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sabato 5 novembre 2016

S. LEONE E IL WESTERN ALL'ITALIANA


C'era una volta Sergio Leone, ovvero un notissimo regista cinematografico, scomparso nel 1989, all'età di sessant'anni. Come spesso succede nelle cose dell'arte, le sue opere furono al centro di accesi dibattiti. A suscitarli  fu la creazione di un genere chiamato "Western all'italiana", subito ribattezzato dagli americani, dispregiativamente: "Spaghetti western", volendo indicare un film girato in economia, lontano dal vero West, contrassegnato da accesi scontri e dalla presenza di parecchio sangue, che effettivamente può dare l'idea del sugo di pomodoro.
E' vero che i film di Leone potevano contare su badget relativamente limitati ed è altrettanto vero che venivano girati in Italia e in Spagna, cioè in luoghi appartenenti alla geografia di un improbabile West, ma è inesatto affermare che fossero approssimativi e privi di credibilità. Il regista romano non improvvisò le sue pellicole, ma vi mise mano grazie alla grande passione per il genere Western e dopo aver studiato attentamente le tecniche narrative dei grandi maestri d'oltreoceano: John Ford, King Vidor, John Sturges, Haward Hawks, etc.
Ma le sue opere sono diverse da quelle americane. Esse rivelano la sua particolare sensibilità creativa ed il suo backgraund culturale, certamente influenzato dall’esperienza neorealista, visto che da giovane partecipò, come assistente di regia, alle riprese di Ladri di biciclette, di De Sica.
A differenza di quelli hollywoodiani, i film di Leone sono contrassegnati da un taglio moderno e presentano delle soluzioni linguistiche nuove ed originali. I paesaggi non sono più quelli delle praterie sterminate, dei grandi fiumi e dei profondi e misteriosi canyon, ma si riducono a piccole aree, a paeselli deserti, a puebli di frontiera, ove sorgono miseri caseggiati calcinati dal sole, che un po’ richiamano alla mente il degrado di alcune periferie dei giorni nostri. 
Anche gli antagonisti del personaggio centrale non sono più quelli tradizionali: i pellirosse, ma infidi banditi o killer spietati. Ciò, forse, col duplice intento di attualizzare le storie e non ripetere banali stereotipi, per cui i bianchi sono sempre i buoni e gli “indiani” i cattivi.
La messinscena è necessariamente vaga e, per ricostruire l’atmosfera d’ambiente, punta più sulle piccole cose e sui dettagli, che sull’intero contesto. In film come: Per un pugno di dollari  (1963) Per qualche dollaro in più (1964) e Il buono, il brutto e il cattivo (1966) non è raro osservare immagini a tutto schermo di armi, speroni, stivali impolverati, fronti aggrottate, volti tumefatti, occhi segnati dall’odio o dalla paura, etc.
Le inquadrature passano a volte direttamente dal campo lungo al dettaglio, senza  tappe intermedie. Ciò serve a creare dei bruschi mutamenti, che spezzano la gradualità percettiva (o, se si vuole, l’ordine figurativo) contribuendo a tenere vivo l’interesse dello spettatore. I western leoniani adottano un regime di scrittura oscillante fra il barocco e il contemporaneo, in cui prevalgono i contrasti forti, immediati ed è presente un abile gioco plastico fra figura e sfondo, che rende la narrazione più avvincente. La fotografia è nitida, accurata e in certi casi persino virtuosistica.
A volte, i tempi di talune sequenze vengono volutamente dilatati. Nei duelli, ad esempio, l'attimo che precede l'estrazione delle pistole e gli spari viene amplificato a dismisura e la macchina da presa indugia alternativamente ora su questo, ora su quel personaggio, come in un implacabile carosello di morte. 
Proprio questa rarefazione temporale fa sì che l’azione, da brutale contingenza, si trasformi in rito ed assuma una certa solennità, sicché lo scontro finisce per perdere il suo connotato negativo, cruento, e diviene epico, grandioso, sublimandosi paradossalmente in elegia. Ma questo piccolo prodigio non è tutto merito delle immagini, è possibile grazie alle musiche di Ennio Morricone, che puntualmente accompagnano ogni film. Le sue colonne sonore, accattivanti, struggenti, interpretano, sottolineano, esaltano ogni momento del racconto. A volte, servono a svelare le sensazioni più intime del personaggio, altre volte sono capaci persino di creare quel che non c'è. E’ in questi film che la simbiosi musica-immagine raggiunge i suoi livelli espressivi più alti, provocando emozioni indimenticabili. Come dimenticare la sublime melodia di C'era una volta il West ! 

