L' A N G O L O ..D E L.. S O R R I S O

- Non s'invecchia con l'avanzare dell'età, ma quando si smette di ridere -

Lettori fissi

mercoledì 16 novembre 2016

NOBEL SI' - NOBEL NO



Nei giorni scorsi parecchi amici blogger si sono divertiti a pubblicare la lista dei letterati degni del Nobel, ognuno ha espresso le proprie preferenze e qualcuno ha citato pure Umberto Eco, nome su cui mi sono dichiarato in disaccordo. I motivi li spiego adesso qui, col riguardo dovuto prima di tutto a un illustre studioso e poi ad un uomo scomparso, che dunque non può replicare.
Eco è stato sicuramente un letterato e un erudito di grande valore, apprezzato in Italia ed all'estero, tuttavia aveva un modo di fare, di cui diversi colleghi si lamentavano. Lo stesso Pasolini ebbe a rimarcare la sua ostentazione del sapere.
Ma forse il limite più grande dello studioso piemontese è stato l'approccio con gli eventi; aveva una visione dei fatti esclusivamente politica, che in qualche modo finiva per alterarne la reale sostanza. Eco non nutriva grande considerazione per gli avversari politici. A confermarlo, diverse testimonianze, fra cui quella di Fausto Carioti, che su "Libero" scrive: "Il difetto di Eco era il disprezzo antropologico dell'intellettuale illuminato per milioni di italiani. Quel "razzismo etico" che gli è costato un giudizio durissimo da un intellettuale di sinistra senza paraocchi come Luca Ricolfi". 
Un articolo comparso tempo fa sul Corriere della Sera riporta che Franco Cordelli, Erri De Luca, Gianni Vattimo ed altri lo rimproveravano di attaccare sempre l’avversario, senza stigmatizzare gli errori compiuti dal proprio partito. 
Ridurre ogni manifestazione dell'agire umano a una questione politica è insensato, giacchè - come giustamente osservò Pasolini nell'ultima sua intervista televisiva - è pressochè impossibile distinguere la reale appartenenza partitica della gente, in quanto il pensiero ed i comportamenti sono ormai trasversali. 
Quello di Eco è stato definito da qualcuno un "accecamento ideologico", che lo spingeva a soppesare tutto secondo il pensiero della sinistra, circostanza che si riscontra sia nei suoi articoli, che in diversi scritti, compreso il celeberrimo "Elogio di Franti", che, col passare del tempo e alla luce delle trasformazioni culturali intervenute nella nostra società, ha finito per diventare un autogol. 
Vittorini, che difese sempre l'autonomia del pensiero libero rispetto alla politica, sosteneva che: "Un intellettuale che si mette al servizio di un'ideologia, rinunciando alla propria indipendenza di ricerca e di giudizio tradisce la propria funzione essenziale". 
Da questa sorta di compulsione ideologica, ovvero da questa chiave di lettura della realtà tutta ed esclusivamente politica, nasce la critica echiana al libro Cuore, definito: "Turpe esempio di pedagogia piccolo borghese, paternalistica e sadicamente umbertina", per cui Enrico, il personaggio principale, viene etichettato come antipatico e perbenista, mentre Franti viene definito simpatico, per il carattere anticonformista e l'atteggiamento dissacratorio.
"Quest’ultimo [e riporto di seguito buona parte del mio articolo su Cuore] come molti sanno, viene descritto da De Amicis in modo negativo, in quanto incarna il prototipo dell’irriducibile e del ragazzo ribelle. Egli non ha alcun interesse per lo studio, né per altre attività costruttive, manca del minimo senso civico ed è indifferente alle pur generose offerte di aiuto che gli vengono rivolte.
Franti però non sembra un poveraccio, un emarginato o una vittima del sistema - come viene adombrato nell'Elogio in questione - ma più semplicemente un balordo, uno scriteriato, un tipo rintracciabile in ogni ceto sociale, abbiente o non abbiente, borghese o proletario. A guardar bene, anche il suo retroterra familiare non sembra particolarmente problematico o depresso.
I sentimenti che il personaggio suscita nei lettori sono vari e contrastanti, partono dalla rabbia e dall’indignazione ed arrivano sino alla “pietas” e al perdono, dunque De Amicis anche se lo indica come elemento negativo, non prova alcuna acrimonia nei suoi confronti. 
