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lunedì 13 febbraio 2017

IL CINEMA DI SORDI FRA EQUIVOCI E CONSENSI



Dopo Totò, Sordi è forse l’attore italiano più famoso al mondo, ma non piace a tutti. Potrà sembrare un’affermazione arbitraria, infondata, ma è così: ancora oggi, a distanza di tredici anni dalla morte, si sentono pareri discordanti sul suo conto.
La stragrande maggioranza del pubblico adora i suoi film, nutre per essi una vera e propria venerazione, ma alcuni spettatori li criticano e se si chiede loro il perché, forniscono risposte vaghe ed evasive, come colti da un fastidio istintivo ed inspiegabile.
Se gli si obietta che Sordi era un grande artista, rispondono col vecchio adagio: - Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace - come a dire che il rifiuto per il suo cinema nasce dal sacrosanto diritto al gradimento, osservazione condivisibile sino a un certo punto, perché un’opera d’arte non è un cibo, un vestito o un aroma e pertanto, come sostiene Benedetto Croce, andrebbe valutata non tanto in base al gusto personale, ma secondo criteri obiettivi e universali. E’ il giudizio storicizzato e collettivo che sancisce il valore estetico di un’opera.
C’è da credere che chi snobba le pellicole dell’attore romano patisca un po’ le figure che egli ha tratteggiato in cinquant’anni di attività, prestando spesso il volto a personaggi opportunisti, pavidi e cialtroni.
Tempo fa, un regista “schierato” lo additò come emblema del qualunquismo nazional-popolare e in un suo film gli indirizzò pure una battuta sprezzante: “Ve lo meritate Alberto Sordi, ve lo meritate!”, marchiandolo così di disimpegno politico.
Eppure, basterebbe prendere in esame soltanto quattro pellicole del suo repertorio per ricredersi, ad esempio: “Una vita  difficile”(1961); “Il maestro di Vigevano” (1963); “Detenuto in attesa di giudizio (1971)  “Bello, onesto emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata” (1971); capolavori assoluti, indimenticabili, nati dalla sinergia fra scrittori, sceneggiatori e registi di grande talento, che trovano in Sordi un inteprete superbo, capace di rendere in modo magistrale le varie e complesse sfaccettature dei rispettivi personaggi, dote non comune, appartenuta a pochi: De Sica, Gassman, Manfredi, Tognazzi, etc.
Com’è noto, “Un vita difficile” è uno spaccato di storia patria, che parte dalla Resistenza e arriva sino agli anni del boom economico, quando gli ideali progressisti cominciano a vacillare sotto l’urto di una realtà dura, in cui dominano arrivismo e compromesso.
“Il maestro di Vigevano”, trasposizione cinematografica dell’omonimo capolavoro di Lucio Mastronardi, è un altro importante tassello, che analizza la posizione della cultura nell’era del capitalismo rampante. Mombelli, il personaggio principale, è un insegnante elementare che non riesce a sostenere adeguatamente la famiglia e per questo viene dapprima dileggiato dagli imprenditori calzaturieri locali e infine tradito e abbadonato dalla moglie.
“Detenuto in attesa di giudizio” è una pellicola dotata di cocente realismo, che punta il dito contro gli errori giudiziari e la perdita della dignità umana, conseguente all’istituto della carcerazione preventiva.
Nel film: “Bello, onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata”, che vede compartecipe una formidabile Claudia Cardinale, Sordi trascende la sua proverbiale “romanità” e diviene cittadino del mondo, il mondo degli emarginati, dei diseredati e, grazie a un’interpretazione di straordinaria intensità, compie un prodigio raro, senza uguali: riesce a trasformare la prosa in poesia.
Nelle opere citate, tutte degne dell’ oscar, sicuramente più delle pluripremiate ma epidermiche commedie d’oltreoceano, l’attore dà prova della propria statura artistica, interpretando dei personaggi complessi, che si muovono dentro vicende in cui è presente una denunzia sociale corrosiva e in grado di far presa sul pubblico molto più dei proclami e degli slogan politici che popolano altri film cosiddetti impegnati. Se ne deduce che, in arte, nulla è più utile che additare i problemi, senza tracciare percorsi obbligati per risolverli.
"La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere quasi su tutto"  sosteneva l’attore scomparso; dunque l'accusa di disimpegno rivoltagli deriva da un equivoco di fondo, cioè dal fatto che egli ha connotato i personaggi negativi di una forte carica di originalità, vivacità e simpatia, facendoli apparire “perdonabili”.
Di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi?” - si chiede Pasolini in un suo scritto - è un riso di cui ci si vergogna”.
Ma Sordi non è si è mai sognato di legittimare il malcostume, né di strizzare l’occhio ai mascalzoni, ha dato loro corpo nel modo più verosimile ed onesto possibile, li ha resi credibili e persino accattivanti, smascherandone però l’ipocrisia e stigmatizzandone la negatività. In effetti, la maggior parte del pubblico, uscendo dalla sala cinematografica, ha pensato: E’ bravo Sordi a interpretare cinici e farabutti.
Soltanto chi non è andato a fondo, ha equivocato l’autentico messaggio dei suoi film; gli spettatori più attenti, dotati di autoironia, si sono specchiati nei modelli sordiani, ne hanno individuato i difetti ed in cuor loro si sono proposti di correggerli.
            
