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domenica 3 luglio 2016

BUD, L'EROE BUONO


                  
Detesto i coccodrilli e i post di circostanza, che si scrivono quando un personaggio noto scompare, ma stavolta farò un eccezione, voglio spendere qualche parola per Bud Spencer, il noto attore recentemente scomparso. Tutti avranno visto, almeno una volta nella loro vita, un suo film. Egli è stato il prototipo del gigante buono, dell’eroe senza macchia e ha dato vita, assieme al suo collega Terence Hill, a un paio di generi cinematografici gustosi e originali: il Fagioli Western e l’Action Comedy all’italiana
Nei giorni scorsi, alcune testate nazionali hanno riportato la notizia della sua morte, limitandosi a dire che era nato a Napoli, aveva girato 135 pellicole, pesava 125 kg e portava scarpe numero 47.
Ma Bud, al secolo Carlo Pedersoli, era molto di più, era l’amico che molti avremmo voluto avere, l’uomo che, incrociando per strada, ti veniva spontaneo salutare o abbracciare. E ciò per una ragione molto semplice, perché era una brava persona, un vero galantuomo, lontano mille miglia dalla prosopopea e dalla supponenza delle cosiddette "stelle dello spettacolo", che si danno un sacco di arie, anche se hanno fatto soltanto qualche comparsata.
Pirandello sosteneva: “È molto più facile essere eroi che galantuomini”.  Bud è stato entrambe le cose, sia sullo schermo che nella vita privata: sempre rispettoso nei confronti di tutti, specialmente delle donne. Nutriva un grande amore per la moglie, tant’è che il suo matrimonio è durato ben cinquant’anni.
Nonostante l’imponente mole ed il ghigno da duro, era una persona mite e generosa, odiava la volgarità e il turpiloquio; infatti nelle sue pellicole, non si trovano mai scene scabrose o parole fuori posto.  
I suoi sono film semplici, lineari, senza pretese, non possono certo annoverarsi fra i capolavori; e l’artista partenopeo lo sapeva bene, tant è che rifiutò di lavorare con Fellini.  “La ringrazio, ma  non sono un attore” rispose umilmente, quando il Maestro voleva scritturarlo per il suo Satyricon ed aggiunse che non faceva teatro, perché lo riteneva un genere riservato agli attori veri.
Si è parlato spesso della violenza dei suoi film, nei quali legnate e scazzottate non si lesinano. Si tratta però di una violenza ironica, paradossale, di taglio decisamente fumettistico e perciò divertente e innocua, adatta anche ai bambini. Basta vedere gli esilaranti cinque minuti finali di CHARLESTON per rendersene conto.
E' una violenza che non va confusa con quella degli autori splatter, non tanto perché le pellicole di questi ultimi propongono sangue e morte a profusione, quanto perché il loro intento umoristico non è affatto scontato. 
Vi sono autori che spacciano le proprie pellicole sanguinolente come opere ironiche, mentre in realtà vogliono compiacere la parte più retriva ed oscura celata dentro di noi. 
Nel suo volume intitolato "Voglio vedere il sangue. La violenza nel Cinema" Gandini sostiene che: "La nostra civiltà non ha mai smesso di provare un’attrazione colpevole per la violenza”.
Ma il problema vero non consiste nella percentuale di brutalità e sangue presente sullo schermo, quanto nella prospettiva morale che la sorregge, se essa in definitiva premia il Bene e punisce il Male, secondo una dicotomia, sia pure ingenua e superata, ma indispensabile ad una società inquieta facilmente influenzabile (in negativo) e dall'agire spesso aberrante.
Le frenetiche scazzottate dei film di Spencer sono giustificate da ragioni chiare ed incontrovertibili, Bud incarna, in sintesi, un modello d'eroe positivo: burbero e umano, forte e incruento, brusco e indulgente, sempre tempestivo e provvidenziale e per questo amato da bimbi e persone miti. 

                          N. Davemport 

11 commenti:

  1. Caro Nigel, veramente un articolo che ti fa onore,credo che tutti io compreso ho sempre ammirata il gigante buono, e posso affermare che parecchi suoi film gli ho registrati e li tengo ancora parecchi nelle cassette VHS che piano piano le passo in DVD. Ciao e buon inizio della settimana caro amico, con n abbraccio e un sorriso:)
    Tomaso

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  2. ritratto del vecchio bud spencer preciso e commovente.
    grande guardy! ;)
    ciauuu
    esmeralda

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  3. Non posso dire di averlo 'conosciuto' come attore perchè non ho mai apprezzato il genere " spaghetti western".
    Scopro i suoi lati solo ora, attraverso la stima e l'ammirazione di molti, non ultimo il tuo esauriente post.
    Cristiana

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  4. Un caro saluto a tutti i (pazienti) lettori ;-)

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  5. Un bel ricordo di un attore che ha dato una nuova fisionomia al western con una interpretazione personale .
    Un caro saluto a voi tutti

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  6. Caro Nigel, a faccia ro saciccio! (frase di Bud) gli hai fatto un grande omaggio, a me piaceva perchè espressamente faceva capire e lo diceva, lo sottolineava, di buttare le armi e fare delle belle e salutari botte, la scena che mi faceva ridere assai era quella in cui il messicano prepotente diceva; Io questo non l'ho mai picchiato! Insomma la sua comicità popolare affascina perchè è spontanea come Lui, era realmente spontaneo.
    Un saluto a tutti.

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  7. Bud Spencer era un uomo di grandi qualità. In verità non ero molto amante del genere "spaghetti western" ma questo non mi ha mai tolto l'idea di lui come persona generosa, umana, di mole imponente che suggeriva comunque sicurezza e protezione, dagli occhi buoni e sempre sorridenti.
    Un saluto a tutti! Buona serata!

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  8. Non mi sono mai piaciuti i suoi film. Nemmeno da bambina, ma gli ho sempre riconosciuto un valore umano che tu hai confermato con questo tuo articolo che valorizza uno spessore umano al di là di qualsiasi ragionevole dubbio.
    Un abbraccio!

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  9. Ne ho visti parecchi di suoi film e pensarci mi fa ripensare alla mia infanzia quando con 200 lire si andava al cinema della parrocchia per vedere le sue "ultime scazzottate" ma sempre fatte a fin di bene.
    ...e poi mi viene anche in mente quando alla televisione mi riguardavo i suoi film... con mia mamma... che le piaceva molto...e la faceva sorridere...

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  10. Ringrazio tutti/e per la cortese attenzione.
    Un caro saluto e a rileggerci a metà Settembre

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  11. Ha incantato la mia infanzia. Grazie per questo omaggio.

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