(Clicca sulla foto per ascoltare)

Il regista romano crede molto nella forza seduttiva dello spettacolo e porta alle estreme conseguenze la destrezza degli antagonisti, lo scontro faccia a faccia, l'uomo contro l'uomo, creando un personaggio invincibile, intorno al quale ruotano un po' tutte le immagini del film. Chi non ricorda: Il buono, il brutto e il cattivo, considerato il capolavoro del genere, con Clint Eastwood nei panni del Biondo, Eli Wallach in quelli di Tuco e  Lee Van Cleef in quelli di Sentenza?
E chi non ha apprezzato Giù la testa, pregevole cammeo sulla rivoluzione messicana di Villa e Zapata; oppure il citato C’era una volta il West, la storia di una fatale e spietata vendetta, magistralmente interpretata da Henry Fonda e Charles Bronson? Si tratta di pellicole notevoli, diciamo pure di largo respiro, affidate ad attori di sicuro talento, che con la loro presenza hanno contribuito ad elevarne la qualità.
Leone però non opera facili esemplificazioni; è alquanto disincantato e non cade nel tranello della banale dicotomia: tutto bianco / tutto nero. Le sue perciò non sono le creature perfette, positive, che si trovano nei western classici. I suoi eroi sono mossi, generalmente, da un proprio tornaconto, da un interesse preciso e se perseguono il "bene" non lo fanno soltanto per un puro ideale. Il nostro autore è meno ottimista e forse anche meno retorico dei propri colleghi d’oltreoceano, come pure è lontano mille miglia dai truculenti e discutibili eccessi delle pellicole di genere (e pseudo-genere) di ultima generazione, che  hanno stravolto e cancellato la poesia del Western classico o all'Italiana, che sia. 
Da buon romano, Leone possiede un forte senso dell’umorismo e non può fare a meno di trasferirlo nelle sue storie, un po’ per mitigarne la durezza, un po’ per rammentarci che l’ironia è solo l’altra faccia del dramma. Forse, avranno pure ragione i critici più intransigenti a sostenere che Leone non è stato capace di rendere lo spirito del vecchio e sterminato West, ma ugualmente è riuscito a creare delle storie piacevoli, avvincenti, un po’ crepuscolari, perché intrise di nostalgia per un mondo mitico, lontano, ormai perduto, con un tipo di eroe che sarà un po’ discutibile, ma che appartiene sicuramente agli ingenui e perciò cari modelli della nostra infanzia.

                                Nigel Davemport

[NOTA: I diritti letterari sono riservati]

38 commenti:

  1. Caro Guardiano, veramente un post degno di te!
    Hai scritto un articolo dettagliato che mi riporta indietro, quando vidi il promo film uscito con grande interesse di tutti, definisco solo! spettacolare.
    Ciao e buona giornata, caro amico.
    Tomaso

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    1. Caro Tom,
      lieto che condivida la mia stima per Sergio Leone.
      Grazie per la testimonianza.
      Un forte abbraccio.

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  2. grande grande... come sei tu
    tvb ;*
    esmeralda

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    1. Grandissima sei tu, Vale cara, per l' assidua e generosa presenza.
      Ti abbraccio forte.

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  3. Avviso ai Naviganti
    ===================
    Non fidatevi, il Guardiano scopiazza tutto dal web.
    Un saluto carissimo agli amici ed amiche di questo blog ;-))

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  4. Buongiorno Antonio, premetto che i film Western non sono il mio genere, ciò però non toglie nulla al prestigioso talento di Sergio Leone, di cui magistralmente tu ci narri.
    Tra i film diretti da questo grande regista ricordo molto bene “C’era una volta l’America” , un capolavoro difficile da dimenticare… e da eguagliare…
    Attraverso la tua accuratissima recensione sei riuscito a trasportarmi un po’ nel mondo del suo personale e nostalgico Western.
    Di sicuro ora come ora guarderei con occhio diverso le sue pellicole.
    Sei sempre anche tu un Gran Maestro!
    Un abbraccio a te e a Giovy, buon fine settimana :-)

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    1. Ciao Betty,
      non immagini quanto mi faccia piacere ciò che affermi. Sarei curioso di sapere che pensi di "C'era una volta il West", che a mio (modesto) avviso è un capolavoro.
      Grazie per l'assidua e affettuosa partecipazione.
      Un caro saluto.