               Nigel Davemport

33 commenti:

  1. Un simpaticissimo e indimenticabile artista che ci ha fatto ridere non poco.
    Quando passo al centro di Roma, osservo la maestosa villa, ove era residente, e credo che abbia amato fortemente la nostra incredibile città
    Un saluto a tutti,silvia

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    1. Lieto che condivida la mia stima per un artista che, nel bene e nel male, ha illustrato una certa Italietta.
      Grazie della visita.
      Un cordiale saluto.

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  2. Adoro Alberto Sordi... la sua comicità era unica!
    Un bacio

    Nuovo post sul mio blog!
    Se ti va ti aspetto da me!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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    1. Allora, siamo sulla stessa lunghezza d'onda, gentile Benedetta.
      Ricambierò senz'altro la tua gentile visita.
      Grazie e a presto.

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  3. grandissimo articolo...anche questo definitivo!
    tvb ;)*
    ciauuu
    esmeralda

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    1. Il tuo entusiasmo, cara Vale, è la migliore ricompensa per il lavoro occorrente a buttar giù queste modeste recensioni.
      Baci ^__*

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  4. Caro Guardiano, non sono un critico cinematografico, non posso giudicare se non me stesso, però in alcuni suoi film lo definisco palloso o plateale, e non è colpa sua, magari è la trama e lui interpretava ciò che voleva il regista, ad esempio non ricordo il titolo, ma quando fa la parte dell'italoamericano, sai fa quelle pose da sbruffone, oppure quando fa il vigile Urbano che si mette contro il sindaco (De Sica) che poi alla fine lo vede con la fuoriserie e dice; Vadi Vadi fategli largo, e poi va fuori strada, insomma sono quelle sue pose Plateali da bullo romano che dopo aver visto un suo film una volta, non tanto ti va di vederlo una seconda volta, Haaa Nel Film IL Marchese del Grillo, quando lo vogliono arrestare perchè giocando d'azzardo in una bettola, una guardia non volle credere le sue generalità , gli fa raddoppiare la pena e popi rivolgendosi agli altri esclama: Io so io, voi nun siete un Caaaaa!
    Ecco Guardiano io non sono un caaaa, per giudicarlo, ti saluto, anzi saluto tutti e tutte le belle persone che da quì passano, compreso la Giovy, che dirà che l'articolo lo hai copiato dal suo pensiero. (ma sei telepatico o qualch'altra cosa?)