Pertanto, definire Franti simpatico e indicarlo come un martire della libertà o un modello da imitare è alquanto illogico; attribuirgli, per altro, una coscienza di classe o addirittura adombrare in lui la possibilità di un progetto rivoluzionario - anche volendo considerare ciò un mero esercizio dialettico - sembra una forzatura inaccettabile.
E’ singolare che si giudichi un’opera scritta un secolo e mezzo fa col metro dei nostri tempi e degli stereotipi culturali degli anni Sessanta e Settanta.
Qui è evidente il vecchio e ormai abusato leitmotiv dei professionisti della contestazione e della intellighenzia radical-chic volto a minimizzare e talvolta a ridicolizzare tutto ciò che è passato, atteggiamento che alla lunga ha finito per creare degli equivoci, disorientando i giovani e contribuendo a generare il caos".
Naturalmente nessuno - tantomeno il sottoscritto - si sognerebbe mai d'indicare Eco come agitatore di folle o educatore negativo; egli era un semiologo, il cui compito consiste nell'indagare le "insidie" nascoste dietro le righe e oltre le parole; ed in tal senso lo studioso scomparso svolse il suo ufficio in modo egregio, ma nel caso di Cuore perse di vista il contesto storico in cui fu concepito e i veri scopi sociali, a cui De Amicis lo aveva destinato. 
Forse oggi, alla luce degli attuali accadimenti, queste finalità appaiono più chiare. 
"In una società sempre più cinica  [e riprendo il mio articolo su Cuore] dove diversi Franti hanno fatto carriera e sono andati a ricoprire incarichi importanti o addirittura di potere, si comincia a provare nostalgia per la retorica deamicisiana e per la mediocre convenzionalità dei Coretti, Derossi e Garrone e dello stesso Bottini.
Oggi, a centocinquant’ anni dall’Unità d’Italia, parlar male di Cuore è sbagliato e lo dimostra, tra l’altro, il film Il maestro di Vigevano (1960) diretto da Elio Petri, che (basato sull’omonimo romanzo di Lucio Mastronardi) riprende uno dei temi principali del libro demicisiano, ovvero la condizione degli insegnanti elementari italiani, bistrattati e dileggiati dall’imprenditoria rampante del secondo Novecento.
Naturalmente, nessuno nega che il romanzo deamicisiano sia ingenuo, retorico e manchi, per altro, di realismo, ma è stato un errore (e lo è tuttora) ridicolizzarne il contenuto, visto il quadro non certo entusiasmante del nostro paese.
Oltre alla crisi economica ed alle derive improvvisatorie della nostra politica, si sta registrando una crescente indifferenza verso i valori veri della vita. 
Ciò si verifica anche nel mondo giovanile, sempre più attratto da ideali solipsistici e di facile protagonismo, alimentati pure da certe pellicole che indulgono alla violenza e da programmi televisivi di dubbio gusto che promuovono forme di competizione esasperate.
Le cronache di questi ultimi anni riportano numerosi episodi di violenza, perpetrati ai danni di emarginati e disabili, oltre che casi d’insofferenza verso le istituzioni, per non parlare del preoccupante disinteresse per la vita umana. Emblematico è il caso di chi sghignazzava all'indomani del terremoto dell'Aquila, rallegrandosi per il profitto che avrebbe potuto trarre dalla successiva ricostruzione. [Cut]
La scuola fatica sempre più a gestire gli allievi e, anche quando fa ricorso a legittime forme sanzionatorie, viene accusata di autoritarismo e finisce al centro di mortificanti polemiche.
Molti osservatori sono concordi nell’affermare che certi comportamenti giovanili derivano dalle profonde trasformazioni socio-culturali avvenute nell’ultimo trentennio, ma sono anche il frutto di un processo iniziato negli anni Settanta e volto a ridimensionare il ruolo di insegnanti ed educatori e ad enfatizzare invece i diritti dei giovani, generando in loro un senso d’onnipotenza e d’impunibilità.
Tutti ormai riconoscono che il Movimento Sessantottino ha prodotto importanti conquiste democratiche: diritto al lavoro, emancipazione femminile, uguaglianza sociale, etc. ma ha generato pure degli equivoci, o meglio, delle storture; una di queste è appunto la delegittimazione di valori come il rispetto, la solidarietà, l’altruismo, l’amor patrio,  ritenuti improvvisamente  inutili, falsi ed ipocriti e perciò messi all’indice.
Invece, proprio queste virtù andrebbero recuperate e riproposte vigorosamente, come manifestazioni più alte dell’uomo, indispensabili per edificare una società veramente progredita e civile."

