni. Ma continua a lasciarmi in parte indifferente.
    Con Goldoni proprio non ci siamo. Apprezzo però infinitamente il tuo post. Un abbraccio.

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    1. E quello che io apprezzo di te è la sincerità!
      Un forte abbraccio, cara Mari.
      .
      .
      .
      .
      ^___*

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    2. Sono sempre sincera. Anche tu e questo non fa che accrescere la mia stima nei tuoi confronti. Buon sabato!

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    3. Pienamente d'accordo.
      Buon w.e. anche a te e a rileggerci presto! ^__*

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  11. Goldoni mi affascinò con la sua Mirandolina.
    Il suo teatro lo apprezzo e trovo deliziosa la tua recensione. Di te mi affascina la grande qualità del linguaggio.
    Un abbraccio ^__^

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    1. Ciao Gabry,
      per restare in carattere, confesserò che di te mi affascina la tua facilità di... affascinazione
      Baci.
      .
      .
      .
      .
      ^____*

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  12. Sono passato stasera per fare gli auguri alla Giovy per il suo Onomastico, ed a tutti i Giovanni che magari passano senza lasciar traccia.

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    1. Veramente gentile, Gaetano, ti ringrazio.
      Un saluto e un abbraccio ;-)

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  13. Per prima cosa porgo gli auguri alla cara Giovy per il suo onomastico accompagnandoli con un affettuoso abbraccio.

    Caro Nigel ma complimenti scrivi come "Un libro stampato" ......
    la tua disamina è veramente completa ed accurata e dimostri che sei un vero intenditore della commedia dell'arte dove vizi e virtù nelle loro più peculiari sfaccettature prendevano vita attraverso le tipicità dei ruoli e soprattutto venivano messi alla berlina nobili e potenti piuttosto ignoranti ed ingenui in contrapposizione al popolino squattrinato ma arguto e irriverente in una società di passaggio verso un illuminismo che avrebbe cambiato i ruoli della società.
    Complimenti per il significativo post

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    1. Ciao Cettina,
      comincio col ringraziarti io del gentile pensiero...
      Abbracciatona ;-)

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  14. Buongiorno Cetty,
    grazie per le parole di apprezzamento e l'interessante contributo.
    Un caro saluto e a presto!

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  15. Splendido "scorcio letterario" Antonio.
    Buona domenica.

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    1. Ciao Pino,
      grazie dell'attenzione e buon we pure a te.

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  16. Come scrivi a Tomasi "...Venezia è sempre fonte d'ispirazione..."

    "Venezia"

    L'acqua del mare
    mi appare qui azzurra,
    come disinquinata
    da un idealista pittore,
    per rimarcarne della città dell'amore,
    tutta la poesia disinibita
    e del romanticismo lo splendore.
    In essa vien riflessa l'immagine
    dei profili dell'antiche dimore
    e delle loro ornamentali effigie,
    che in mente mi sovviene
    la dolce e romantica pausa
    d'amore e sentimento con te
    ...dalla consueta vita.
    Su di essa silentemente
    ondeggiano le nere e snelle imbarcazioni
    all'uscio modestamente ormeggiate,
    come imbrigliati cavalli davanti all'osterie
    che attendono i loro cavalieri
    prima che con leggiadrìa
    in trottare aggraziato vadano per praterie.
    A cavalcioni sui canal d'acqua riflessa,
    minuti ponti con discreta vanità

    ad unire calle, vicoli e case
    in un presepio acquatico
    di tranquilla e soave giovialità,
    che al contempo espande lirica sentimentale
    e malinconica poetica...l'amata città.
    Tutto è contemporaneo
    e tutto rievoca...antichità,
    in un'altalena di sensazioni
    e di emozioni di...poeticità.

    Un abbraccio a tutte le amiche e amici dell'angolo.

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    1. Un brano rimato, sicuramente estemporaneo, che somiglia a una goliardica filastrocca.
      Grazie, Pino, per il simpatico contributo ^__*

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    2. Ciao Pino, è sempre un piacere leggerti all'Angolo.

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    3. È un piacere per me Gaetano... Passare e ritrovare sempre tanti "amici" ...come te. Un affettuoso saluto a tutte/i.

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  17. Per raccontare i nostri tempi e la nostra società occorrerebbe un drammaturgo come Goldoni...

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    1. E' proprio vero, esimio amico,
      e grazie della gradita visita.

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