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  5. Caro Gaetano,
    a quanto pare, non mi sbaglio: esistono persone che proprio non lo digeriscono l'Albertone nazionale, ma non sarà certamente questo ad allontanarci.
    Grazie per il gradito intervento, ancorchè di senso contrario all'opinione che ho esposto io.
    Un cordialissimo saluto.

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  6. Sordi resta un grandissimo che ha centrato le miserie italiche con genio quasi inarrivabile.
    Non gli perdono la deriva comune a tanto poverello cinema italico, quando ha dovuto iniziare a proferire parolacce in maniera sistematica per provocare il riso, mi viene in mente soprattutto In viaggio con papà, fine di un'era...

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    1. > quando ha dovuto iniziare a proferire parolacce

      Pienamente d'accordo, anche perchè oggi tutti sono capaci di suscitare il riso con improvvisi scoppi di volgarità.

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    2. Sempre in linea carissimo... ;)

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    3. Concordo. Negli ultimi film provavo una gran stretta al cuore a vederlo.

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    4. E' sempre triste quando un grande attore, per stare al passo con le nuove tendenze, si riduce a proferire male parole.

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  7. Anche stavolta hai fatto centro illuminando alcuni aspetti del cinema dell'Albertone Nazionale che erano ancora oscuri.
    Ti seguo sempre con immenso piacere e non ti ringrazierò mai abbastanza per aperto agli "anonimi".
    Hai tutta la mia ammirazione ;-)
    Ester

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    1. Veramente gentile, esimia Ester,
      ti ringrazio per la stima e la partecipazione e ti lascio un cordialissimo saluto.

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  8. Forse succede, come in tanti altri casi, che l'attore sia visto attraverso la tipologia di personaggio che incarna.

    C'è comicità nei personaggi di Sordi, penso che sia stato un grande artista.
    Ho visto solo uno dei suoi film dall'inizio alla fine e, poi, dei pezzettoni.
    Ignoro, piuttosto, le sue interpretazioni e il tuo articolo mi porta a considerare questo comico da una prospettiva diversa.
    Ti ringrazio Nigel. Le tue recensioni sono atti di cultura.

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    1. Grazie a te, cara Gabry, per l'assidua presenza, le gradite testimonianze e la stima.
      Un abbraccio e a presto!

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  9. Premetto che non sono mai stata un'amante dei
    film comici . Riconosco però che Sordi è stato
    un grande attore . Ho visto alcuni dei suoi film , sempre gradevoli . Il mio preferito
    " Il medico della mutua ".Da meditucolo (si
    dice ?) senza pazienti , con astuzia è
    diventato un ricercatissimo medico . Mi sono
    proprio divertita . Grazie Guardiano di
    averlo ricordato . Abbraccio . Laura

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    1. La comicità serve, gentile amica, specialmente quando la sorte rema contro e c'è ben poco da fare per reagire.
      Grazie a te, cara Laura, per la presenza, un abbraccio e a risentirci presto!

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  10. Caro Guardiano, ai trovato il modo di presentare un artista che,con i suoi pregi e difetti è stato e rimarrà un grande che la storia lo conserverà per sempre.
    Ciao e buona serata caro amico, un abbraccio.
    Tomaso

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    1. Ciao Tom, lieto di rivederti in forma!
      Grazie per la gentile visita ed il commento.
      Un forte abbraccio.

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  11. Alberto Sordi, fu maestro indiscusso di vita e di morale, di nuda e cruda verità che non si cela dietro falsi moralismi e finti perbenismi ... artista spettacolare, artista rurale ... versatile! dall'umorismo nero e, vero ... vero tanto quanto maestosamente grande lo era la sua stessa città, ricca di vizi e di virtù! di bugie e scottanti verità che lui stesso tentava, in maniera elegante ma senza troppi giri di parole di elargire dalla sua modesta persona ..Lui, uomo in primis, attore in seconda, fu spesso giudicato male e non capito ma ai posteri ha lasciato molto più di quanto in vita avesse pensato. Onore al Signore di roma. Bellissimo post, Buona serata ^__^ Stefania

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    1. Devo dire, gentile Stefania, che il tuo commento sentito ed esaustivo supera sicuramente il mio modesto post.
      Grazie di cuore per la generosa presenza.
      Un caro saluto.