                         Nigel Davemport

48 commenti:

  1. L'intellettuale è colui che, in un corpo a corpo tra esistenza e idealità, rischia un giudizio storico calato nella vita del proprio Paese.
    Eco, no.
    Un giudizio che quando è autentico confina l'intellettuale in una scomoda solitudine.
    Intellettuali sono stati Gobetti, Gramsci, Testori e Pasolini.
    Pasolini è il grande diagnostico della rivoluzione antropologica in Italia, quella rivoluzione per cui dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60 avviene un passaggio velocissimo da un mondo tradizionale fondato su una concezione umanistica e solidale a un altro in cui trionfano egoismo, apparenza, vuoto morale.
    E' il mondo del Nuovo Potere che nella sua ingannevole tolleranza persegue un'omologazione generalizzata.

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    1. Ecco quel che si potrebbe definire: un robusto e circostanziato commento!
      Ciao Gus, e grazie di questa dotta riflessione.
      .
      .
      .
      ^___*

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  2. Eco rimane un provocatore dalle grandi verità (fino all'ultimo "internet regno degli imbecilli"). Vi sta provocando anche da defunto. Io il Nobel glielo darei anche postumo. Non andrebbe a ritirarlo, è vero, ma tanto non ci va neanche Dylan...

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    1. Mi spiace Franco,
      ma io la penso così da tempo immemorabile, dunque nessuna risposta e provocazione postuma.
      Per quanto riguarda "gli imbecilli di Internet". spero tanto che vorrai escludere i presenti...
      .
      .
      .
      .
      ^___*

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    2. il nobel a dylan non sta in cielo nè in terra... è un altro autogol...per dirla con parole del guardiano ;)
      ciauuu
      esmeralda

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  3. Ciao Antonio, mi sono gustata questo tuo articolo. Noto loo sguardo lucido e l'alta qualità del linguaggio che ti distinguono, come al solito.
    Devo riconoscere che non conosco molto la letteratura italiana e i suoi autori, ed è stata l'occasione giusta, leggendoti, per apprendere qualcosa.
    L'assegnazione del premio Nobel credo sia, come tutto ciò che l'uomo faccia, un modo per premiare dei concetti. Come il premio Nobel per la pace assegnato ad Obama, un'apparente contraddizione.
    Non so se la perdita dei valori ha a che fare con la rivoluzione del 68, ma sono convinta che l'educazione mette le basi nei primissimi anni di vita, all'interno della famiglia.
    Educazione, che si delega alla tv e alla rete internet. non vi è una trasmissione di valori da parte dei genitori perché sono privi loro stessi, o perché hanno scelto il compromesso.
    Un abbraccio.

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    1. ehi gabrielle bentornata!
      cari saluti ;)
      ciauuu
      esmeralda

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  4. Ciao Gabry (ma dovrei scrivere: Bentornata)
    sono sostanzialmente d'accordo con le tue considerazioni, pur con un distinguo, per quanto riguarda Obama. Vi sono delle contraddizioni anche nel suo caso, è vero, ma resta uno dei più illuminati presidenti che gli Usa abbiano avuto.
    Grazie per le parole di stima e l' interessante intervento.
    Un abbraccio.

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    1. Mi fa piacere ritrovare te e gli amici dell'Angolo. dopo una lunga assenza dalla rete, ritorno con l'idea di riprendere seriamente la scrittura sul blog. Per diversi anni sono stata di più sul social, ma lì scorre tutto così veloce che non si riesce a fissare nessuna emozione,non si riesce ad approfondire per farsi un'opinione e dare un giudizio. E' vero che la mia espressione sui social è votata per di più alle arti visive e ai pensieri poetici succinti, ma si fa una gran fatica, comunque, a stare sotto il bombardamento dell'informazione. Per non essere fagocitati e per risvegliare la mente servono posticini come questo, salotti dove poter discorrere con calma e con gusto su argomenti meno superficiali.

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    2. Lieto del tuo ritorno, cara Gabry.
      Quando vorrai scrivere un post, ne saremo onorati.
      Un abbraccio.

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  5. grande articolo...direi definitivo
    che bello leggerti!
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Ciao Vale,
      premurosa come sempre, grazie.
      Tvb.
      Un abbraccio.

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  6. Caro Guardiano, oggi ce ancora la prova che L'angolo del sorriso è un blog che trovi tutto!!! Grazie amico di questo interessante articolo che mi fa conoscere cose che purtroppo ignoravo!!! Ciao e buona giornata con un forte abbraccio.
    Tomaso

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    1. Grazie a te, caro amico,
      che hai avuto la pazienza di leggere questo post chilometrico e barboso.
      Un forte abbraccio e a presto!

