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mercoledì 31 agosto 2016

SAN CONO - Appunti di Viaggio













Quattro case sulla collina, qualche viuzza, una chiesetta, folti canneti, tante piante d’ulivo e uno stuolo di rondini, tutto nell’abbraccio del cielo… questa è San Cono, piccola località del Vibonese, posta a trecento metri sul livello del mare, che scoprii per caso qualche tempo fa, durante uno dei miei vagabondaggi estivi.
A colpirmi fu la tranquillità del luogo e il belvedere, dal quale si gode un panorama mozzafiato: i campi che digradano sino alla costa e i borghi disseminati qua e là nella campagna, i cui tetti rossastri brillano immoti al sole.
Quel giorno, c’era un sottile venticello sul poggio, una brezza proveniente dal mare che ristorava il corpo e l’anima. Passeggiando per sgranchirmi le gambe, mi accorsi che tutti mi salutavano, distendendo le labbra in un sorriso. Per questo decisi di tornarci, per corrispondere alla sincerità di quei sorrisi e stringere la mano ad un vecchietto, sul cui volto scolpito dal tempo era scritta la storia di un secolo.
Adoro la Calabria, ci vado da quand’ero ragazzo, mi affascina la sua natura aspra e incontaminata, l’eterogeneità del territorio, il silenzio degli altopiani, rotto soltanto dallo stormire delle fronde e dall’acuto verso dei falchi e dei grifoni, che si stagliano maestosi contro il cielo.
E naturalmente mi attira il mare, limpido, variegato, vibrante, che passa per cento gradazioni di tinta: dall’azzurro turchese al verde smeraldo, sino a un intenso blu cobalto, offrendo uno spettacolo senza uguali. Come pure mi garba che l’industria turistica, con i suoi frenetici eccessi, sia ridotta al minimo.
Aveva ragione Piovene quando scrisse che: "La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme".
La strada che conduce dalla statale tropeana a San Cono è alquanto dissestata; in compenso si percorre in una decina di minuti e lungo il tragitto puoi fare degli incontri piuttosto interessanti: ovini e bovini al pascolo, cinghiali selvatici che traversano la strada, rapaci volteggianti nell’aria a caccia di scoiattoli e topi di campagna.
San Cono è un paesetto di poche anime, privo di esercizi commerciali e strutture attrezzate (se si eccettui un piccolo B&B) che tuttavia sa riservare agli ospiti un’accoglienza calorosa; i suoi abitanti sono premurosi e cordiali, lontani mille miglia da certi cliché che vorrebbero i calabresi ruvidi e diffidenti.
I sanconesi, come molti loro corregionali, hanno una storia antica, che risale al VI secolo a.C., quando i Greci colonizzarono il Vibonese e, più in generale, il Meridione d’Italia, fondando la cosiddetta Magna Grecia.
Anche San Cono è afflitta dal fenomeno dell’emigrazione, tant’è che molti giovani in cerca di lavoro sono costretti a trasferirsi al Nord, oppure all’estero, formando un esercito anonimo di gente seria e fattiva, che contribuisce a onorare e arricchire il nostro paese.
I sanconesi festeggiano il loro patrono il 3 Giugno e la terza domenica di Luglio. Questa seconda Festa venne istituita per permettere ai contadini di elargire dei doni al Santo: in mancanza di danaro, il popolo era solito offrirgli del grano mietuto a luglio.
Da segnalare un altro simpatico evento: la Sagra del Dolce, che si tiene solitamente in Agosto e richiama un notevole numero di turisti. Nei giorni precedenti, tutte le donne del luogo si prodigano per preparare ghiottonerie d’ogni tipo, che pongono poi in bella mostra sulle bancarelle, la sera della festa: dolci fatti in casa: taralli, torte, biscotti alla mandorla, in un'irresistibile parata di odori e sapori. Ma la regina della serata è la Nacatola (o Nacatula) una specialità a forma di culla (Naca in greco significa appunto culla) preparata con uova e farina, fritta in olio d’oliva e ricoperta di zucchero a velo.
Nell'occasione, non possono mancare i vini locali e tanta musica popolare. Capita a volte di assistere anche a spettacoli di prosa, allestiti dal Gruppo che fa capo alla locale Associazione Culturale.
Suggestivi e struggenti i tramonti che si ammirano dal versante ovest del paese ed ancor più dalla vicinissima Zambrone, dove in certe giornate, si può scorgere il grande disco di fuoco nascondersi dietro  l’isola di Stromboli.
Quando cala la sera e distende il suo manto sulle pendici del Monte Poro, la brezza cambia e nell'aria si spande un soave profumo floreale proveniente dagli orti e dai giardini; allora si fa silenzio fuori e dentro di te e ti rendi conto di vivere un’esperienza rara, fatta di rifiuto del chiasso e del frastuono, ma non di solitudine o isolamento, chè basta un niente, magari un sospiro più forte, e arrivano gli amici a consolarti.

                      Nigel Davemport


22 commenti:

  1. Caro Nigel, bentornato, ti fanno bene le vacanze, ho letto quasi tutto d'un sorso il tuo racconto, ed è bello perchè quei luoghi me li hai fatti assaporare, però io espressi in un'altro modo uno dei miei viaggi di lavoro in Calabria, dissi che Dio aveva preso a pugni il territorio, perchè miero perso e di notte salivo e scendevo su un territorio collinare, e Catanzaro ora mi appariva più vicino ed ora più lontano per un incrocio sbagliato!
    Nigel' è magnifico sapere che ti sei rilassato, ora sforna un po delle tue! Pendo dalle tue labbra, pardon dalla tua tastiera!!!
    Un abbraccio!