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  5. Non amo molto il genere cinematografico ....ma ho apprezzato molto questo post :)

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    1. E allora ti ringrazio doppiamente, gentile amica.
      Un caro saluto ^___*

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  6. Un superarticolo, che ho letto con immenso piacere....
    Saluti a tutti, silvia

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    1. Ed io, gentile Silvia,
      sono felice per questo tuo gentile riscontro.
      Ti auguro una serena serata.

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  7. Film e musiche indimenticabili, Guardiano.
    E chi se ne dimentica?
    Ciaooooo

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    1. Ciao Pat,
      eppure mi avevano detto che hai perso la memoria... sbaglio?
      Scherzo, naturalmente
      Grazie della gradita visita e a rileggerci presto ^____*

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  8. Carissimo Nigel e carissima Giovy, avete un blog di prima classe che leggo sempre con piacere e tanto interesse. Per quanto riguarda questo post devo confessare che non conosco per niente questi film o la tipologia di questo tipo di film però leggendo questo post mi è venuta voglia di vederli. Un po mi fanno venire in mente i film rumeni con i fuorilegge style Robin Hood che rubavano dai ricchi per dare ai poveri. Per quanto riguarda i commenti sarcastici degli americani non me ne preoccuperei neanche, vi faccio ricordare che loro sono gli specialisti degli spaghetti con polpette che pubblicizzano come piatto tipico italiano.
    Vi auguro un splendido fine settimana, cari saluti, Flo.

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    1. Buonasera Flo,
      gentile e generosa come sempre!
      Per quanto riguarda questo post, capisco perfettamente che possa non conoscere Sergio Leone; tu sei giovane ed io non tanto, perciò mi ostino a presentare autori del passato, anche se qui in Italia molto noti.
      In attesa di rileggerti, ti auguro una buona serata ^__*

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    2. Ciao Florentina,
      per una volta, ha ragione il Guardiano: sei una persona speciale ;-)
      Grazie per i saluti che ricambio di tutto cuore.

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  9. Sergio Leone va oltre il western e indaga sul volto dell'America decadente, si sofferma attentamente sulla personalità degli interpreti. Sergio Leone ha sfruttato a piene mani la sua sensibilità e una buona cultura cinematografica.
    Ciao.

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    1. E' vero, egregio Gus,
      c'è un repertorio leoniano che non appartiene al genere western e indaga l'America decadente.
      Grazie per il gradito commento e buona domenica.

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  10. Tutti visti e stravisti.
    La tua recensione è degna di un Morandini, se non migliore.
    Mi sono sempre chiesta cosa ne sarebbe stato di Clint Eastwood se Leone non l'avesse scoperto.
    Cristiana

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    1. Buongiorno Cri,
      forse, senza Leone, Eastwood sarebbe stato un anonimo (bel) giovanotto in cerca di lavoro, magari si sarebbe dato alla politica, viste le sue simpatie per la Destra Repubblicana.
      Grazie per il generoso apprezzamento.
      Un caro saluto.

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  11. È stato mio padre a trasmettermi la passione per i western di Sergio Leone, li guardavamo insieme la domenica pomeriggio.Ancora oggi li riguardo volentieri e continuano a piacermi.
    Buona domenica!

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    1. Ciao Ofelia,
      ti ringrazio dell'attenzione e della testimonianza.
      Ti auguro una buona serata.

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  12. Questi sono i film che hanno caratterizzato la mia infanzia, capolavori indiscutibili. Non penso però che oggi Sergio Leone sia ancora così poco considerato all'estero. Un grande registra americano che so poco apprezzato da te lo ha sempre ritenuto uno dei suoi miti e un autore a cui ispirarsi.(non lo nomino mai sai di chi parlo ahahah) In America gode di grande rispetto. Lo stesso dicasi del Maestro Morricone.
    Grazie per il bell'articolo e buona domenica.

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    1. So che "l'Innominato" stima molto Leone e che altri suoi colleghi d'Oltreoceano ne conservano un buon ricordo, tuttavia per certi "puristi" rimane l'autore degli Spaghetti Western.
      Grazie a te del gradito commento e buona serata.

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    2. Ahahah L'Innominato (Alessandro Manzoni potrebbe rivoltarsi nella tomba) è Quentin Tarantino. Per la precisione e per soddisfare la curiosità dei nostri amici. Grazie Antonio, per l'amicizia e l'attenzione che mi sapete donare tu e Giovy. Buona serata.

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  13. Ciao Nigel, come sempre su un personaggio ci fai una trama ben dettagliata hai descritto il suo genere cinematografico molto bene, e gli Americani sono stati invidiosi del suo successo, poi è merito suo se Clint Eastwood è diventato un mito, che dire che non hai detto? Semplicemente che piacciono a molti i suoi film e che non tramonteranno mai.
    Un saluto a tutti.