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  7. Buongiorno Antonio, purtroppo è la legge che vige in questo mondo… quelli come Franti fanno carriera, ricoprono incarichi che non sanno gestire, motivo per cui in Italia ci troviamo alla frutta.
    In questo mondo le persone con pensieri rivolti al lato umano vengono derise (dichiarate persino stupide senza alcun problema), un esempio pessimo da lasciare ai posteri, in quanto i veri sentimenti andranno ad estinguersi.
    Penso che il compito di un intellettuale, e ancor più se filosofo, attraverso il suo sapere debba contribuire alla crescita culturale della società.
    Ormai un pochino mi conosci leggendomi, intuirai il mio pensiero a riguardo, quindi non sto a dilungarmi nell’esprimermi su Eco, (e perdonatemi…) per me rimane solo un nome da scrivere in orizzontale o in verticale negli schemi dei cruciverba…
    Senza nulla da togliere ad una mente brillante e geniale, il mio pensiero scappa altrove, dove non esistono eruditi presuntuosi e dittatura ideologica.

    Mi è piaciuto moltissimo questo tuo articolo, che ho trovato alquanto istruttivo ed edificante, specie sui valori umani.
    Grazie di cuore, ce ne fossero di persone con il tuo pensiero…
    Un abbraccio Antonio, ti auguro una serena giornata

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    1. Ciao Betty,
      non posso che concordare con le tue riflessioni, tanto più che provengono da una persona sensibile che prova - potrei dire quotidianamente - sulla propria pelle il menefreghismo (se non proprio il cinismo) altrui.
      Ti ringrazio per l'attenzione che dedichi ai miei post e le generose parole di stima che rivolgi al mio indirizzo.
      E' anche per non tradire lettori affezionati come te che tengo ancora in vita l'Angolo.
      Un caro saluto e a presto!

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  8. Ciao Guard,Nobel si o no....non so rispondere, giudicare è sempre oneroso e difficile e non tutti i premi Nobel sono da considerarsi pienamente meritevoli ;pur stimandolo molto, Eco non mi è molto simpatico , rimane però un intellettuale di spessore con una interessante e varia produzione letteraria e filosofica e rivelando doti di acuto e brillante teorico ,eclettico ha collaborato con accademie, organizzazioni culturali e testate giornalistiche.
    Intellettuale e dotato di una sottile ironia ha spaziato su varie tematiche.
    Indubbiamente lo studioso ha portato con sé anche le sue idee politiche e sociali di cui non si è spogliato in quanto inerenti alla sua specificità, che trapelano da tutte le sue produzioni.
    Devo congratularmi per lo spessore dell'argomento che ci ha stimolato ad una interessante partecipazione.
    Buona serata

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    1. Buonasera Cettina,
      noto che conosci abbastanza bene Eco e il suo lavoro.
      Per quanto riguarda l'assegnazione del Nobel, capisco la tua difficoltà ad esprimerti in merito.
      Per il resto ti ringrazio della gentile attenzione.
      Un caro saluto.

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  9. Ciao Guardiano, quando ti metti a scrivere non ti fermi più, ho tentato di leggere tutto, ma mi sono arreso quasi alla fine, non so dare un giudizio, ma profano come sono, il Nobel che se ne fa un defunto? Quindi se ne può fregiare un vivo o i familiari, quindi non so a chi giovi.
    Ti saluto e buona vita.

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    1. Caro Gaetano,
      hai ragione: il post è lungo e impegnativo, e pure se non sei arrivato alla fine, ti ringrazio tantissimo.
      Un abbraccio.

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  10. Un post molto interessante, purtroppo non so quanto mi posso pronunciare io visto che fino ad adesso ho letto più letteratura universale che italiana. Comunque riguardo a Umberto Eco mi vengono in mente i commenti di una mia collega che lo definiva come egocentrico, Una persona che riteneva che la verità la conoscesse solo lui (ho evitato i commenti più duri e le descrizioni troppo colorate della mia collega). Infatti ho insistito che a volte le persone di genio sono egocentriche, egoiste e hanno delle convinzioni molto radicali, non per questo esiste anche la descrizione genio del male, ma sono sicura che questo non sia il caso di Umberto Eco e forse le sue opere si meritano un Oscar, alla fine quanto un premio di letteratura deve premiare l'opera vera e propria e quanto riguarda lo scrittore?
    P.S: Cuore è stato il libro della mia infanzia, l'ho letto tantissime volte perché lo trovavo molto educativo e istruttivo.
    Le auguro una buona giornata,
    cari saluti,
    Flo

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  11. Buongiorno Florentina,
    innanzitutto, grazie della gentile visita. Interessanti definirei pure le tue considerazioni, così come apprezzabile il fatto di non aver riportato integralmente il parere della tua amica, visto che si riferisce a una persona scomparsa.
    Ricambio i cari saluti e ti auguro una buona giornata.