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  12. Artista indimendicabile, con le sue varie interpretazioni ha mostrato alcuni aspetti della vita..
    Rakel

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    1. Ciao Rakel, bentornata, è sempre un piacere leggerti.
      Un cordiale saluto.

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  13. Sordi è stato con Vittorio Gassman il miglior attore drammatico italiano. Non è una battuta, ma la verità. Anche Vittorio deve la sua meritatissima fama ai films comici. Entrambi erano interpreti di personaggi simbolo dell'italianuzzo medio piccolo con tutte le sue debolezze. Insieme li ho ammirati e stravisti almeno tre volte in un capolavoro assoluto, come "La grande guerra".
    Due lavativi, imboscati e pavidi, due scansafatiche che per tigna -come si dice a Roma- diventano eroi.
    Chi critica Sordi sono o i soliti idioti che sputazzano su tutto quel che avviene a Roma capoccia der monno infame. oppure quei deficienti con la puzza sotto il naso pronti a trovar bellissimo ogni porcheria che arriva da oltre oceano e a denigrare le nostre cose come provinciali. Io farei fare a costoro tutta Via dei Fori imperiali a calci in culo.

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    1. Anch'io ho visto "La grande Guerra" almeno tre volte e sono d'accordo con te, un altro cammeo di straordinario spessore drammaturgico.
      Grazie dell'attenzione, Vincenzo, e buona serata ^__*

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  14. Ciao Guardiano,
    il grande Alberto ha saputo interpretare magistralmente quell'Italia seminascosta che non tutti conoscevano
    e con la sua drammatica ironia è riuscito a farci emozionare e ridere anche nei momenti più tragici come la grande guerra.
    Un caro saluto

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    1. Ciao Tiziano
      è sempre un piacere rileggerti.
      Grazie dell'attenzione e a presto!

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  15. Non riesco a capire quelli che denigrano Sordi. E' vero che all'inizio ha fatto dei film per la pagnotta ma poi è diventato uno dei migliori attori italiani assieme a Gassman, Nino Manfredi ecc. ecc.
    A me è piaciuto molto il film dove fa il vetturino ed ha un cavallo che deve finire al macello. Purtroppo non ricordo il titolo e non ho voglia di andare su Internet. Sono sicuro comunque che tu lo saprai. Ciao Nigel. Buon WE a tutta la compagnia.

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    1. Ciao Elio, lieto di rileggerti.
      Il film a cui alludi s'intitola "Nestore, l'ultima corsa" e, pur rispettando totalmente la tua opinione, devo dire che appartiene al "periodo crepuscolare" di Sordi, in cui sono presenti nostalgia del passato e pessimismo per il futuro.
      Un caro saluto, amico mio.

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  16. Caro Guardiano, mi dispiace di aver fatto capire che non apprezzo i film di Sordi, ma volevo intendere che alcune sue interpretazioni, mi rammarico che alcuni suoi capolavori non li proiettano facilmente in TV, un esempio è il film con Manfredi, ambientato in Africa, dove Sordi è in cerca di suo cognato Titino, un bellissimo film che rivedrei molte volte.
    Ti saluto.

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    1. Buongiorno Gaetano,
      nel redigere la mia risposta, ho tenuto conto della tua definizione: "in alcuni film palloso e plateale", che è assolutamente legittima, ci mancherebbe. Voglio solo precisare che il personaggio dello sbruffone che Sordi interpreta nel film "Un americano a Roma" è volutamente sopra le righe, in quanto deve simboleggiare le manie filo-americane di tanti giovani e meno giovani dell'epoa, manie stigmatizzate anche dal compianto Renato Carosone nella canzone: Tu vuò fa l'americano".
      Ti ringrazio come sempre per la preziosa presenza, ti auguro una serena domenica e ti abbraccio.

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