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    1. Ciao Gaetano,
      puntuale come un orologio.
      Grato ancora una volta per la partecipazione.
      Ti auguro una buona settimana.
      Un abbraccio.

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  14. Buonasera Guardiano,
    mio padre è da sempre appassionato di Sergio Leone e sin da piccola (dato che il monopolio della TV era esclusivamente suo), ho visto quasi tutti questi film ... alternati dai Bud Spencer e Terence hill ... Trinità e company!
    Di film Western così non ne han fatti più ... (meglio o peggio che sia!) però meritavano per l'epoca, l'ambientazione e la mancanza di effetti speciali che oggi sono davvero esagerati!
    Buona settimana a tutti gli amici dell'angolo del sorriso!! ^___^

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    1. Ciao Stefy,
      meno male che non hai scritto: "Mio nonno era appassionato di Leone", altrimenti mi avresti fatto sentire un ultracentenario.
      Scherzo naturalmente ^___* e ti ringrazio per la visita e la testimonianza.
      Buonanotte, gentile amica.

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  15. Ciao Guardiano ,da come vi prendete ironicamente in giro tu e tua moglie qui sul
    blog , deve essere uno spasso vivere a casa vostra . Non so se avete figli ,se sì , chissà come si divertono .
    I western non sono il mio genere . Ho un vago ricordo di un film con Clint Easwood che
    recitava magistralmente con lo sguardo ,
    occhi azzurri compresi ,e la musica del
    grande Maestro Morricone .
    Con eastwood mi è piaciuto molto " Gran Torino " Per merito di Sergio Leone o no per
    me rimane sempre un grande attore e regista .
    Dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio
    quel che è di Dio . Buona settimana . L.A.

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    1. Ciao Laura,
      innanzitutto grazie per la partecipazione.
      Ti dirò: vivere a casa mia non è consigliabile, in quanto Giovy è veramente insopportabile, una vera strega... e poi è brutta ma così brutta che festeggia l'onomastico il 6 gennaio!
      Leggo che apprezzi Clint Eastwood, che effettivamente è un sex simbol.
      Peccato solo sia un reazionario e nelle scorse elezioni presidenziali abbia scimmiottato (in modo riprovevole) il buon Barack Obama.
      Un caro saluto.

      http://www.ilpost.it/2012/09/01/il-disastro-clint-eastwood/

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  16. Non ho visto lo scimmiottamento ( giustamente
    riprovevole ) ma anche ì sex simbol o geni
    hanno i loro difetti , alla fine sono uomini
    come tutti noi.....

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    1. Lo ha scimmiottato in un comizio tenuto da un suo amico repubblicano; l'ho visto personalmente imitare i gesti di un primate: mi spiace di non aver trovato la relativa clip.

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  17. Caro Antonio come sempre i tuoi post sono ben articolati ed interessanti ,i film di cui parli li ho visti quasi tutti,tra l'altro questo genere piace molto a mio marito, e li ho trovato molto innovativi rispetto al genere americano,concordo su ciò che hai sapientemente scritto e considero Sergio Leone un professionista nel suo genere.

    P.S. Vivere a casa tua sarà molto divertente.
    Un caro abbraccio

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    1. Buongiorno Cetty,
      lieto di leggerti, come sempre!
      Grazie per la testimonianza, l'affetto e la simpatia ^__*
      Un abbraccio anche a te.

      8 novembre 2016 07:17

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  18. Non mi piace il genere, ma è indiscutibile il talento del grande Leone regista e ...il tuo, caro Antonio, come critico-narratore. E comunque, siccome anch'io nella mia infanzia di western ne ho visti parecchi, mi hai fatto tornare un po indietro con gli anni.
    Di Leone mi è piaciuto moltissimo "C'era una volta in America" ...ma in quel capolavoro c'era anche l'immenso (per me) De Niro.
    Questo il mio modesto parere (come da "contratto"), ma in verità credo che abbia ragione la dolce Giovy... smettila di scopiazzare dal web! Così son bravi tutti a fare i post "fighi!"
    .
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    .
    .
    Un abbraccio.

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    1. Buongiorno Pino,
      grazie della gentile testimonianza.
      Prendo atto dei tuoi gusti e ti dirò che, mentre amo il genere western - quello serio, per intenderci - non gradisco molto le storie gangsteristiche, anche se quella leoniana fa eccezione e contiene una certa poesia.
      Abbraccio ricambiato.

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