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  12. Ciao Antonio.
    Molto interessante il tuo punto di vista sociale e politico.
    Sei stato grande a far comprendere le difficoltà che in ogni epoca incontriamo.
    L'istruzione è molto importante.
    Però tutto deve essere dosato dall'umiltà.
    Credo anche che spesso le antipatie nei confronti di alcuni eruditi ed autori come Eco, ricordiamo che era professore di semiotica all'università di Bologna ed i suoi studi erano su tutto ciò che vi girava intorno, possano fuorviare i giudizi di molti.
    Eco mi piace e voglio ricordare anche la sua ironia scrivendo libri come "Kant e l'ornitorinco".
    La politica a volte è meglio non considerarla se non immedesìmandoci nel periodo in cui viveva l'autore, per me molto difficile ora, visto i tempi...
    Grazie per ciò che hai scritto, mi è piaciuto molto e fa in modo che molti esprimino le loro idee il libertà.
    Abbraccio grande carissimo, a presto.

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    1. Buongiorno Pia,
      lasciami dire che i tuoi passaggi qui portano sempre una ventata di simpatia.
      Fai bene ad apprezzare Eco, come giustamente hai scritto, era un grande studioso.
      Il mio distinguo nasce non dalla simpatia o antipatia personale, ma dal fatto che una persona imbibita di politica fino ai capelli non può essere obiettiva e, com'è stato ampiamente dimostrato in altri casi, viene smentita dalla Storia.
      Un caro abbraccio, amica mia!

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    2. Ma dico...non volevo essere simpatica ma molto, molto antipatica.
      Caspiterina, non ci sono riuscita! ; )

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  13. Sempre speciali e ricchi di creatività, i tuoi articoli, guardiano, un caro saluto, silvia

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    1. Ciao Silvia,
      sempre molto gentile, grazie della visita e a presto!

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  14. Innanzi tutto un'osservazione. Dare il Nobel della letteratura a un cantastorie mi è sembrato subito un voler sminuire il valore intrinseco del premio. In questo senso -e solo sotto questo angolo di visuale- meglio arebbe stato darlo ad un intellettuale dello spessore di Umberto Eco. Lui, fosse stato ancora in vita, a ritirare il premio sarebbe andato, Dylan no, ha qualcosa di più urgente da fare. Vada a dar via il c*** urgentemente.
    Ho letto moltissimo di Eco, soprattutto i suoi saggi. Li imbeveva di politica. OK. E che fanno gli altri? E nemmeno possono vantare la stessa capacità di giudizio di Eco. "Il nome della rosa"? Grande libro ma arido, ti si gelano le ossa. Eco era un grande teorico, ma non era un felice affabulatore. Questo è quel che penso io.
    Riguardo "Cuore" di De Amicis l'ho odiato a prima vista. L'ho letto tutto, due volte, poi l'ho scaraventato nel secchio dell'immondizia, perché a quello apparteneva. E adesso non mi si venga a parlare di quei tempi che erano altri tempi e del tntativo del Da Amicis di carezzare tutti e non buttare fuori pista nessuno -assolutamente come un politico di oggi a quel che pare- non mi si venga a dire che Fratti era il male e Garrone il bene, che mi scompiscio dalle risate. No, "Cuore" è un'orrida e infida prateria dove le capre e le pecore hanno pisciato miele, che però puzza di urina.
    Sono andato oltre e mi dispiace, ma io aborro certi scrittori o presunti tali, che se non fanno singhiozzare, belare e ciabattare al cesso non considerano esaurito il loro compito di esimi letterati, educatori delle masse biascicanti giaculatorie opportunamente genuflessi di fronte ai loro santi appicicati al muro.

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    1. Ciao Vincenzo e bentornato all'Angolo del sorriso.
      Credo che sul giudizio di Eco siamo sostanzialmente d'accordo.
      Constato che ce l'hai a morte con "Cuore" rispetto il giudizio, ma mi spiace, perché sono convinto che De Amicis non intendesse strappar lacrime, ma contribuire a formare persone moderate e civili.
      Buona serata.

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    2. Su Cuore proprio non ci siamo Enzo. Ma per nulla. Vallo a recuperare dalla spazzatura e rileggilo. Da cima a fondo e con calma.