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  2. bentornato nigel
    riecco finalmente la tua magica penna!
    ti lovvo ;)
    un bacione
    esmeralda

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  3. Bentornato cara Nigel, sentivo molto la tua mancanza,
    ciò che ci hai raccontato, di quell'angolo di paradiso, mi piacerebbe una volta arrivarci!!! Lo so che è solo un sogna ma anche con i sogni si piò essere felici.
    Ciao e buona notte caro amico.
    Tomaso

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  4. Che meraviglia Antonio, mi sono addentrata silenziosamente e in punta di piedi, in questo tuo racconto di vita e non ne sarei più voluta uscire.
    Mi sono aggrappata agli odori… alle sensazioni che esso emanava e che mi hanno dolcemente cullata in ricordi lontani, rinfrancandomi l’anima…
    Ti ringrazio per aver elargito così tante belle parole ad un piccolo pezzo della mia Calabria.
    Questa è la prima estate che non vi sono tornata…
    Complimenti… incantevole racconto!
    Bentornato di cuore!

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  5. Bentornato Nigel! Bellissimo questo viaggio ricco di odori e sapori... Leggendo mi è sembrato di sentire sulla pelle il calore della gente e quella brezza avvolgente della sera che calma l'anima...
    Un abbraccio
    Ligeja

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  6. Mi hai portato con te Antonio, in quel mondo. Con parole maestre hai evocato la sua bellezza e la voglia di ritornare alla purezza si fa più struggente. Passare del tempo in questo posto, credo che sia benefico per l'anima. Le sue dolci vibrazioni e il silenzio favoriscono il contatto con l'interiorità, il vero essere.
    Ritorno dalle vacanze in grande stile, direi.
    Bentornato, abbracci.

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  7. Un saluto e un abbraccio a tutti gli amici e le amiche dell'Angolo ;-)

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    1. Grazie Giovy, un abbraccio grande a te ! ^__^

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    2. Un saluto e un bacio a te...dolcissima Giovy😚

      ...e speriamo che il "mandrillo geloso e" non legga! Se no sono spacciato.
      😀😉

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    3. Ricambio di cuore il saluto, machissimo Pino ;-)))

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  8. La Calabria la conosco poco, un angolo di Ionio e Catanzaro Lido.
    E' stato molto bello leggere di questo piccolo paesino di cui ci hai raccontato, nulla di diverso dai paesini e borghi di tutta Italia, dove la vita degli altri ancora conta qualcosa e essere assieme da il vero senso della vita.
    Un abbraccio a te e a tutti gli amici dell'Angolo.
    Bentornati.

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  9. In quanto calabrese come tu sai Antonio, apprezzo in tutto e per tutto il tuo reportage. Non conoscevo la citazione di Piovene, ma la condivido in pieno. Con altre parole in un mio scritto avevo più o meno dato simile definizione nel descrivere la Calabria: "...sembra che la natura abbia messo tutto ciò che aveva a disposizione, ma in ordine sparso, alla rinfusa, con un disordine affascinante e accattivante che fa ammirare tutte le bellezze espresse...".
    Bentornato Antonio. Un abbraccio a tutte le amiche e amici dell'angolo.

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  10. Questi sono gli angoli di paradiso ...come li chiamo io ,dove tu non ti senti straniero nella natura ...ma immerso nella sua natura stessa ...nella dolcezza delle persone ..e nella tua anima... una grande serenità e gioia che ne deriva....
    Bellissima descrizione di questo paesello ...,con l'immaginazione ..mi hai fatto conoscere colori ...profumi e meraviglie di questa bellissina regione Italiana ..
    Bentornato caro NIgel un caro abbraccio a te e alla dolcissima Giovi ...

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    1. Comincio col ringraziarti io, cara Bianca, per lo squisito pensiero...poi lo farà il Guardiano.
      Un forte abbraccio anche a te.

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  11. Bentrovato, Guardiano! Che bello questo post! Da uno rude come te, quasi non me lo aspettavo! Ahahah!

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  12. Ciao Nigel,con piacevole leggerezza, com'è nel tuo stile,hai descritto un angolo di paradiso.
    In questi luoghi ci si sente veramente la vicinanza di quella la gente, non anonimi passanti.
    Ti mando un saluto, anche se da tempo manco dal web
    Rachele

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  13. Ringrazio tutti-e per i gentili commenti, scusandomi di non potervi rispondere individualmente (come meritereste) a causa dell'esiguità del tempo a disposizione.
    Voglio aggiungere che questo blog continua a esistere grazie alla vostra partecipazione.
    Un caro abbraccio e a rileggerci. ^__*

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  14. Caro Nigel ho letto con piacere questo bellissimo e suggestivo racconto .
    Un caro saluto

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    1. Ciao Cetty,
      grazie e a presto.
      Un caro saluto anche a te.

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  15. Risposte
    1. Ciao Nuvi,
      gentilissima, grazie.
      Un abbraccio ^__*

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