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    3. Per farmi rivenire l'orticaria? Non ci penso per niente. Adesso spiega al tuo romanaccio del cuore come può una ragazza moderna, aperta, intelligente e sensibile come te -guarda che ti conosco bene, siamo molto affini sorella della sorellina di Maria- fare le fusa per un concentrato di miao miao come sto libro Cuore. Ho solo una spiegazione logica: che al solo pensiero dell'amato polpettone tu rivada indietro negli anni a quando era piccola piccola e bellina bellina. Tu non pensavi c'io si loico fussi, non è vero?
      Ma a che ti serve? Se da piccola eri bellina ora sei bella, sei cresciuta e apprezzata da chi ti conosce. Sveglia! L'Era Trumpiana incombe su di noi che già sopportiamo le tirature di palle dell'irrenzi. Dai sorella d'Italia ché l'Italia si sta stiracchiando e ti aspetta.
      Tre faccette col sorriso e un cuoricino rosso tutto per te.

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  15. una interessante lettura di te e valida critica.Ho letto con piacere e alla stregua di chi ricevuto il Nobel anteporre i propri impegni presi precedentemente. Che strani questi uomini o siamo noi italiani diluiti in tanti premi letterari che in fine trovano il tempo che trovano

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    1. Buonasera amico e benvenuto in questo blog, dove a volte si ride ed altre si riflette.
      Ti ringrazio della visita, che presto ricambierò
      Ti auguro un sereno w.e.

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  16. Buongiorno Guardiano , oggi non ho letto nulla
    che mi strappi un sorriso ,anzi...
    Comunque ho letto tutto con molto interesse .
    I commenti mi sembrano vari e discordi , ma è
    giusto che sia così . Ogniuno è libero di esprimere la propria opinione . Conosco poco
    Eco e quel poco non mi piace , ma "Date a
    Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è
    di Cesare " Mi ha fatto male invece , ciò
    che ha scritto Iacoponi sul libro Cuore .
    Io l'ho amato molto e trovato istruttivo .
    Allargandomi sull'argomento , io ho vissuto
    a Berlino al tempo del "muro " e su invito
    di una amica che viveva nella DDR , dopo 6
    mesi dalla mia domanda di andarla a trovare ,
    ho avuto una pagina di timbri sul Passaporto
    sia dallo Stato Italiano che dalla DDR .
    Quello che ho visto e vissuto in una settimana di permanenza è indescrivibile QUI
    Non voglio addentrarmi nella politica , ma
    vorrei onestà , umiltà , equilibrio , saggezza negli uomini , non arroganza.....
    Happy week-end to you and Giusy Laura

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    1. Buongiorno a te Laura e benvenuta, come sempre!
      Mi spiace di non aver suscitato un sorriso con questo post, ma l'Angolo è anche un luogo di riflessioni.
      Vorrei precisare che la mia critica a Eco non nasce dal fatto che le mie idee politiche siano tanto differenti dalle sue, ma dall'eccesso.
      Personalmente credo negli ideali, non nelle ideologie, che spesso la storia sconfessa, dimostrando la loro fallibilità.
      Auguro anche a te uno splendido we e ti lascio un caro saluto.

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    2. Noi non ci conosciamo, Laura, ma io di solito aborro tutta l'editoria di piagnistei, dall'Ottocento ad oggi.
      Mi sembrava chiaro, ma ciascuno ha le sue preferenze che, se esposte con garbo e buona educazione come fai tu -e non faccio io- sono rispettabili.
      Io vivo in Germania da 45 anni.Ho vissuto sulla mia pelle la DDR. Ne ho già parlato sul mio blog -irgendwann und irgendwo- ma una volta dovetti recarmi su invito del Teatro Statale di Berlin-ost per mettere ordine in un Prospekt (fondale) che avevamo dipinto io ed un collega svizzero. Sono stato per anni Theatermaler a Frankfurt am Main e a Karlsruhe. La faccio corta. Al Chek Point ci tennero due ore in stand bey. Poi ci dettero uno Stadtplan. "Qui siamo noi adesso e questo è il vostro Ziel, segnato con una stella in rosso. Questa linea tratteggiata è il vostro percorso per arrivarvi". Guidavo io. Diritto, seconda a destra, di nuovo prima a destra fino al semaforo. Mi fermo. Guardo sulla mia sinistra e lo vedo il nostro Ziel, a non più di cento metri.
      "Accidenti, dico allo svizzero, guarda qui che giro mi dicono di fare e noi siamo a due passi". Appena scatta il semaforo verde metto la freccia a sinistra e zac, mi infilo nella traversa. Neanche dieci secondi dopo un Traby mi sorpassa e mi si pianta davanti. Vopos in borghese saltano fuori con aria furente. "Perché ha girato a sinistra? Lei doveva proseguire dritto"
      Mi ci è voluto del bello e del brutto -ho dovuto fare la figura del cretino che non sa leggere una carta- perché ne uscissimo fuori senza le ossa rotte.
      Questa era la DDR. Non poteva continuare ad esistere.
      Ma De Amicis certi idioti non li conosceva ancora.
      Ciao.

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    3. No , non ci conosciamo Jacopo ,ma giustamente io rispetto le idee di tutti
      Io sono donna ,sensibile ma non certo una
      piagnistea altrimenti non avrei fatto le scelte che ho fatto . Riguardo a ciò che
      ti è accaduto a Berlino Est , normale ai
      quei tempi . Troppo lungo raccontarti
      quello che so e che è successo a me....
      Ora devo uscire ma appena posso vado a
      cercarmi un tuo blog , se permetti ,
      verrò a leggerti . Buona Domenica Laura

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  17. Che poi, i Nobel, c'è gente che rifiuta di andarlo a ritirare. Ma i soldi se li intasca, poi. Non so dirti granché su Eco, il cui unico libro letto, mi ha fatto sbadigliare per quasi quaranta pagine prima che si superasse la porta e la noia. Concordo sul fatto che la politica annebbia le menti. E invece dovremmo fare in modo di far circolare il pensiero libero da paletti, come purtroppo spesso succede. Invece, sul libro Cuore. Come te lo ritengo un "fondamentale" per la lezione di vita e di educazione civica che impartisce. Noi, che fortunatamente abbiamo avuto occasione di averlo tra i libri di testo, non abbiamo dimenticato la lezione. E su quei banchi ora dovrebbe tornare, attuale più che mai.
    Ti abbraccio amico, e vado a leggere lo "Iacoponipensiero". Vediamo che dice il mio "romanaccio" del Cuore.

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    1. Sull'atteggiamento di Dilan non so che dire. Parrà inverosimile, ma non lo conosco, non so assolutamente nulla della sua produzione; avrà pure dei "meriti poetici", ma ho l'impressione che sia un pallone gonfiato.
      Per quanto riguarda Eco e Cuore, ho piacere che la pensi come me.
      Un caro abbraccio e buon weekend.

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  18. Devo ammettere che, leggendo il tuo coinvolgente post, mi sono un po' "perso per strada", forse per la sua lunghezza, ma soprattutto per l'ampiezza di argomenti che tratti. Provo a fare un po' di ordine. Premetto che sono d'accordo "quasi su tutto" quanto hai esaminato e dichiarato.
    Partiamo da Eco: anch'io non credo che tutto possa essere rapportato alla politica e mi piace condividere la considerazione del grande Pasolini, ché non si può valutare il prossimo con coerenza ed esattezza, visto che i pensieri e i comportamenti di ognuno sono veramente quasi sempre "trasversali". Ancor di più mi piace l'ammonimento nella riflessione (che non conoscevo e che trovo veramente splendida) di Vittorini: un intellettuale che sia al servizio della politica (aggiungo io totalmente!), rinuncia all'indipendenza culturale e perde la sua "funzione essenziale"...già l'essenzialità delle funzione di un letterato...
    Infine credo che, e questo è il mio pensiero, ogni persona per migliorarsi ed essere sempre al di sopra delle parti, debba anche sapersi mettere in discussione. E' questo che fa di noi persone non arroganti mettendoci in condizione di poterci rapportare con la giusta umiltà rispetto al prossimo.
    Detto questo e rientrando nel merito del Premio Nobel, credo che i "Premi Nobel" debbano essere dati per qualcosa di "Nobile" appunto, qualcosa che "lasci il segno", qualcosa di straordinario, eccezionale. I tuoi amici blogger che han "citato" Eco come premio nobel, hanno dato quale motivazione? Cosa avrebbe fatto di così "Nobile" o straordinario?...a parer loro?
    Apprezzo poi in modo particolare tutta la tua disamina sulla "crisi di valori" di oggi (non solo dei giovani, aggiungo...), partendo dalla critica "insensata" di Eco al libro Cuore. Anche se non lo amo e non l'ho mai amato, condivido però la tua "rilettura"; ne ricordi i veri valori e messaggi che De Amicis ha voluto profondere con il suo "classico" e convengo quindi con te che in tempi come i nostri, di società ciniche, dove accadono episodi deplorevoli di violenza (e qui dissento dal tuo pensiero), non sono solo giovanili. Ricordiamo tutti quegli episodi che sono successi e purtroppo succedono nelle case per anziani o nelle scuole a danno di bambini e ragazzi disabili addirittura dai loro "insegnanti di sostegno!" Signori, insegnanti di sostegno, ma ci pensate? Questa tua riflessione passa da un "sessantotto" dove il risultato oggi anch'io lo classificherei un po' "distorto" per tutti quei valori di vita "equivocati" e arrivando alla presa di coscienza che le società tutte avrebbero bisogno di rieducazione e condivido con te che quei valori e quelle virtù, che molti giovani oggi non hanno o hanno perso semplicemente di vista, andrebbero recuperate.
    L'unico appunto che mi sento di fare è che mi sembra che tu ometta di parlare della grossa importanza che dovrebbe continuare (o ricominciare) ad avere la famiglia.

    Bello questo tuo articolo Antonio ché ha abbracciato vari argomenti e spunti; è completo e ad "ampio raggio culturale". Un post che si è "completato" con i vari interventi dei commentatori. Mi sono sentito in "Un salotto culturale", un'idea di blog che avevo avuto qualche (molto) tempo fa, che avevo anche iniziato a realizzare con alcuni amici, ma che poi non è andata in porto...forse qualcuno/a lo ricorderà.
    Beh, credo che anche tu leggendo il mio commento...ora ti senta un po' "perso per strada"....e mi scuso ^__^
    Un abbraccio a te e buona domenica a tutti.

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    1. No, caro Pino,
      altro che "disorientato", leggendo questo commento mi sento suffragato nell'intento di pubblicare anche post meno leggeri, sui quali riflettere.
      Se il mio articolo è esaustivo (e doveva esserlo necessariamente, visto che ho messo tanta carne al fuoco) il tuo commento non è da meno, anzi: risulta pertinente e amplia persino il discorso, specie quando poni l'accento sulla violenza degli adulti a danno degli anziani.
      Grazie sinceramente, amico mio, anche per le parole di elogio.
      Un abbraccio e a rileggerci presto.

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    2. Sai che ti stimo Antonio...
      e poi...sai anche che esprimo sempre con onestà e sincerità le mie considerazioni.
      A rileggersi presto certo...come vedi vengo a leggere (quasi) tutti i tuoi post; è rimasto l'unico blog che seguo ancora ...per ora... direi più del mio addirittura.
      Un saluto anche alla carissima Giovy e a tutti gli amici dell'angolo.

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  19. Non mi permetto di giudicare nessuno. Merita il Nobèl? Non lo merita?
    Le canzoni di Dylan le conosco da tempo, se capita le ascolto molto volontieri...le parole in inglese mi frenano un po'..non le so tradurre...
    Il libro "Cuore" parla di avvenimenti che mi fecero piangere e vorrei tanto che i nostri giovani, tipo i miei nipoti, lo leggessero per capire che nel mondo c'è troppa violenza e poco sentimento....
    Ieri ho scritto di come mi sono piaciuti due films la cui trama fondamentale è la ricerca del bene. Quel bene che ti fa augurare buon giorno al postino, o allo spazzino, quel bene che, se sul mio balcone un infreddolito imbianchino dona una nuova luce alla tinta invecchiata, mi spinge a chiedergli se vuole una tazza di caffè.
    I personaggi politici o politicizzanti è bene che prendano occhiali nuovi che illuminano la vera realtà della vita in cui viviamo.
    Grazie e buona domenica. Ciao.

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    1. Ciao Lucia,
      le tue riflessioni mi sembrano davvero ineccepibili.
      Concordo su tutto ciò che hai scritto, precisando soltanto questo: visto che nel nostro paese c'è libertà di parola, possiamo pure esprimere un giudizio sulla qualità di un film, un romanzo, una fiction, oppure sull'opportunità di attribuire un Nobel.
      L'importante è che non si usino parole arroganti o offensive, specialmente nei confronti delle persone scomparse.
      Grazie della gentile visita, un salutone e a presto.

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    2. GUARDIANO: "Io non giudico" fa parte delle mie convinzioni e non mi permetto di giudicare te (o qualsiasi altra persona) che giudichi!!! Perfetto?!!!
      Il post dello sfigato è divertentissimo...suggerimento se avete la risata facile come la sottoscritta, non leggetelo la sera quando tutti dormono....potrebbero svegliarsi!
      Buon pomeriggio.

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    3. Stimatissima amica,
      capisco il tuo punto di vista, mi preme solo dire che, nel caso specifico, si sta rilasciando semplicemente un giudizio sugli scritti di Eco, alla stregua di quanto fanno tanti altri esegeti. La critica letteraria e filosofica è la sostanza stessa della cultura.
      Grazie del tuo passaggio qui e buona serata.

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  20. Capito, capito Urka se l'avevo capito.....la sostanza stessa della cultura....!
    Buonanotte!

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